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Scritto Mercoledì 08 gennaio 2020 alle 19:14

La linea del Boeing precipitato in Iran è la stessa utilizzata dai bimbi ucraini ospitati a Cassago

E' la stessa compagnia aerea utilizzata da anni per gli spostamenti dei bambini che trascorrono le vacanze terapeutiche in Italia, ospitati dall'associazione Cassago Chiama Chernobyl. Ed è proprio per questo motivo che stamani la notizia del Boeing 737 della linea aerea Ukraine International Airlines - precipitato questa mattina a Teheran subito dopo il decollo e diretto a Kiev - è stata accolta con sconcerto dai volontari del sodalizio presieduto da Armando Crippa.
''Sono anni che ci appoggiamo a questa compagnia per i viaggi da e verso l'Ucraina, anche perchè ci è stata indicata come la più affidabile. In effetti è sempre andato tutto bene. Ho fatto subito alcune telefonate per cercare di capire di più su quello che è accaduto, ma è ancora presto e le versioni della stampa sono contrastanti. C'è chi indica addirittura un legame con i bombardamenti in Iran'' ci ha detto Crippa.

Il Boeing della compagnia Ukraine International Airlines e la rotta Milano-Kiev
(foto tratta da Corriere.it)


Il bilancio dell'incidente aereo in effetti è drammatico: sul volo PS752 c'erano 176 persone, di cui 167 passeggeri e nove membri dell'equipaggio. Nessuno di loro è sopravvissuto. Il disastro è avvenuto poco dopo il lancio di una pioggia di missili iraniani su due basi irachene che ospitano truppe americane e - come dicevamo - non è ancora chiaro se ci siano legami con la crisi in corso. Ma c'è un ulteriore legame con il nostro Paese: il Boeing 737 caduto a Teheran ha operato due voli tra Malpensa e Kiev per la terza volta in una settimana. L'ultimo proprio ieri pomeriggio, poche ore prima della tragedia.
La stessa compagnia aerea sarà utilizzata dai bambini ucraini e dai loro accompagnatori che il 17 gennaio faranno ritorno in Ucraina dopo aver trascorso qui le vacanze di Natale. Atterrati a Malpensa il 18 dicembre, i 32 ragazzini sono stati ospitati da alcune famiglie del territorio che come da consuetudine hanno voluto aderire all'esperienza dell'accoglienza nell'ambito appunto delle vacanze terapeutiche. Da queste esperienze in Italia i piccoli traggono un enorme beneficio sulla loro salute, in seguito alle carenze immunitarie che l'esplosione nucleare ha provocato nel loro organismo.
Martedì 24 in occasione del Natale, il gruppo di ospiti ucraini insieme alle famiglie ospitanti hanno preso parte alla messa di mezzanotte presso la chiesa dell'Istituto don Guanella, con la lettura di alcuni brani del Vangelo in lingua Ucraina. Al termine
Armando Crippa
della celebrazione, si è svolto un momento conviviale per lo scambio degli auguri. Domenica 5 gennaio, festa della Befana, c'è stata la distribuzione della tradizionale calza a tutti i bambini ucraini e non presenti, mentre a seguire ci sarà l'estrazione dei premi vincenti della sottoscrizione organizzata per sostenere appunto l'attività del sodalizio.
''Mercoledì 15 gennaio saremo alle scuole medie di Cassago per raccontare ai ragazzi la nostra esperienza di ospitalità, mostrandogli un filmato con i progetti che abbiamo portato avanti in questi anni'' ha aggiunto Crippa. Fra questi ricordiamo la mostra fotografica allestita dai ragazzi presso le scuole di Cassago e di Chernihiv, il materiale sanitario e le due ambulanze benedette in autunno a Villa Beretta e consegnate ad altrettanti ospedali ucraini. Si tratta degli ultimi due mezzi di soccorso sui quindici complessivamente donati nel corso degli anni dall'associazione alle strutture sanitarie del Paese.
''Il nostro obiettivo resta quello di potenziare il numero dei nuclei ospitanti, che negli anni sono leggermente calati. Per questa ragione a chi darà la propria adesione ad accogliere i bambini durante l'estate, pagheremo il costo del biglietto aereo, solitamente a carico delle famiglie'' ha concluso Crippa.
Chi decide di accogliere questi bambini è ben consapevole dell'aiuto che i piccoli ospiti ricevono, ricambiato dalla loro allegria e dall'entusiasmo che portano nelle nostre case.
G.C.
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