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Scritto Venerdì 10 gennaio 2020 alle 15:43

La Nostra Famiglia piange Gabriella Borri, figura di spicco della riabilitazione in Italia


E' mancata ieri, a Bosisio Parini, la dottoressa Gabriella Borri (nella foto a destra, accanto a Rosy Bindi): lo annunciano l'Istituto Secolare delle Piccole Apostole della Carità e l'Associazione La Nostra Famiglia.
Figura di grande rilievo per il mondo della riabilitazione, con grande intelligenza ed altrettanta determinazione, Gabriella Borri ha condotto importanti battaglie normative ed ispirato - nel solco del carisma del beato Luigi Monza, fondatore della Nostra Famiglia - una visione umanamente, culturalmente e scientificamente più ricca della riabilitazione, soprattutto in riferimento all'età evolutiva.
Decisivo è stato il suo apporto soprattutto nella seconda metà degli anni '90, quando è stata chiamata dal ministro della Sanità Rosy Bindi a far parte del Consiglio Superiore di Sanità ed ha avuto modo di proporre e sostenere orientamenti fortemente innovativi.
In quegli anni e nel lungo periodo in cui ha ricoperto il ruolo di responsabile per la Riabilitazione dell'ARIS a livello nazionale, si sono combattute alcune decisive battaglie in questo campo spesso trascurato, ma del tutto centrale nell'economia complessiva di un sistema sanitario che sappia farsi carico della domanda di salute del cittadino in tutta la sua effettiva estensione.
Del lavoro di Gabriella, dell'ispirazione di alto profilo tecnico e dell'attenzione al valore umano in gioco che ha saputo portare in questo campo vi è traccia soprattutto nelle linee-guida per la riabilitazione varate nel 1998.
I temi allora più controversi che la dottoressa Borri si è trovata ad affrontare concernevano aspetti fondamentali per l'attività di riabilitazione. A cominciare dalla rivendicazione di un impegno che non fosse mai circoscritto alla cosiddetta
"riabilitazione d'organo", cosicché la cura del paziente potesse risolversi in una serie di prestazioni puntiformi e poco o nulla aggregate in un piano coerente e personalizzato di trattamento.
Gabriella Borri sosteneva - forte anche dell'esperienza de "La Nostra Famiglia" che era universalmente considerata capofila di un processo di radicale rinnovamento, anche scientifico, della riabilitazione - come ogni trattamento riabilitativo coinvolga complessivamente il soggetto cui è diretto, cosicché accanto al "curare", sia necessariamente da sviluppare la dimensione del "prendersi cura".
Questo è particolarmente vero per bambini ed adolescenti: anche qui era necessario distinguere, mostrare come la riabilitazione in età evolutiva avesse una specificità tale da dover essere necessariamente considerata a sé, anche dal punto di vista normativo e sul piano delle modalità gestionali ed organizzative dei servizi.
Altrettanto impegnativo, anche nei confronti di determinate lobby professionali, è stato rivendicare come di riabilitazione non si possa e non si debba parlare solo in chiave ortopedica o fisiatrica, bensì considerando - ed anche qui l'attenzione alle età minori della vita si è rivelato un fattore dirimente - il versante neurologico, neuro-psichico o francamente psichiatrico, riconoscendo la necessità che la riabilitazione non sia tanto una specialità tra le altre, una competenza a sé stante, ma piuttosto un'attitudine ed un versante di cui ogni branca specialistica della medicina deve sapersi far carico.
Insomma, la riabilitazione come ambito elettivamente interspecialistico e interdisciplinare. Ed è qui che si è sviluppata, anche in virtù della sua competenza in campo economico, una delle battaglie più impegnative ingaggiate da Gabriella Borri, diretta a convincere, a cominciare dai pubblici poteri, come determinate figure professionali - che classicamente si ritengono di ordine assistenziale e, quindi, per lo più ascritte amministrativamente alla spesa sociale - siano talmente co-essenziali al buon esito sanitario del trattamento riabilitativo da doversi necessariamente imputare alla spesa sanitaria, liberando gli enti locali e le famiglie da fardelli ed oneri non facilmente sostenibili e, in ogni caso, attinenti il diritto costituzionalmente garantito alla salute.
I funerali saranno celebrati sabato 11 gennaio alle 15 nella Parrocchia di San Maurizio di Vedano Olona (Varese).
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