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Scritto Lunedì 13 gennaio 2020 alle 08:23

Da Colle a...Perth. L'ex consigliere Canè racconta l'Australia ''divorata'' dai roghi

L'Australia è colpita da diversi incendi boschivi fin dal mese di giugno dello scorso anno. Ininterrotti da oltre 200 giorni, i roghi hanno causato danni ingentissimi, anche se ad oggi difficilmente stimabili con esattezza. Lo scenario è quello della peggior catastrofe ambientale nella storia di quello che è uno degli stati più estesi al mondo.
A descriverci la situazione è Stefano Canè, trentenne originario di Nava, località di Colle Brianza. Paese, quest'ultimo, in cui Canè ha maturato anche un'esperienza da amministratore locale come consigliere comunale dal 2014 al 2018, anno in cui ha lasciato l'Italia per intraprendere un viaggio in Australia. Giunto in questo stato, dopo alcuni mesi ha deciso di prolungare la sua permanenza, vista l'esperienza positiva. A seguito di un primo anno trascorso sulla East Coast - una delle zone attualmente più colpite dagli incendi - ha deciso di trasferirsi nella multiculturale città di Perth sulla West Coast. Qui risiede ancora oggi e lavora come tecnico installatore, con risultati positivi per la sua carriera professionale.

Stefano Canè

Qual è la situazione degli incendi nel paese?

Gli incendi sono una vera e propria emergenza. C'è stata una grande ondata di caldo a seguito della primavera che è stata una delle più secche di sempre. Nel mese di dicembre è stato registrato il giorno più caldo della storia australiana.

Quali sono le conseguenze dei roghi ad oggi?

Ci sono stati 28 morti, circa un miliardo di animali morti e alcune migliaia di case distrutte. Chiaramente come conseguenza degli incendi c'è stato anche un rilascio abominevole di anidride carbonica nell'aria.

Le zone più interessate dagli incendi quali sono?

Il New South Wales e il Queensland, sulla East Coast. Io mi trovo a Perth, sulla West Coast. Due giorni fa sono andato in una città a 350 km a sud rispetto a dove mi trovo e lungo la strada ho incontrato tre incendi. Avevano proporzioni medie, sufficienti a oscurare il cielo.

Quanti sono i mezzi dispiegati per arginare l'espandersi dei roghi?

Sono impiegati un numero altissimo di volontari dei vigili del fuoco e verso di loro c'è tantissima solidarietà, un po' ovunque ci sono raccolte fondi a loro favore. Il problema è che qui il terreno sta diventato sempre più secco per il surriscaldamento globale, in più ci sono sempre dei forti venti che contribuisco all'espansione molto veloce degli incendi.

È possibile stimare un tempo entro il quale la situazione verrà riportata sotto controllo?

La situazione è ancora del tutto fuori controllo. C'è questa scarsità di pioggia, anzi inesistenza di pioggia, che combinata alla secchezza e ai venti non lascia scampo. Di solito la stagione degli incendi finisce a fine marzo. Però quest'anno potrebbe andare anche oltre, anzi secondo alcuni c'è la possibilità che peggiori ancora prima di iniziare a migliorare. Da giovedì 9 gennaio e per i prossimi dieci giorni hanno iniziato ad abbattere 10mila cammelli. Questi animali stanno bevendo troppa acqua vicino agli insediamenti degli aborigeni e quindi devono abbatterli.

I giornali e i media cosa raccontano?

Adesso c'è una fase di contestazione al governo perché secondo alcuni avrebbe dovuto prevederlo. Il governo ovviamente risponde che gli incendi ci sono sempre stati e una catastrofe di questo genere non era prevedibile.

Fra la popolazione australiana la situazione ha generato un dibattito sulle questioni ambientali?

Non ho visto una grande dibattito sulle questioni ambientali. L'economia, specialmente sulla West Coast è fondata su miniere e sul carbone. Non percepisco una grande sensibilità sull'impatto ambientale. Mi auguro che alla fine di questa catastrofe ci sia maggiore attenzione agli aspetti ambientali.

A livello politico e sociale riguardo i temi ambientali cosa sta accadendo?

Esiste un partito ambientalista, i "Greens" ovvero i verdi, però a livello sociale, a mio giudizio e per quanto si percepisce, non c'è una grande preoccupazione per gli aspetti ambientali come c'è in Europa o in Italia. Forse anche perché parliamo di un paese con 20milioni di abitanti con una superfice più grande di quella dell'Europa. Non ci sono problemi di sovraffollamento e, sempre a mio giudizio, il sistema dell'ecosostenibilità qui si deve ancora sviluppare bene.

Roghi minori incontrati nel viaggio lungo la west coast

In Australia si percepisce il risalto internazionale che questa catastrofe sta avendo?

Io ho avuto questa percezione dai tanti contenuti condivisi sui social, sono rimasto un po' impressionato da quanto il mondo stia seguendo questa vicenda. Anche qui gli australiani se ne sono resi conto. Poi sono arrivati anche aerei dal Canada per contrastare le fiamme. Però rispetto all'Europa resta una diversa concezione degli aspetti ambientali. Secondo me dovrebbero fare di più, anche perché le loro emissioni restano molto alte.

Infine, cosa consiglieresti a un giovane che vorrebbe intraprendere una esperienza lavorativa in Australia come la tua?

La situazione non è più quella di otto, dieci anni fa. Le leggi stanno diventano poco permissive, essendoci tanta immigrazione la stanno limitando molto, il sistema normativo è sempre in movimento, le leggi cambiano praticamente ogni anno, specialmente quelle sui visti. Chi vuole venire, se ha dai 18 ai 30, può utilizzare il working holiday visa che offre la possibilità di venire qui e valutare le possibilità di lavoro. Anche se negli ultimi anni stanno tagliando molti lavori per i quali è possibile richiedere permanenza qui. Inoltre, sono richiesti molti anni di esperienza lavorativa in Italia e un buon livello di inglese.

Complessivamente qual è la situazione economica del paese e quali sono i benefici per chi sceglie di trasferirvisi?

La situazione economica è migliore rispetto all'Italia. I servizi sono molto più efficienti qui che da noi, dalle banche alla sanità. Gli stipendi sono molti più alti, la vita è più cara, ma poco di più rispetto all'Italia. Chiunque lavori qui, con qualsiasi lavoro, può vivere bene. Inoltre questo paese offre molte più possibilità di crescita a livello professionale.

Lorenzo Adorni
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