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Scritto Lunedì 13 gennaio 2020 alle 14:53

Casatenovo: uno spettacolo su Donne di Palestina a V.Mariani

Un pomeriggio toccante e commovente quello di domenica 12 gennaio al Centro di Ricerca e Sperimentazione teatrale Villa Mariani a Casatenovo. E' stato infatti lo spettacolo intitolato Donne di Palestina ad aprire il mese dedicato alla Memoria, con testo e regia interamente realizzati da Irene Carossia: coreografa, assistente alla regia, maitre de ballet presso importanti teatri, cantante, direttore artistico e drammaturga.




La storia che si cela dietro la rappresentazione, narra - in sintesi - uno spaccato della vita delle donne palestinesi, un delicato e potente quadro che racconta con attenzione, rispetto e verità storica umana atti di vita di cinque sorelle, che dopo anni di separazione, permettono al pubblico di entrare con discrezione, nella dimensione di un popolo privato della storia e del futuro.
Luisa Caglio, Irene Carossia, Elena Crippa, Mariangela Grano e Alessia Sala sono le protagoniste ed interpreti di questo nuovo e drammatico spettacolo, nelle quali indossano ipanni di cinque sorelle che dopo anni di separazione si incontrano nuovamente per festeggiare la “festa della sorellanza”. Ognuna di loro porta sul volto e nel proprio cuore ferite dalle quali non si può guarire. Dalla rappresentazione sono emerse tematiche davvero importanti, in grado di portare il pubblico alla riflessione, per cogliere silenzi e sussurri che altrimenti svanirebbero inascoltati.

Donne palestinesi costrette a lasciare la propria casa a causa di una guerra che sembra non avere fine, donne il cui unico desiderio é quello di non essere dimenticate e la cui libertà sembra essere stata strappata via senza nemmeno chiedere il permesso, donne fragili, donne caparbie, donne sole, donne umili, tutte unite dalla speranza verso il futuro.
“Siamo noi donne il motivo di pace e di riscatto. Ci hanno portato via tutto tranne ciò che ognuna di noi porta scolpito nel proprio cuore” sono alcuni passi recitati dalle protagoniste.

Vibrante é inoltre l’omaggio alla storia delle donne nel richiamo dell’arte antica della scrittura femminile attraverso il ricamo, dove ago e filo per molto tempo, hanno sostituito la penna e l’inchiostro, negati alle mani delle donne, permettendo di tracciare diari condivisi che accompagnano, ancora oggi la vita delle donne palestinesi nei loro abiti ricamati.

Najat, Hadiya, Inaya, Faiza e Nariman hanno stretto un giuramento solenne tra sorelle e donne di Palestina, promettendo di continuare ad esistere e a sostenersi l’un l’altra.
Ad accompagnare la rappresentazione teatrale é stata allestita anche la mostra “Silenzi e Sussurri” realizzata da Sergio Gandini.
Appuntamento alla prossima rassegna dal titolo “Memorie” il 24, 25 e 26 gennaio e “Come l’acqua” il 7, 8 e 9 febbraio.
Mari.T.
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