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Scritto Martedì 14 gennaio 2020 alle 19:58

Missaglia: dimesso dopo due mesi è tornato in Inghilterra il camionista investito a Contra

A distanza di quasi due mesi dal gravissimo incidente nel quale era rimasto coinvolto, nelle scorse ore ha potuto lasciare non solo l'ospedale Manzoni di Lecco, ma anche l'Italia, per fare ritorno nel proprio Paese d'origine.
E' una storia conclusasi - per fortuna - con un lieto fine, quella di Ian Noel Minter, il camionista inglese di 60 anni che lo scorso 19 novembre era rimasto vittima del sinistro verificatosi in Via Agazzino, a Contra di Missaglia. Investito da un'autovettura che non si era fermata, e scaraventato a una decina di metri di distanza dal punto d'impatto, l'uomo era stato elitrasportato al nosocomio cittadino in codice rosso a seguito dei gravi traumi riportati.

Alcune immagini scattate la sera del sinistro avvenuto a Contra di Missaglia

Giunto in Italia alla guida del proprio mezzo pesante, quella maledetta sera di quasi due mesi fa il 60enne stava cercando la strada corretta per raggiungere il magazzino della ditta vinicola Caldirola, dove lo stavano attendendo per una consegna.
Temendo di sbagliare percorso, forse tradito dal navigatore come accade spesso in queste circostanze, Ian Noel Minter era sceso dalla cabina di guida nella speranza di trovare qualcuno a cui poter chiedere informazioni. Pochi secondi più tardi però, era avvenuto il violento impatto con una Citroen C2 condotta da un cittadino senegalese classe 1987, residente a Maresso. La piccola utilitaria di colore nero aveva travolto il pedone - lanciato in avanti sino a farlo atterrare nel bel mezzo della siepe a bordo strada - senza però fermarsi a prestare soccorso.

Subito era scattata la chiamata al 112, con un'ambulanza e un'automedica portatisi al confine fra Contra e Missagliola per prestare al camionista inglese le prime cure del caso. Valutata la gravità della situazione, dal Sant'Anna di Como si è alzato in volo l'elicottero che, atterrato in un prato a pochi passi dall'azienda Caldirola, aveva trasferito il 60enne al Manzoni, dove è rimasto ricoverato per diverse settimane. A inizio dicembre le sue condizioni avevano conosciuto un netto miglioramento, con l'uscita dal coma. Le successive settimane sono servite affinchè il quadro clinico potesse ulteriormente stabilizzarsi; il camionista brittanico ha lasciato ieri mattina il reparto di neuroscienze dell'ospedale Manzoni di Lecco, per fare ritorno nel proprio Paese grazie al trasporto sanitario organizzato per l'occasione.
Un perfetto esempio di collaborazione fra Italia e Gran Bretagna con le rispettive autorità che hanno potuto dialogare tramite il consolato britannico di Milano sia nell'immediatezza dei fatti - per avvisare i parenti dell'accaduto - sia nelle fasi successive, culminate con il rimpatrio del 60enne.

L'uomo ora sta meglio: porta ancora sul suo corpo i segni dell'impatto con l'auto che lo ha travolto, ma riesce ad esprimersi e a comunicare.
Si ''alleggerisce'' dunque anche la posizione del conducente della vettura, ora al vaglio dell'autorità giudiziaria, che chiaramente valuterà con molta attenzione i gravi fatti avvenuti quella sera, tenendo conto anche della testimonianza resa dal camionista. Meccanico di professione, padre di famiglia e residente in paese, il 32enne era sprovvisto di patente di guida al momento dei fatti poichè mai conseguita in Italia. Individuato dai carabinieri della Compagnia di Merate era stato poi deferito all'autorità giudiziaria per lesioni stradali e omissione di soccorso. Dalle indagini era inoltre emerso che l'auto - rinvenuta poi nel parcheggio di un comune limitrofo, a Usmate-Velate, nella confinante provincia monzese, dove lui stesso deve averla abbandonata in preda al panico subito dopo l'accaduto - non era di sua proprietà, ma risultava intestata ad una connazionale, completamente all'oscuro di quanto era capitato.

Non resta dunque che attendere i prossimi passaggi della vicenda giudiziaria, nello specifico i provvedimenti che verranno assunti nei confronti del conducente dell'auto sulla base delle richieste avanzate dalla Procura che sui fatti di Contra ha subito aperto un fascicolo d'indagini, affidato al ''numero uno'' dell'istituzione, il dr.Antonio Chiappani.
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G.C.
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