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Scritto Sabato 18 gennaio 2020 alle 17:42

Casatenovo: Cesare Bocci porta il tema della malattia sul palco dell'Auditorium

L'Auditorium di Casatenovo  ha inaugurato la ventesima edizione della rassegna teatrale con lo spettacolo ''Pesce d'Aprile'', che nella serata di venerdì 17 gennaio ha registrato immediatamente il sold-out.
La pièce è stata proposta al pubblico da Cesare Bocci - attore conosciutissimo soprattutto per essere la spalla del Commissario Montalbano nel ruolo di Mimì Augello - e da Tiziana Foschi, apprezzata attrice e regista, fondatrice della "Premiata Ditta".
"Pesce d'Aprile" è la storia di un amore che la malattia ha reso ancora più grande e forte. I protagonisti mettono a nudo la loro fragilità, le loro emozioni e si fanno testimonianza diretta di quella forza che serve per uscire dalle situazioni più dolorose e inaspettate.

Cesare Bocci e Tiziana Foschi

Presso la hall del cineteatro è stata allestita dall'addetto stampa Alberto Butti una breve conferenza alla quale hanno partecipato i due protagonisti dello spettacolo.
"Noi quest'anno facciamo i vent'anni di rassegna teatrale continuativa e ne siamo davvero orgogliosi perché siamo tutti volontari e in questo teatro sono venuti tutti i maggiori rappresentanti del mondo teatrale e televisivo che abbiamo in Italia" ha introdotto Alberto Butti.

Durante la conferenza sono state poste svariate domande ai due attori, prima fra tutte il motivo di questa collaborazione artistica. "Lo spettacolo è la trasposizione di un libro che ho scritto con mia moglie e dal momento che desideravo portarlo in teatro, dovevo scegliere un attrice con la quale recitare. Io e Tiziana ci conoscevamo già da tre o quattro anni ma, a parte i ruoli televisivi, non l'avevo mai vista in teatro. Un giorno abbiamo presentato il libro al pubblico e Tiziana ha iniziato a leggere alcune parti. Da quel momento ho capito che era la persona giusta e poi è stato molto semplice e naturale scrivere il copione con lei" ha risposto prontamente Cesare Bocci.

Alcuni momenti della conferenza stampa

Tiziana Foschi è conosciuta soprattutto per aver lavorato con la "Premiata Ditta" e per aver interpretato ruoli comici, mentre ora porta in scena qualcosa di diverso e nuovo, calandosi perfettamente nel personaggio della moglie di Bocci. "Sono circa trent'anni che faccio teatro. Il grande pubblico mi conosce per la mia esperienza con la Premiata Ditta, ma nel frattempo ho fatto tantissime altre cose, anche abbastanza dure, contemporanee, forti. Ho lavorato con Morricone per lo Spoleto Festival, ho fatto delle narrazioni impegnative, però questo lo sa il pubblico del teatro, televisivamente sono progressivamente scomparsa perché sono nati i reality e i talk-show, dunque c'era poco spazio per gli attori se non per le fiction. Dal punto di vista specifico del personaggio di Daniela, innanzitutto c'è da dire che l'ho conosciuta ancora prima di questo spettacolo e ci siamo subito guardate con molta semplicità e verità. Lei ha visto la mia ironia e il mio spessore umano e non voleva una rappresentazione pietistica di questo "pesce d'aprile" che le è capitato nella vita, non voleva una rappresentazione che indugiasse nell'autocommiserazione. Appena ci si commuove si toccano delle corde profonde, si vira su un altro livello e il pubblico rimane spiazzato perché ride e piange allo stesso tempo, in un'altalena continua com'è la vita. Mi sono trovata molto bene, è stato difficile prendere il calibro giusto, ma in questo mi ha aiutata molto Cesare, il quale ha curato anche la regia. È stata ed è una grande opportunità per qualunque attrice interpretare un ruolo di questo tipo, un bellissimo viaggio, mi sono sentita davvero molto fortunata e privilegiata".

Bocci poi è tornato a parlare della scelta ricaduta sul teatro rispetto, ad esempio, al grande schermo; un film richiede sicuramente capitali maggiori di uno spettacolo teatrale. Inoltre l'idea è partita subito per un ambiente più intimo e raccolto com'è appunto il teatro. Un'altra domanda che gli è stata posta riguardava la motivazione che lo ha spinto a rappresentare quello che gli è capitato con la moglie.

"Una delle motivazioni può essere inquadrata nel fatto che molte volte la nostra storia ha aiutato il pubblico e abbiamo ricevuto tanti complimenti, soprattutto Daniela, e per essere riusciti a rialzarci. Riflettendo su questo, poi è nata un'occasione per una richiesta specifica di scrivere, ci abbiamo riflettuto un po' e abbiamo deciso per il sì. Quello che abbiamo vissuto è stato fin da subito apprezzato e colto come una cosa positiva ed essendo io un personaggio pubblico il messaggio è andato oltre proprio con la trasposizione teatrale del libro. Ci sono arrivate molte lettere, messaggi sui social da parte di persone che si sono sentite confortate dalla nostra storia, anche da chi non aveva vissuto in prima persona un dolore così forte. Questo ci ha dato ancora più forza e convinzione nel proporre la pièce teatrale. È una testimonianza di ciò che abbiamo vissuto. Quando qualcuno ha una malattia si sente solo, invece sapere che tanti altri hanno la tua stessa malattia ti può aiutare. Per questo il nostro libro e il nostro spettacolo possono essere d'aiuto a tutti coloro che stanno o hanno attraversato una simile sofferenza" ha aggiunto l'attore.

Tiziana Foschi ha ribadito che questo non è uno spettacolo sulla disabilità. "Un pesce d'aprile" può essere un evento qualsiasi, anche chi ha subito un terremoto e perde tutto. Si vuole raccontare la speranza, la forza, la concentrazione e l'amore. Non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto e in questo tipo di drammi entra in gioco una comunità che in primis può essere il marito, i fratelli, i parenti, ma si può estendere anche a tutte le altre persone che hanno vissuto le stesse situazioni.
"Abbiamo veramente girato l'Italia da nord a sud e quello che ci rimane impresso è quello che il pubblico ci ridà indietro perché veramente si crea un legame fortissimo, cosa non semplice in tanti spettacoli. In questo caso succede forse perché è vita vera, si crea questa sinergia pazzesca tutte le sere, non è mai successo che non accadesse. Magari esistono i caratteri locali, un pubblico più timido, uno più esuberante, però alla fine sono tutti uguali. Mi colpisce la serenità delle persone che escono dopo il nostro spettacolo, hanno pianto, riso, si sono arrabbiate, ma alla fine sono appunto sereni" ha sottolineato Cesare Bocci.

La conferenza si è conclusa con un inevitabile cenno al personaggio che ha reso celebre Bocci sul piccolo schermo, ossia Mimì Augello per la serie tv in onda su Raiuno. "E' stata una fortuna che il Commissario Montalbano sia stato scritto e in vent'anni è stato un esempio di qualità. I primi anni gli scritti erano molto più accurati, ma comunque anche i più recenti vengono dalla penna di un grande scrittore quale Camilleri. Secondo me hanno fatto da faro per tante fiction e forse hanno anche dato ‘fastidio' a tanti perché la qualità rimaneva alta. Fare così tanti ascolti, anche con le repliche, significa incassare tanti soldi in pubblicità e questi si possono investire in altre fiction. Perciò è stata una grande fortuna per la televisione e per il pubblico. Camilleri è stata una persona fantastica, non ti stancheresti mai di sentirlo. È un uomo affascinante, molto autoironico, divertente, bello. Il commissario Montalbano è piaciuto soprattutto per essere una persona onesta, un poliziotto che guarda le persone che ha davanti, un uomo integerrimo, che mette davanti tutta la giustizia umana, a volte esce dalle regole ma tiene ben presente l'onestà al centro delle sue azioni. In questi tempi, c'è bisogno di avere personaggi di questo spessore umano e intellettuale".

Prima di salutare i due attori, è stata ricordata in modo simpatico la vittoria di Cesare Bocci al programma Ballando con le Stelle; un'esperienza ''faticosa ma molto divertente, non essendo mai stato portato per il ballo''.
In serata sono arrivati gli spettatori che hanno gremito l'intero Auditorium, che hanno apprezzato lo spettacolo e hanno applaudito i due attori decretando il primo successo della stagione teatrale.


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Contributo fotografico di Guglielmo Pennati (AFCB)
Silvia Buzzi
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