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Scritto Domenica 19 gennaio 2020 alle 14:41

Galgiana: ''Terra Matta'' dà il via alla rassegna teatrale in oratorio

Dopo il successo della prima edizione, anche quest'anno è tornata la rassegna teatrale "Don Casola su il sipario". Si tratta di un ciclo di spettacoli organizzato da Atonga, in collaborazione con l'oratorio S. Luigi di Galgiana e con il patrocinio del comune di Casatenovo, che prende il nome dal salone che ospita l'iniziativa, intitolato proprio a don Luigi Casola.

Stefano Panzeri sul palco dell'oratorio di Galgiana

Sabato 18 gennaio ha preso il via il ciclo di appuntamenti che durerà fino ad aprile e che prevede cinque serate. Ad introdurre il primo spettacolo è stato Alessio Colombo della squadra di Atonga. "Nel nostro piccolo tentiamo di lasciare qualcosa, un piccolo segno in un periodo in cui le cose nuove sono un po' poche" ha detto Colombo, spiegando che lo scorso anno la rassegna ha ottenuto un grande successo. Il giovane ha innanzitutto ringraziato la parrocchia per la possiblità di poter replicare questa iniziativa.

La formula della rassegna, visto il successo, è rimasta invariata rispetto al 2019: ogni spettacolo un tema diverso, in modo che ognuno possa trovare la sua serata. Comico, tragico o musicale, Atonga ha mantenuto comunque il suo stile, cambiando i protagonisti per proporre cose nuove ed evitare scene già viste.
È stato poi presentato il programma delle serate, che ha preso il via con "Terra Matta" di Stefano Panzeri, uno spettacolo tratto dall'omonimo libro e che in questa serata ha proposto il primo capitolo, legato ai fatti avvenuti nella fase prossima all'avvento della Seconda Guerra Mondiale; una scelta, tra l'altro, che si lega alla vicina Giornata della Memoria.

La seconda serata, in programma per il 15 febbraio, vedrà invece sul palco i Cinque Cereali, un gruppo comico molto conosciuto nel casatese, con il loro nuovo spettacolo "Kaput Mundi". Il terzo spettacolo, a Marzo, sarà invece legato alla Festa della donna e messo in scena da Le Fate Stralunate di Seregno, mentre il 28 dello stesso mese l'associazione Taiko di Lecco porterà invece tutti in Giappone con uno spettacolo denso di emozioni tramite l'imponenza scenica e sonora dei grandi tamburi giapponesi. A conclusione, il 18 Aprile si esibirà Spazio Bizzarro, che per la prima volta realizzerà uno spettacolo a teatro e che offrirà una sorta di saggio di fine anno con magia, arti circensi e comicità.

La serata ha poi preso il via con l'entrata in scena di Stefano Panzeri, ragazzo originario di Olgiate Molgora che sta portando in giro per il mondo, ormai da qualche anno, lo spettacolo dal titolo "Terra Matta". Si tratta di una messa in scena avvincente, tratto dalla straordinaria autobiografia di un bracciante siciliano di inizio secolo, scritta in sette anni, tra il 1968 e il 1975. Una storia vera quindi, tratta da quel testo che Vincenzo Rabito scrisse nel 1968 su una vecchia macchina da scrivere Olivetti per festeggiare la laurea in ingegneria del suo terzo figlio. Un'opera che si caratterizza per una lingua dura, grezza, infarcita di dialettismi, con il punto e virgola a dividere ogni parola dalla successiva e che quindi, come spiega Panzeri, prende senso solo se letta ad alta voce: "L'opera è molto povera in quanto Vincenzo Rabito era analfabeta; alcune parole sono scritte sbagliate, come fuochi artificiale che compare come fuochi;alti;ufficiali, poiché fuochi artificiali l'aveva sentito solo a voce, mentre quelle parole le aveva lette durante l'esperienza da soldato" ha infatti spiegato Panzeri.

"Terra matta (1918-1943)" fa parte di una trilogia che intende ripercorrere tutta la vita del protagonista lungo tutto il Novecento ed ha debuttato come spettacolo nel 2016 a Buenos Aires. Qui a Galgiana Panzeri ha proposto la prima parte del testo che è diventato opera nel 2000, che racconta la storia di Vincenzo e dell'Italia fino al Sessantotto. Lo stesso spettacolo però contiene anche estratti di vite che non sono contenute nell'opera Terra Matta e che quindi non fanno parte dell'esistenza di Rabito. Panzeri ha spiegato che, quando va in giro per il mondo, chiede agli italiani per cui recita di fare la stessa cosa che ha fatto quel bracciante siciliano, ovvero di raccontare un pezzo della loro storia, un evento particolare, un ricordo, un aneddoto. Questo perché, se Rabito non avesse scritto la sua storia, nessuno l'avrebbe conosciuta.

"Siamo a volte testimoni di storielle piccole, che se non condividiamo vanno nella tomba con noi e basta" ha detto Panzeri, che per questo motivo vuole raccogliere queste storie. Alcune di queste, le prime che gli sono state raccontate, sono entrate a fare parte del suo spettacolo e sono proprio quei pezzi slegati dalla vita di Rabito, che prendono vita e importanza grazie al teatro.

Stefano Panzeri, tra l'altro, ha trovato poco tempo fa alcune pagine extra scritte da Rabito dal ‘68 all'81, che testimoniano il fatto che Vincenzo abbia scritto fino quasi alla sua morte. Queste ultime pagine hanno creato la quarta parte di Terra Matta, che debutterà a giugno e che conterrà altri nuovi pezzi di vita e di cultura di quel periodo di italiani incontrati intorno al mondo.
A proposito del dare vita alle storie, Panzeri sta realizzando un progetto, in collaborazione col Comune di Olgiate Molgora, dal titolo "Mi racconto - imparare a raccontare la propria storia".

La volontà è quella di riunire i ricordi raccolti per creare un piccolo archivio di memorie, di persone che necessariamente non si conoscono ma che possono unirsi attraverso queste storielle. Tra l'altro, come ha sottolineato Panzeri, le storie sono anonime, quindi qualsiasi persona potrà ascoltarle senza sapere chi è il protagonista. Anche in conclusione dello spettacolo di sabato, che ha raccolto moltissimi applausi, Panzeri quindi ha chiesto ai presenti una mano col suo progetto.

L'invito è rivolto anche ai nostri lettori che, nel caso volessero dare importanza ad un proprio pezzetto di vita, possono mandare il proprio racconto alla mail stefanopanzeri0@gmail.com o scoprire di più sul sito www.stefanopanzeri.eu
A.V.
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