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Scritto Martedì 21 gennaio 2020 alle 15:05

Sirtori: la vita di don Sergio Ceppi nel libro a cura della S.Agostino presentato ai fedeli

Un quadretto con una frase giocosa e allo stesso tempo irriverente, un libro di ricordi ed esperienze passate in una lontana Italia del secondo dopoguerra e sempre lo stesso sorriso che in 50 anni di sacerdozio non è mai venuto a mancare nemmeno una volta. Questi gli elementi essenziali per ricostruire attraverso i suoi occhi, la vita di un uomo che ha lasciato il suo segno personale in diversi paesi del territorio, ovvero don Sergio Ceppi.

Un'immagine di don Sergio proiettata nel corso della serata

Scomparso nel gennaio di ormai due anni fa, il sacerdote è stato sacerdote a Pinzano, Sirtori e Cassago e ha lasciato alle sue comunità un'eredità talmente varia e vasta da fare quasi fatica a rimanere racchiusa nel manoscritto che per tutta la sua vita ha arricchito con le sue esperienze quotidiane e le su riflessioni più intime. Il manoscritto, rimasto a lungo nascosto è riemerso solo dopo la sua morte perché nel testamento il sacerdote stesso accennava ad una possibile pubblicazione dello scritto, ma solo se i redattori finali ne avessero constatato l'opportunità.

Il sindaco Davide Maggioni

Oggi il desiderio e l'intuizione di don Sergio è diventata realtà e porta il titolo di un'espressione da lui stesso coniata "'Se gh'è ul Signur di ciuc gh'è anca' ul Signur di pret martur' (Ricordi di una pastorale che fu)". Il manoscritto che il religioso aveva custodito per tutta la sua lunga e intensa vita è stato pubblicato, come da sua volontà, dall'Associazione storico-culturale Sant'Agostino di Cassago, paese dove il prete aveva trascorso parte della sua missione sacerdotale.

I soci della Sant'Agostino di Cassago che si sono occupati di confezionare l'opera editoriale

Nella serata di lunedì 20 gennaio presso l'aula magna Niso Fumagalli di Sirtori, il presidente dell'associazione Luigi Beretta insieme ad alcuni soci, grazie all'invito e alla collaborazione dell'Amministrazione comunale di Sirtori e del suo parroco don Renato Cameroni, ha quindi potuto presentare ufficialmente alla comunità il libro di don Sergio, pubblicato negli ultimi mesi dello scorso anno e che ha già riscosso un buon successo sul territorio. Il presidente Beretta ha voluto che venissero letti alcuni dei passaggi del testo che potessero trasmettere al meglio al pubblico la figura di don Sergio in tutte le sue molteplici dimensioni caratteriali, sottolineando soprattutto lo sguardo ironico e schietto con il quale lui ha sempre guardato la realtà che lo circondava, senza mai smettere di meravigliarsi per le sue caratteristiche.

Luigi Beretta

"Il libro va letto e affrontato come se si trattasse di una serie di affreschi sparsi che presentano più epoche, fatti di personaggi, tradizioni, pregiudizi e stili di vita diversi attraverso cui sono passati gli occhi arguti e curiosi di don Sergio" ha raccontato il presidente Beretta. "Le prime esperienze da sacerdote non sono certo state facili per lui, prete appena ordinato trovatosi come primo incarico quello di gestire alcune comunità dai suoi superiori definite addirittura "selvatiche" e abbandonate da Dio, dove la realtà ordinaria negli anni '50 e '60 era costituita da case occupate, rapporti famigliari patriarcali e una netta divisione della società nelle principali parti politiche del tempo. Il titolo permette già a primo impatto al lettore di poter scorgere quale sarà il tratto narrativo dell'intero libro, partendo proprio da quell'espressione tanto divertente quanto profonda che don Sergio si è chiesto più volte nel corso della sua vita, e cioè se in fin dei conti Dio protegge e ama davvero tutte le sue creature, e ha misericordia anche per quelle più "imbranate" nell'eseguire alla lettera gli insegnamenti della sua parola".

Il parroco don Renato Cameroni

Non c'è dubbio quindi, che tutte gli eventi e gli episodi che hanno costellato i primi e più difficili anni di sacerdozio sono stati quasi una sorta di palestra di vita per don Sergio, che ha fatto tesoro di ogni situazione, anche la più spiacevole, cercando di portarne a casa l'insegnamento e il significato più nascosto.

Durate la serata sono stati letti tati brevi aneddoti che don Sergio racconta con l'immancabile uso del dialetto e della musicalità ad esso connesso, tra i quali per esempio quello relativo ad un episodio di esplicite e incalzanti avances fatte da una donna del paese senza pudore, rifiutate con imbarazzo e perplessità dal sacerdote, sconcertato ma anche divertito dall'imprevedibilità della realtà.

Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):


Un aspetto fondamentale della vita pastorale di don Sergio è poi stato sicuramente il rapporto che egli aveva con i suoi amati chierichetti, la cui sensibilità e commozione di fronte alla natura, agli animali e all'ambiente sono sempre stati fattori in grado di impattare positivamente sull'animo del sacerdote, che stando proprio con i "suoi" giovani coglieva ogni occasione per ritornare un po' bambino anche lui.

Un uomo curioso, affascinato dal sapere, dalle scoperte della scienza e in grado di trasformare la conoscenza in quesiti di ordine morale, don Sergio è stato sicuramente anche un uomo molto tormentato dalla paura di non riuscire a svolgere nel modo più corretto e appropriato il suo compito di prete, come lo testimoniano le lunghe e profonde riflessioni che lui stesso scrive, talvolta con un atteggiamento decisamente critico, rispetto al suo operato.

Una persona sicuramente appassionata a Cristo e con una vocazione quasi viscerale per la causa di Dio, che si è manifestata fin nei primi anni della giovinezza, come ha avuto modo di spiegare anche il cognato di don Sergio, presente all'evento per completare il disegno che durante la serata si è cercato di ricostruire di questa figura così multidimensionale per carattere e atteggiamento qual era quella di don Sergio. Un aspetto che è infine emerso nel racconto della sua vita è stato anche quello della sua forte passione per il disegno, la quale lo ha spinto a realizzare centinaia e centinaia di schizzi, tra cui il suo autoritratto diventato poi la copertina del libro.

Ultimo ad intervenire è stato infine il parroco don Renato, il quale - pur non avendo avuto il tempo sufficiente per conoscere don Sergio -  ha affermato di essere riuscito a saperne di più attraverso le sue parole e potrà continuare ad approfondirne il ricordo attraverso l'incontro quotidiano con la comunità sirtorese.

Al termine della serata i presenti hanno avuto anche la possibilità di acquistare il libro e di scambiare due parole con i redattori e alcuni i famigliari di don Sergio che non smettono di ricordarlo con gioia come una delle persone dal cuore più grande che abbiano mai incontrato.
Martina Besana
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