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Scritto Giovedì 23 gennaio 2020 alle 17:32

Casatenovo: in scena lo spettacolo sulla storia di Gino Bartali, ''eroe silenzioso''

Grande successo per lo spettacolo teatrale dal titolo "Gino Bartali, un eroe silenzioso", terzo appuntamento della rassegna promossa dal Consorzio Brianteo Villa Greppi in occasione della Giornata della Memoria. La pièce è andata in scena mercoledì 22 gennaio, presso la sala polifunzionale "La Colombina di Casatenovo.

Federica Molteni durante lo spettacolo alla Colombina

Con il racconto di vita del ciclista Gino Bartali, l'attrice bergamasca Federica Molteni ha incantato ed emozionato gli spettatori. Lo spettacolo è stato un tuffo nei primi anni del Novecento, uno sbirciare, attraverso una finestra, la vita di una famiglia modesta alla prese con le inquietudini per un figlio poco studioso e con una passione incontenibile per la bicicletta.

L'attrice fra Daniele Frisco e il consigliere Enrica Baio

Ma i chilometri che separano Gino, ragazzo di provincia, dalla scuola di Firenze diventano la scusa perfetta per allenarsi, per evadere, per sfogarsi. In pochi anni arrivano le prime sfide, le prime gare, i primi successi. Non passa molto tempo e il giovane atleta viene messo sotto contratto da una squadra di professionisti e diventa un mito per tutti, anche per il Fascismo. Negli anni '30, infatti, Gino Bartali incarna il ciclismo eroico, perfetto per la propaganda di Mussolini. La politica, però, non interessa al giovane ciclista che ha solo un grande sogno: vincere Giro d'Italia e Tour de France nello stesso anno.

La sua storia personale e sportiva, però, prende una piega inaspettata e si trasforma in una grande salita. Il ringraziamento mancato al Duce durante la premiazione del Tour de France, la Seconda guerra mondiale, la possibilità di usare la bicicletta anche durante il conflitto e la decisione di diventare staffetta per salvare intere famiglie di origine ebraica.

La sua partecipazione alla rete clandestina, organizzata dall'arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa, è forse la pagina meno nota della sua vita, che lo renderà nel 2013 Giusto tra le Nazione, riconoscimento dato ai non-ebrei che hanno agito in modo eroico e senza interesse personale per salvare anche solo un ebreo del genocidio nazista. E di ebrei, grazie ai messaggi e alla lettere nascosti sotto il sellino, Bartali ne ha salvati più di ottocento.


Lo spettacolo ha il merito di strappare Bartali al mito, di renderlo umano, con le sue paure e incertezze. La brava Molteni, con la regia di Carmen Pellegrini per una produzione Luna e Gnac Teatro, ci ha restituito un personaggio attuale che ha saputo scegliere da che parte stare. Con le sue parole e la sua fisicità, inoltre, l'attrice ha restituito le voci del paesino di Bartali, la sua comunità. Interessante la scelta di far interpretare ad una donna, il ruolo di un uomo, per avvicinare le studentesse, come spiega l'attrice, alla storia di un uomo, una storia che deve essere conosciuta e tramandata.

"Le medaglie sportive te le attaccano sulle maglie e poi splenderanno in qualche museo - diceva Bartali. - Quelle guadagnate nel fare il bene si attaccano sull'animo e splenderanno altrove". Soddisfatto Daniele Frisco, direttore artistico della rassegna, che anche quest'anno propone un ricco calendario di eventi.
Beniamino Valeriano
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