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Scritto Venerdì 24 gennaio 2020 alle 07:35

La GdF Como sgomina un giro di spaccio. Fermati due soggetti di Rogeno e Garbagnate

I Finanzieri della Compagnia di Erba, nell'ambito dell'Operazione "Sottobosco", coordinata dalla dr.ssa Alessandra Bellù, sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Como, hanno dato esecuzione ad una misura restrittiva personale emessa dal G.I.P. del Tribunale di Como, dr.Francesco Angiolini, nei confronti di cinque soggetti di nazionalità marocchina, di cui quattro in carcere e uno con obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, accusati di spaccio di sostanze stupefacenti in alcuni comuni delle province di Como, Lecco e Monza Brianza.

L'attività di polizia di giudiziaria trae origine dal rinvenimento di un cellulare ed alcune dosi di hashish su di un'autovettura con due soggetti a bordo che, dopo un inseguimento nel comune di Arosio - in provincia di Como- da parte dei Finanzieri, erano riusciti a darsi alla fuga abbandonando l'auto.
L'esame dei tabulati telefonici del cellulare rinvenuto, disposto dal magistrato inquirente, ha consentito di risalire all'utilizzatore e alla sua rete di spaccio determinandone l'arresto nel mese di luglio dello scorso anno.

Gli ulteriori accertamenti investigativi effettuati, attraverso attività di intercettazione telefonica, pedinamenti, osservazioni e acquisizione di informazioni dagli acquirenti, hanno consentito di identificare e segnalare alla magistratura lariana cinque soggetti marocchini (quattro uomini, tra cui il soggetto già arrestato e una donna), dimoranti in Milano, Pavia, Garbagnate Monastero e Rogeno, responsabili del reato di spaccio di sostanze stupefacenti (art. 73 del D.P.R. 309/90).
Complessivamente, per il periodo ottobre 2018 - dicembre 2019, sono stati sequestrati tre autoveicoli, due cellulari, denaro contante frutto dello spaccio nonché ricostruite 3165 cessioni di cocaina per un totale di 1.200 grammi del valore di 110.000 euro circa. Nel lecchese lo scenario dell'azione della banda erano gli svincoli della superstrada 36.

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L'esecuzione dell'ordinanza è durata alcuni giorni considerato che i responsabili, frequentemente, si trasferivano in nuovi territori senza effettuare le dovute comunicazioni agli uffici comunali. Inoltre, due di loro, dimoranti in zona Lorenteggio a Milano e risultati essere chiedenti asilo per motivi umanitari, all'atto dell'arresto, sono stati trovati in possesso di 17 cellulari, 14 schede telefoniche e 1.000 euro in contanti.

Altri due soggetti sono stati raggiunti, uno, già detenuto per il precedente arresto, nella casa circondariale di Como e uno nel comune di Rogeno per la notifica dell'obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. L'ultimo dei soggetti risulta, al momento, non reperibile sul territorio nazionale.
L'attività delle Fiamme Gialle lariane nelle aree cosiddette sensibili, scaturite anche a seguito delle numerose segnalazioni giunte al numero di pubblica utilità "117", si inseriscono nel quadro della costante azione di controllo del territorio, svolta nei principali punti di aggregazione della città e della Provincia di Como, finalizzata a tenere alto il livello di attenzione sulla diffusione e sul consumo di droghe.
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