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Scritto Sabato 25 gennaio 2020 alle 09:01

Incontri sessuali e ricatti: arrestata una banda di 9 giovani, 5 residenti nel casatese. Il bottino speso per fare la ''bella vita''

Immagine di repertorio
Figurano anche cinque ragazzi poco più che maggiorenni, residenti a Casatenovo, Merate, Viganò, Sirtori, Cremella, fra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Silvia Pansini del tribunale di Monza, su richiesta del pm Marco Santini. I fermati cercavano uomini facilmente ricattabili, proponevano loro incontri omosessuali on line, e li ''pressavano'' con continue richieste di denaro. Somme che poi venivano spese all'insegna della ''bella vita'', fra discoteca, champagne e shopping di lusso.
Tre gli episodi contestati (a vario titolo) ai nove, residenti fra il casatese e la vicina provincia di Monza, avvenuti a Busnago, Vimercate e Lesmo. Si tratta di due ricatti a sfondo sessuale nei confronti di altrettanti parroci - un prete del vimercatese che nel frattempo si è trasferito, e un altro religioso della provincia di Bergamo - e un altro episodio di estorsione ai danni di una donna brianzola alla quale avrebbero portato via una somma da capogiro: ben 80mila euro. I carabinieri di Zogno, che hanno portato avanti le indagini, sono convinti tuttavia, che la loro fosse un'attività sistematica, con un centinaio di potenziali vittime.
A dare il via agli accertamenti dei militari è stato un episodio avvenuto appunto nella bergamasca quest'estate; qui infatti risiede uno dei sacerdoti caduti nella trappola della banda. Dalla sua denuncia era scattato - nel giugno dello scorso anno - l'arresto di cinque persone (tre sono coinvolte anche nella retata eseguita venerdì mattina).
Gli investigatori hanno prima esaminato i tabulati telefonici e successivamente - grazie anche ad attività di intercettazioni ambientali - hanno allargato il giro anche ad altri indagati, che secondo le accuse sarebbero stati dediti a ricatti "hard" che partivano da siti di incontri online molto comuni.
La banda puntava a uomini sposati, che avessero qualcosa da nascondere, in cerca di approcci intimi con giovani o di incontri di natura omosessuale. Uno di loro si presentava per quello che avrebbe dovuto essere il protagonista della prestazione hard, fino a che non entrava in azione uno o più complici, che filmavano i due insieme. Da quel momento, partiva il ricatto, con una richiesta costante di denaro alla vittima, il cui timore era quello che pubblicassero le immagini compromettenti su siti pornografici, o che facessero rivelazioni ai loro familiari.
Gli inquirenti hanno ricostruito versamenti per 16mila euro ma non si esclude che il denaro sottratto e le vittime siano molte di più. Nel terzo degli episodi ricostruiti dalla procura, invece, la vittima è una facoltosa signora brianzola alla quale gli indagati avrebbero proposto di far ottenere la patente al figlio in modo illegale, grazie alle loro ''conoscenze nella camorra''. Ma ovviamente era solo un'altra trappola.
Lunedì i nove fermati - quasi tutti italiani, di età compresa tra i 19 e i 23 anni, ad eccezione di un 42enne - saranno sentiti dal giudice per l'interrogatorio di garanzia.
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