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Scritto Martedì 28 gennaio 2020 alle 16:06

L'ossessione del deputato Ferrari per i luoghi di culto islamici

Germano Bosisio
Gentile Redazione,
è da vario tempo che l'opinione pubblica non solo oggionese registra un vero e proprio tormentone sull'annosa questione della reiterata vicenda dei locali di vicolo S.Agata non casualmente definita moschea da alcuni media locali anche per amplificarne l'appeal giornalistico.
Al di là dei vari risvolti di legge e relative polemiche mi sembra debbano essere doverose alcune considerazioni di base:
L'esigenza di far rispettare le norme circa l'effettivo uso delle destinazioni dei locali è giustamente condivisibile ma è altrettanto evidente l'accanimento a scopo strumentale che la caratterizza da parte della componente politica a cui l'ex sindaco nonché deputato Ferrari appartiene.
Molti sarebbero nel tempo gli esempi praticati dai presunti difensori della cristianità che in nome di un sempre più sbandierato vangelo padano e ora salviniano hanno cercato, ed ancor più oggi, di autoaccreditarsi in tale ruolo.
La più recente comprova oggionese è presentata dai media locali allorquando evidenziano la "forte preoccupazione" dell'ex sindaco circa una possibile nuova collocazione del luogo di culto nella zona della stazione, arrivando egli addirittura in precedenti articoli a bollare , senza nessun senso del ridicolo, come "traditori" coloro che se ne facessero carico.
Ma Ferrari e soci hanno letto la Costituzione che garantisce libertà di culto?:

Articolo 19 Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
Lo sanno o non lo sanno che la Corte Costituzionale recentemente ha dichiarato illegittimo l'articolo 72 della legge regionale n.12 dell'11 marzo 2005 perché poneva "irragionevoli ostacoli" alla realizzazione di nuove strutture dove esercitare la propria fede?

Ma soprattutto che idea hanno del Cristianesimo?

Lo concepiscono ancora come una spada da agitare a scopo propagandistico o invece come strumento di pace e comprensione reciproca tra le genti, anche alla luce dei passi ecumenici non solo di papa Francesco?

E non pensino che brandire rosari, come una volta del resto ampolle pagane, possa abbagliare gli sprovveduti nel gioco dei consensi presso quella parte di opinione pubblica che si richiama più direttamente ai valori evangelici.

Caro ex borgomastro, come pomposamente alcuni vi definiscono, l'apertura intelligente al dialogo con le altre religioni come pure con le altre etnie non passa di certo dal complicare loro la vita spesso con espedienti normativi ( ci ricordiamo ancora dei tuoi 15.000 euro di sanzioni per inadempienza alle quantomeno farraginose procedure caricate su chi dava alloggio agli extracomunitari) ma da un sincero spirito di dialogo basato su rispettivi diritti e doveri uguali per tutti.
Germano Bosisio
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