Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 246.980.945
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Lunedì 03 febbraio 2020 alle 18:28

La Nostra Famiglia: lavoratori in presidio fuori dai cancelli dopo la disdetta del contratto

Era il febbraio 2019 quando i lavoratori del settore sanitario privato organizzavano diversi presidi presso le strutture attive nella provincia di Lecco. Il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da dodici anni, era la richiesta avanzata. Fra i dipendenti in mobilitazione vi erano i lavoratori del centro "La Nostra Famiglia" di Bosisio Parini. A distanza di un anno, proprio mentre si intravedeva all'orizzonte la soluzione con il contratto di categoria a un passo dal rinnovo, la situazione è precipitata improvvisamente. A fine gennaio, le trattive in corso a Roma sono entrate in una nuova fase di stallo. Poche ore dopo la rottura, il 27 gennaio, le rappresentanze sindacali del gruppo "La Nostra Famiglia" hanno ricevuto una lettera con cui si comunicava l'applicazione al personale, ad esclusione di quello medico, del contratto nazionale Aris relativo al settore della riabilitazione. Sottoscritto nel 2012, questo contratto avrebbe sostituito, a partire dal primo febbraio, il contratto nazionale del settore sanitario privato fino ad oggi applicato a molti dei lavoratori del gruppo. Fortemente contrariati da questa scelta, nella mattinata di lunedì 3 febbraio, i dipendenti della struttura sono tornati in presidio di fronte all'ingresso della sede di Bosisio Parini.

I lavoratori in presidio quest'oggi davanti ai cancelli della struttura sanitaria

«È stato un fulmine a ciel sereno» ha dichiarato Catello Tramparulo segretario Funzione Pubblica Cgil Lecco, presente questa mattina alla mobilitazione. Aggiungendo: «Con la disdetta unilaterale del contratto che storicamente questi lavoratori hanno sottoscritto si cancellano dei diritti. Si comunica che verrà applicato il contratto nazionale Aris Rsa del 2012 che è peggiorativo rispetto alle condizioni di lavoro attuali». «Qui - ha sottolineato il rappresentante della Cgil - c'è un istituto di ricerca di livello nazionale. Come si può pensare che questa sia una realtà sociosanitaria?».
Le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil hanno diffidato l'azienda dall'applicare questa formula contrattuale tipica delle Rsa. A Roma, il prossimo 11 febbraio, dovrebbe svolgersi un incontro fra i rappresentati sindacali e l'azienda per valutare la situazione. Nel frattempo, da fine gennaio i dipenditi di tutte le sedi lombarde del gruppo "La Nostra Famiglia" sono in mobilitazione. Riuniti in assemblea generale hanno deciso all'unanimità di attivare un presidio permanente, ricevendo il mandato per indire lo stato di agitazione.

Il nuovo contratto del settore sanitario privato avrebbe, qualora siglato e applicato, introdotto il principio dell'equiparazione salariale fra i lavoratori della sanità privata e quelli della sanità pubblica. Una richiesta che le organizzazioni sindacali portavano avanti da tempo. Applicando il contratto Aris Rsa per i lavoratori si prefigura invece un «passo indietro». «Viene aumentato - ha spiegato Tramparulo - l'orario di lavoro di due ore settimanali, senza aggiunta di retribuzione. Con questo contratto poi i lavoratori usciranno dal circuito della sanità privata per entrare in quello sociosanitario».
Sul come si sia giunti in questa situazione il responsabile della Funzione Pubblica della Cgil di Lecco ha spiegato: «Nella conferenza stato regione si era stabilito di incentivare il rinnovo del contratto, da parte delle sigle che rappresentano le aziende del settore, garantendo un aumento dei budget regionali per la sanità privata. Il ministro Speranza ha granatino in finanziaria le risorse. Nonostante ciò, le sigle che rappresentano la sanità privata non hanno firmato. Adesso, oltre al danno abbiamo anche la beffa: si vedranno aumentare il budget regionale, non applicheranno il contratto atteso da 13 anni e aumenteranno l'orario di lavoro dei dipendenti».

Da sinistra Catello Tramparulo, Teresa Elmo, Flavio Concil

L'applicazione del contratto del settore sociosanitario è stata notificata a diverse sedi del gruppo, attivo in cinque regioni d'Italia. «La situazione - ha chiarito Tramparulo - coinvolge circa 2200 lavatori dell'azienda. Circa 600 sono i dipendenti attivi nella sede di Bosisio Parini».
Fra loro vi è anche Flavio Concil - Funzione Pubblica Cgil Lecco e Rsu "La Nostra Famiglia" - particolarmente preoccupato per l'accaduto: «Dopo 13 anni che "La Nostra Famiglia" e l'Aris non ci rinnovano il contratto, a pochi giorni dall' ipotetica chiusura del nuovo contratto nazionale viene deciso di applicarci un contratto diverso, al ribasso, che comporta due ore in più di lavoro alla settimana tenendo fermi gli stipendi ai valori del 2007. Con meno diritti per i nuovi assunti».
Una situazione che in termini economici può prefigurare - secondo le stime dei rappresentanti sindacali - una busta paga "più magra" dai 200 ai 400euro in meno per ogni lavoratore coinvolto, a seconda del livello e dell'anzianità.
«Noi non siamo semplicemente un Rsa o un centro di riabilitazione - ha chiarito Concil - siamo un ospedale, abbiamo tecnologie all'avanguardia e laboratori di ricerca».

Sul rapporto fra lavoratori e azienda, dopo la decisione di applicare un contratto di lavoro diverso da quello settore sanitario in vigore fino a gennaio, Concil ha aggiunto: «È stato un brutto gesto, fatto senza darci comunicazione anticipata. Ha creato una frattura nel senso di appartenenza in tutti i lavoratori che ci sono in questa azienda. Abbiamo visto colleghi piangere».
Teresa Elmo - Funzione Pubblica Cgil Lecco - presente al presidio con i lavoratori ha dichiarato: «Arrivare unilateralmente a comunicare che verrà disatteso un contrato e ne verrà applicato un altro, sapendo consapevolmente che quel tipo di contrato non risponde alla realtà di questa azienda e sapendo che i lavoratori da 13 anni aspettano un contratto che riconosce il proprio ruolo, parificandoli alla sanità pubblica, è stato veramente uno schiaffo in pieno volto».

L.A.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco