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Scritto Sabato 08 febbraio 2020 alle 08:11

Psicosi Coronavirus: post sui social dal 'Red Moon' di Cesana per tranquillizzare i clienti e un pensiero ai familiari in Cina

"Da noi non c'è da avere paura". Esordisce così il post pubblicato sulle pagine social del ristorante "Red Moon - Sushi & Grill" di Cesana Brianza - diffuso anche nel gruppo che raggruppa i residenti del paese - che in questo periodo deve fare i conti in qualche modo con quello che il presidente cinese Xi Jinping ha definito il "demonio virus". Stiamo naturalmente parlando del sorvegliato speciale di queste ultime settimane, il Nuovo Coronavirus (2019-nCoV), un virus respiratorio che si è diffuso in Cina, a Wuhan, nella provincia di Hubei lo scorso dicembre. Tale ceppo non è mai stato identificato nell'uomo e ha precedenti simili nella sindrome respiratoria acuta grave (Sars) e nella sindrome respiratoria mediorientale (Mers).
L'infezione è stata isolata, ma al momento non esiste una terapia: sono oltre 600 le vittime e più di 30.000 i contagi registrati. Sebbene non sia diffuso in Italia, l'allerta è massima: lo stato italiano ha interrotto i voli da e verso la Cina, ha rimpatriato alcuni connazionali seguendo un rigido protocollo di protezione e li ha trasferiti in una struttura militare alle porte di Roma per il periodo di quarantena di circa 15 giorni.

Il post pubblicato nelle scorse ore sui social network

La preoccupazione di questo virus si riflette sulle attività commerciali presenti sul territorio e l'allarmismo eccessivo sta creando qualche problema alla comunità cinese residente in Italia. "Abbiamo pubblicato questo post un po' per rabbia perché in questo ultimo periodo abbiamo visto accentuarsi tanti fatti discriminatori verso il nostro popolo e questo ci dà molto fastidio. Volevamo cercare solidarietà tra gli abitanti di Cesana seguendo un pò la scia francese del "je ne suis pas un virus". Devo dire che il riscontro del post è stato inaspettato: abbiamo ricevuto tanti messaggi e questo ci ha fatto molto piacere" ha detto Alessio, che gestisce l'attività di Cesana e di San Giuliano Milanese insieme a Davide. I ristoratori con attività ubicata in via De Gasperi, lungo la Como-Lecco, confessano che gli affari non stanno andando bene. "Abbiamo clienti di fiducia, ma abbiamo anche registrato un grosso calo, quasi il 50% degli incassi. Per chi lavora in pareggio come noi e non ha le spalle coperte, andare avanti in questo modo ancora per alcuni mesi diventa difficile" ha aggiunto, sincerando però gli avventori. "Nella ristorazione la paura è legata alla provenienza del cibo. Noi, lo diciamo sempre, garantiamo la qualità. L'importazione c'è, ma è tutto tracciato. I nostri fornitori sono italiani: il pesce è abbattuto e controllato. Abbiamo i controlli dell'ATS ogni tre mesi".
L'attività conta oggi venti dipendenti oltre a un nuovo cameriere speciale, ribattezzato dai clienti "Luna", arrivato da nemmeno un mese: si tratta del primo robot introdotto nell'attività di servizio ai tavoli. Luna si reca al banco sushi, riceve l'ordine dal cameriere e lo porta al tavolo, superando gli ostacoli sul percorso e salutando i clienti. "È una nuova proposta che abbiamo voluto introdurre, ma purtroppo è arrivata in un momento sbagliato".
Le attenzioni in questo momento sono rivolte ai famigliari, genitori compresi, che vivono in Cina, nei pressi di Pechino. "Noi andiamo avanti, ma il nostro pensiero è tutto per la nostra famiglia che vive chiusa in casa: possono uscire a turni una volta alla settimana per l'approvvigionamento. La città è deserta e nessuno sta lavorando: la prospettiva non è buona per i prossimi mesi. L'ultimo episodio simile era stato con la Sars, virus che poi era andato scomparendo verso giugno, con il primo caldo. Questa volta la situazione è ancora più pesante. Noi non abbiamo paura, ma l'abbiamo per i nostri famigliari che non vediamo da oltre un anno. La speranza è che si risolva la situazione in Cina, che si ritorni quanto prima alla vita normale" ha aggiunto Alessio.
Il loro post si conclude con queste parole: "Lavorare è l'unica cosa che ci distoglie da questo pensiero. Vi aspettiamo anche solo per un abbraccio". Un abbraccio anche simbolico, come quello testimoniato sui social, con i messaggi di vicinanza.
M.Mau.
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