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Scritto Sabato 08 febbraio 2020 alle 09:51

Non oppotuto fare i compiti

"Ciao maestro, sono la mamma di Davide (nome di fantasia, ndr). Non a fatto i compiti perché era tornato stanco e non appotuto fare i compiti".
https://www.orizzontescuola.it/non-appotuto-fare-i-compiti-la-falsa-giustificazione-di-un-bambino-diventa-virale/?fbclid=IwAR1OPjQvlkZdOVeBjRCDXNulpJ5gbgKEbwesHqRnp1EbZNjF-MD8UQURSeg
Fa un po' il giro del web in questi giorni la falsa giustificazione autovergata da un bambino di 9 anni sul diario.
Ecco, grafia a parte - ma anche su questo potremmo discettare - non vedo perché l'attribuzione a un infante sia così univoca. Nell'ordine:
- il saluto "ciao" e la mancata consapevolezza nell'uso dei deittici di cortesia nei confronti di un pubblico ufficiale, di un professionista, di un adulto, di un educatore (tutte qualifiche attinenti il ruolo del docente) è ormai invalsa da parte dei genitori, che "tutueggiano" come forma di giovanilismo cool. Sarà, ma io sostituirei le due vocali con una sola, più stretta, e ogni tanto ce li manderei...;
- l'omissione della "h" etimologica nella terza persona singolare del verbo avere non è un hapax nelle mail ricevute in questi anni dai genitori. Suggerirei anche l'accento grave sulla "a", per rafforzarne la pronuncia assertiva;
- l'agglutinamento dell'ausiliare avere con il participio nella formula "appotuto" è indice di fretta e risponde a criteri di economicità comunicativa: la forma è in subordine rispetto al contenuto. L'importante è capirsi, che non ciò mica tempo da perdere con la squola, devo andare a laurà!
Menzione d'onore per il pargolo intraprendente, se si deve a lui la maccheronica annotazione: la storia della letteratura è piena di scrittori che commettevano errori di ortografia. Pulci, Boiardo, Verga, solo per citarne alcuni.
A dire il vero anche di maestri che scrivono "squola" con la "q" http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/02/01/maestra-scriveva-squola-licenziata_1f330c92-e723-441d-b79c-ee4c4cf19bc7.html e di alunni che glielo fanno notare. Quegli alunni che annopotuto studiare perkè i loro genitori non li anno tenuti fuori finoattardi: perché la scuola è importante, mipare.
Stefano Motta
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