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Scritto Domenica 09 febbraio 2020 alle 19:19

Bosisio, Molteno e Rogeno: i sindaci vicini ai lavoratori de 'La Nostra Famiglia'

Vicinanza delle amministrazioni di Bosisio Parini, Molteno e Rogeno ai dipendenti de "La Nostra Famiglia" di Bosisio che hanno attivato lo stato di agitazione da circa una settimana. All'ingresso dell'istituto sono visibili le bandiere sindacali, mentre un primo presidio delle sigle Cgil, Cisl e Uil era stato organizzato nella giornata di lunedì 3 febbraio, dopo che l'azienda aveva comunicato ai lavoratori, circa 600 solo a Bosisio Parini e quasi 2.200 nel complesso, la disdetta unilaterale dei contratti loro applicati a decorrere dal 1 febbraio.

Andrea Colombo (Bosisio), Giuseppe Chiarella (Molteno) e Matteo Redaelli (Rogeno)

In passato, i lavoratori della struttura avevano indetto alcuni presidi per chiedere il rinnovo del loro contratto di lavoro che li parificasse alla sanità pubblica, scaduto da oltre un oltre decennio: le trattative del contratto sanitario privato però sono entrate quest'anno in una nuova fase di stallo. L'azienda ha quindi informato le maestranze di voler applicare il contratto nazionale Aris (assistenza religiosa istituiti socio) del 2012 relativo al settore delle residenze sanitarie assistenziali (Rsa) e dei centri di riabilitazione: tale decisione esclude il personale medico che ha però mostrato la vicinanza ai colleghi attraverso una nota diffusa negli scorsi giorni.
Questo contratto collettivo nazionale di lavoro, tra l'altro, comporta l'estensione dell'orario di lavoro dalle attuali 36 ore a 38, senza un parimenti adeguamento a livello salariale. La decisione di modificarlo unilateralmente ha subito comportato la contrarietà delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil che hanno diffidato l'azienda dall'utilizzare questa formula tipica delle Rsa, che fa entrare i lavoratori nell'ambito del socio sanitario e non più nella sanità privata.
L'azienda ha motivato la decisione con la volontà di non rinunciare all'identità e alla missione de "La Nostra Famiglia", pur dovendo fare i conti dall'altra parte con le limitate risorse statali. A Bosisio sono presenti un ospedale e un istituto di ricerca riconosciuti a livello nazionale. "Fedele alla sua scelta e nonostante i risultati negativi dei bilanci di questi ultimi anni - non vi sono utili né è possibile averli - l'Associazione ha sempre garantito i livelli occupazionali, ha agito sulla riduzione dei costi dei servizi ottimizzando la gestione e non si è sottratta a nuovi investimenti sia per adeguare e costruire nuove strutture per la riabilitazione, sia per ottenere importanti risultati nella ricerca con ricadute sulla clinica, sia per dotarsi di nuove tecnologie e migliorare i processi per dare più efficienza ed efficacia alla propria attività" hanno spiegato dall'istituto.
Una situazione piuttosto preoccupante quindi per il futuro dei lavoratori che hanno istituito un presidio permanente per far sentire la loro voce. E' di queste ore l'interesse manifestato dai sindaci dei comuni che gravitano attorno all'istituto. "Le amministrazioni di Bosisio Parini, Molteno e Rogeno, esprimono preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare presso la Nostra Famiglia, in seguito al mancato rinnovo contrattuale ed all'applicazione di un nuovo contratto collettivo. Stiamo seguendo la vicenda con attenzione, ed auspichiamo che le parti coinvolte riescano a riprendere un sereno confronto, che possa avvicinare le rispettive posizioni sino a convergere ad un punto d'incontro" hanno affermato in una nota Andrea Colombo per Bosisio Parini, Giuseppe Chiarella per Molteno e Matteo Redaelli per Rogeno. "A tale proposito, offriamo il nostro impegno e la nostra collaborazione alle parti sociali, al fine di favorire il loro dialogo, per fare in modo che entrambe possano continuare l'importante opera che da sempre svolgono in favore delle persone più fragili, nel rispetto reciproco delle esigenze di tutti i soggetti coinvolti".
Intanto si attende l'incontro che martedì 11 febbraio ci sarà a Roma in cui i vertici dell'azienda spiegheranno le ragioni di questa scelta.
M.Mau.
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