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Scritto Lunedì 10 febbraio 2020 alle 09:48

Dolzago: spettacolo all'insegna del dialetto con l'Università del Monte di Brianza

"Una mattina mi sono svegliata come imbacuccata in qualcosa di strano. Avevo trascorso la notte insieme alla mia nonna, che mi era apparsa in sogno. Poi, ad un tratto, intorno a lei ecco le figure di quelle donne che ogni giorno si recavano alla chiesina del Lazzaretto per la recita del S. Rosario. In quel momento ho aperto gli occhi e ho sentito un impulso che mi spingeva a ricordare quel quotidiano rito. Mi sono messa a ridere perché pure io ero nel gruppo: piccina e attenta. Ecco che, a distanza di tempo, il ricordo si è trasformato in racconti. Protagoniste le donnine devote che pregavano, pregavano ma, accidenti, tra un Pater ed un'Ave, intercalavano il gossip del paese. In quel mettere a nudo le persone non c'era cattiveria, né turpe pettegolezzo, solamente argute osservazioni, che calde preghiere finali sapevano far riappacificare il corpo con l'anima. Oggi è Facebook a raccontare, ma è tutt'altra storia, storia senz'anima" le parole della maestra, membro dell'associazione Università del Monte di Brianza, che, rivoltasi al numeroso pubblico presente nella biblioteca comunale dolzaghese sabato 8 febbraio, ha spiegato i propositi che l'hanno spinta a realizzare questo divertente spettacolo.

Un momento per fermarsi e, tra una risata e l'altra, riassaporare i riti che hanno scandito la quotidianità delle donne brianzole negli anni '50. Uno scrigno di ricordi, il dialetto, che riporta alla luce le antiche tradizioni e consuetudini.
"La stemegna", "la pitima", "la barbeluna", "la paulota", gli aggettivi con cui le signore del paese si descrivevano l'un l'altra, che racchiudevano, in una sola parola, i caratteri di ognuna.
Parole veraci, fonte di verità, che però non riportavano cattiveria ed invidia. Come testimonianza il caldo mantello di solidarietà che calava sugli abitanti del paese nei momenti di difficoltà.

"Ringraziamo di cuore il comune di Dolzago ed, in particolar modo, il sindaco Paolo Lanfranchi per l'ospitalità. Senza memoria non c'è ricordo, senza ricordo non c'è storia. Questo è un dato di fatto. Questa sera, lucidando la memoria, ricorderemo e racconteremo storie brianzole degli anni 50. Territorio attivo, curioso e vivace, avvolto nei profumi del fieno, dell'alloro ma pregno di partecipazione e solidarietà. Sfoglieremo soprattutto pagine di storie di donne, un tempo in ombra, ora protagoniste sempre orgogliose di essere grandi ieri come lo sono oggi" ha introdotto il presidente dell'Università del Monte di Brianza Fabrizio Redaelli salutando i presenti e presentando i protagonisti della serata: gli attori Adele Sironi, Nicoletta Castagna ed Edoardo Marzi con il sottofondo musicale a cura di Angelo de Capitani alla fisarmonica.

Presenta all'iniziativa anche il sindaco Paolo Lanfranchi che ha ringraziato gli ospiti per aver permesso al pubblico di riscoprire le tradizioni locali, troppo spesso dimenticate, in un'atmosfera allegra e divertente in compagnia del dialetto brianzolo.
Sa.A.
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