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Scritto Mercoledì 12 febbraio 2020 alle 08:51

Oggiono, Bachelet: 120 studenti in Inghilterra per lo stage e l’alternanza

Esperienza in Inghilterra per oltre 120 studenti dell'istituto Bachelet che sono da poco ritornati sui banchi della scuola superiore di Oggiono. Due i progetti proposti: il primo, rivolti ai ragazzi di classe seconda, era uno stage linguistico a Broadstairs, nel Kent mentre l'altro, pensato per gli studenti delle quarte, è l'alternanza scuola-lavoro a Brighton.

"Lo stage della classe seconda del liceo linguistico si pone come obiettivo il potenziamento delle competenze linguistiche degli alunni, l'approfondimento di temi relativi alla cultura e alle tradizioni britanniche, lo sviluppo di capacità relazionali tra adolescenti di diversa nazionalità e di buone strategie comunicative" ha spiegato la professoressa Cinzia Romano che ha accompagnato i venti studenti. "Si tratta pertanto di un'esperienza significativa, perché interculturale e occasione di crescita personale. I ragazzi si confrontano con una realtà diversa, imparano a riconoscere la loro ‘identità' nel confronto con l'altro ed imparano ad autogestirsi".

Gli studenti hanno infatti vissuto la quotidianità tra le famiglie inglesi e frequentato lezioni con insegnanti madrelingua al mattino, suddivisi per livello linguistico, in base ai risultati di un test di ingresso: al termine hanno ottenuto un certificato riconosciuto dagli enti preposti. I pomeriggi sono invece stati dedicati ad attività culturali e sportive (visite, escursioni e competizioni), oltre che alle visite a Londra e Canterbury. Durante le attività ricreative serali come drama, club, karaoke e balli tradizionali, ci sono state occasioni di confronto con adolescenti di altri paesi durante le attività ricreative serali. "I ragazzi imparano a rispettare regole, orari e ad orientarsi per strada. Sono tornati entusiasti e con tanta voglia di ripartire" ha aggiunto la docente. "Ripropongo l'esperienza ogni anno perché adoro i loro sguardi in classe al rientro: sono sguardi appassionati, di chi ha capito il valore di quello che facciamo in classe, sguardi di chi ha trovato la motivazione intrinseca per fare sempre meglio".

Quasi un centinaio di ragazzi hanno invece preso al progetto di alternanza scuola lavoro, che non viene proposto alle classi come gita, ma a livello individuale. "Da quando è stata introdotta l'alternanza scuola lavoro, abbiamo pensato che tra le varie offerte, il potenziamento della lingua con un taglio commerciale e rivolto al mondo del lavoro, potesse essere interessante" ha esordito la professoressa Claudia Bianchi che ha accompagnato gli alunni insieme alle colleghe Letizia Galli ed Elena Porro. "È rivolto alle classi quarte perché i ragazzi hanno raggiunto una maggiore maturità sia come persone che a livello linguistico". Nel primo anno di presentazione del progetto avevano aderito 30 studenti, un numero che è via via cresciuto arrivando a sfiorare il centinaio tra tutti gli indirizzi presenti in istituto.

Come nel caso dello stage, i ragazzi trovano sistemazione in famiglia, a coppia o a tre in modo che possano familiarizzare con le abitudini inglesi.
Dopo il test che li ha smistati nelle classi di Business English, tutti, in base al loro livello, hanno frequentato un corso di tre ore al giorno in cui hanno acquisito le abilità orali, sperimentando ad esempio il colloquio di lavoro, ma anche quelle scritte, imparando a impostare un curriculum vitae in base ai riferimenti internazionali.


Al termine delle lezioni, gli studenti sono stati impegnati nelle visite in aziende locali o in business project. "L'ideale era collocare i ragazzi in piccole realtà di lavoro, ma i numeri erano troppo alti e quindi sono andati in visita alle aziende dove hanno potuto vedere l'impatto commerciale ed economico che queste hanno sul territorio" ha proseguito la docente. C'è stata quindi la visita alla società che ha realizzato il nuovo stadio di Brighton, un esempio di come questo tipo di attività abbia portato un ampio indotto, creando nuovo lavoro con ristoranti e negozi. Un altro giorno i ragazzi hanno simulato riprese televisive, cercando e stendendo le ultime notizie, pronte da rendere note. "Era una simulazione però sembrava tutto vero: c'erano la prova, la macchina che partiva, il gobbo. Non siamo andati in onda, ma è stato efficace perché quest'esperienza ha messo alla prova anche i più timidi".

Inoltre, i ragazzi hanno realizzato interviste agli abitanti del quartiere su come organizzano le vacanze e, dopo aver raccolto un campione di persone, hanno sviluppato i dati e fatto una presentazione.
Attraverso queste occasioni, sono state coperte circa 30 ore che verranno riconosciute come alternanza scuola lavoro.
Durante il tempo libero, i ragazzi sono andati al cinema per vedere "1917", al bowling e hanno fatto un mini giro turistico della città. "I ragazzi se la sono cava bene e hanno anche messo a frutto quello che sanno fare con l'inglese. Mi sembravano che siano rimasti tutti soddisfatti e contenti" ha concluso Bianchi. "È andato tutto bene, tempo compreso. Speriamo che per molti di loro non sia la prima occasione e che possano organizzarsi anche individualmente in quanto si tratta di esperienze formative".
M.Mau.
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