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Scritto Giovedì 13 febbraio 2020 alle 18:31

Missaglia, alberi ''capitozzati'': il parere di un esperto. ''Intervento errato, ecco perchè''

A distanza di qualche giorno dal contributo di un lettore - che aveva sollevato alcune perplessità in merito all'intervento di potatura delle piante in centro a Missaglia deciso dal Comune - riceviamo e pubblichiamo il parere di un arboricoltore che esprime diverse critiche sull'operazione di taglio effettuata. Precisiamo fin da ora che lo spazio resta a disposizione per eventuali repliche/precisazioni sul tema da parte dell'amministrazione comunale e/o di altri:

Difficile dare torto al deluso missagliese e tocca anche aggiungere che pure gli alberi che paiono essere stati risparmiati dal taglio, in realtà, sono stati tagliati e non potati. Mi pare inutile chiedere al comune se ha fatto bene tanto quanto chiedere all'oste se il vino è buono. La risposta al vostro lettore è che gli alberi fotografati sono stati tutti gravemente danneggiati, che quella non può essere definita una potatura (la potatura è altro, qui potete farvi un'idea di cos'è. Gilman è un'autorità internazionale sul tema) e che sicuramente quelle piante saranno aggredite da patogeni fungini portatori di carie.

Si aggiunga che un tale danno alle piante provoca l'immediata morte di una considerevole porzione di apparato radicale (non più alimentata da linfa elaborata) che sarà preda di patogeni fungini portatori di carie del legno che dalle radici periferiche risaliranno, nel tempo, più o meno rapidamente, fino al fusto. Sono proprio i danni da potatura una delle principali cause di cedimento delle piante; una volta che i funghi cariogeni hanno raggiunto la base del fusto (colletto), e l'hanno sufficientemente compromessa, i carichi da vento o da neve ne determinano la rottura. I patogeni fungini portatori di carie del legno sono gli organismi che si nutrono, disgregandolo, del legno ovvero di due particolari molecole della parete delle cellule del legno (cellulosa e lignina) ed è proprio lo spessore e la resistenza meccanica della parete cellulare di queste specifiche cellule che determina la durezza del legno e la resistenza alle sollecitazioni meccaniche. Una volta distrutta la parete cellulare delle cellule del legno quel che resta è ciò che comunemente chiamiamo legno marcio, ecco, quello stesso legno che si rompe a mani nude è lo stesso che presto o tardi ritroveremo all'interno di quegli alberi, al colletto e nelle grosse radici che da esso si dipartono (che, va da sé, perderanno gran parte della capacità di sostenere l'albero). La base del fusto dell'albero non è un punto qualsiasi lì è dove tutte le forze che sollecitano la chioma si scaricano con la massima intensità, lì è dove l'albero passa da una struttura elastica (tronco e chioma) a una struttura praticamente statica (apparato radicale); chi ha un minimo di dimestichezza con la meccanica non farà fatica a capire che quello è un punto che non può avere danni o disfunzioni meccaniche, non deve averne, altrimenti il rischio di cedimento dell'albero si alza notevolmente fino, appunto, alla rottura.

Quanto scritto non è la mia opinione o miei studi, queste sono tutte cose di dominio pubblico e sono nozioni basilari che ogni potatore dovrebbe sapere. La colpa è solo della ditta che ha eseguito i lavori? No. A mio parere la colpa, in primis, è dell'ufficio tecnico del comune che seleziona in base al prezzo più basso senza valutare la qualità. La colpa è anche degli amministratori, dei politici, che continuano, perseverano, nel considerare il verde urbano un costo e non un investimento e imperterriti continuano a non progettare, pianificare, incrementare e migliorare il verde urbano che è anche salubrità delle nostre città e paesi e, dunque, salute per i cittadini; imperterriti continuano a considerarlo una seccatura, a manutenerlo anziché curarlo e tutelarlo.

Andrea Borrone
Arboricoltore certificato European Tree Worker (ETW)

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