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Scritto Venerdì 14 febbraio 2020 alle 14:27

Broch (CAL Molteno) a Valmadrera per la serata sulla droga: dati su uso e mercato

Gli stupefacenti e il consumo di droga sono stati al centro del primo incontro promosso dal comune di Valmadrera nell’ambito della rassegna culturale, quest’anno centrata sui temi sociali. A fare gli onori di casa, a inizio serata, l’assessore Marcello Butti che ha ringraziato gli ospiti. L’incontro, moderato dalla collega Michela Mauri, ha visto come ospiti Christian Broch, presidente della cooperativa accoglienza e lavoro di Molteno e docente del corso di laurea in educazione professionale presso la facoltà di medicina e chirurgia e Luca Ciusani, vicepresidente ma anche psicoterapeuta e psicanalista della cooperativa e curatore de “il vizio di morire”, un testo sulla tossicomania.
La parte introduttiva è stata legata al consumo di sostanze oggi e senza dubbio i numeri e le cifre raccontate da Broch hanno permesso di comprendere meglio come il fenomeno sia capillare e trasversale. Pensiamo infatti che il 31% della popolazione tra i 15 e i 64 anni ha fatto uso, almeno una volta nella vita, di droghe. Almeno 12 milioni di italiani, una popolazione che comprende quella di Lombardia e Trentino insieme, ha consumato stupefacenti, di cui 4 milioni solo nell’ultimo anno. “Questi dati ci fanno capire che siamo di fronte a un’epidemia nel consumo. Se ne parla poco, se non davanti all’emergenza ma occorre pensare a una discussione globale. Lo stato attuale in cui stiamo assistendo a un ritorno massiccio delle sostanze era purtroppo preventivabile”.



Da sinistra l’assessore Marcello Butti, Christian Broch e Luca Ciusani

L’Afghanistan, produttore di oppio per l’88%, ha aumentato nell’ultimo anno la produzione dell’87%. Questo comporta, naturalmente, una maggiore offerta a cui deve fare fronte una domanda di mercato. Il prodotto, in sostanza, deve essere venduto e i costi si abbassano: oggigiorno è possibile trovare micro dosi di sostanze, come l’eroina, a 2 euro.
L’ultimo report della direzione investigativa antimafia (DIA) , che sequestra un decimo di quello che dall’Africa arriva nel territorio nazionale attraverso i porti di Goia Tauro, Taranto e Genova, mostra un aumento dei sequestri di eroina del 59,52%, il 318% in più rispetto all’hashish. Il fatturato annuo del mercato della droga ha cifre impressionanti: sono circa 30 miliardi di euro, dei quali 24 miliardi sono appannaggio dell’ndrangheta, forte di accordi con i cartelli del narcotraffico colombiani. Negli ultimi decenni, il patrimonio finanziario delle mafie destinato al narcotraffico ammonta a 9.600.000.000 euro, una cifra superiore al patrimonio immobiliare posseduto dagli italiani.
“Siamo nell’epoca dell’intossicazione generalizzata in cui il consumatore di droga non lo fa più per estraniarsi od opporsi a una società alienante, ma è qualcuno che soddisfa le esigenze della società: il consumo” ha affermato Broch.
La tossicodipendenza non deve essere associata a un vizio, come è comune credere, perché è qualcosa che va al di là della volontà. “L’immagine del tossico è quella di qualcuno a cui non importa di nulla, che passa il tempo solo a drogarsi. Dai colloqui con le persone della comunità emergono due motivi per i quali uno ha fatto uso di sostanze: c’è chi si definisce tossico e chi racconta di farlo perché piace” ha proseguito Ciusani. “La cosiddetta luna di miele con la sostanza, in cui il piacere è superiore ai guai – ma non si può non sapere che arriveranno – è un periodo transitorio. Poi queste persone si consegnano a una solitudine estrema. La droga quindi non è un problema ma si presenta come la soluzione al problema per una persona che non è in grado di affrontare una determinata situazione”.


Il consumo, rispetto agli anni Ottanta quando si è assistito alla grande diffusione degli stupefacenti in Europa, è cambiato. “Negli anni ’80 il commercio era analogo a quello del piccolo negoziante con il consumatore che si recava dallo spacciatore di fiducia perché aveva la sostanza buona. Il mercato, oggi, invece offre molteplici possibilità di acquisto: a Rogoredo vengono vendute sostanze diverse a seconda dell’ora del giorno”. Quindi oggi, a differenza del passato, non si assiste più alla dipendenza da una sola sostanza, ma il consumo è variegato. Il costo, come accennavamo sopra, è bassissimo e questo favorisce un facile accesso anche ai giovanissimi, tra i 12 e i 13 anni che “si perdono gli anni più belli della loro vita”.
“Quando si inizia a parlare di emergenza, però, siamo già in ritardo: la diffusione è già avvenuta. Le azioni di prevenzione, invece, dovrebbero avere la stessa velocità delle aziende profit e quindi precorrere i tempi” ha aggiunto Broch.
L’esperienza nel consumo è però sempre individuale, come spiegato da Ciusani: “Bisogna vedere come ciascuno la vive. La droga ha un effetto particolare su ciascuno. Chi è vicino se ne accorge perché la persona cambia, a seguito di una volontà di isolamento o di una maniacalità. Tuttavia non c’è una reazione comune”.
Broch ha distinto le droghe in tre categorie in base all’effetto che generano nell’individuo: narcotici (derivati dell’oppio), eccitanti e quelle che causano entrambi gli effetti come l’hashish o, uscendo dal mondo delle sostanze, l’alcool. Il presidente della cooperativa ha poi illustrato alcune immagini che mostrano la differenza del cervello tra persone che fanno uso di stupefacenti e coloro che non ne fanno: a seguito della dipendenza, infatti, alcune reazioni del cervello non funzionano più come prima dell’assunzione di droghe. L’hashish, per esempio, può causare l’insorgenza della schizofrenia ed è dimostrato che il 15% dei casi di psicosi sono legati all’uso della cannabis, mentre le anfetamine possono far andare incontro alla morte perché causano l’innalzamento della temperatura corporea.
Questa la conclusione comune dei relatori, prima di lasciare lo spazio alle domande e agli interventi del pubblico: “Si parla poco e male di droghe, basandosi su ideologie. Non se ne discute purtroppo in modo costruttivo per cercare di migliorare la vita delle persone”. 
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