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Scritto Lunedì 17 febbraio 2020 alle 15:29

E' sbocciata la primavera. I prati ricoperti di fiori e i primi boccioli sui rami

Si concluderà solo tra due settimane l’inverno meteorologico (28 febbraio), ma in realtà sembra già di essere a primavera inoltrata. Indagini e ricerche ci dicono che l’inverno 2019/2020 passerà alla storia per essere stato l’inverno più caldo degli ultimi anni. C’è chi anche sostiene che si tratta dell’inverno più caldo o la primavera più precoce, a seconda da come la si guardi, addirittura degli ultimi 150 anni. Non occorre certo essere degli esperti per rendersi conto di quanto sia anomala la stagione. È sufficiente dare un’occhiata alle temperature medie del trimestre, non ancora concluso, per rendersi conto che siamo già quasi mezzo grado sopra il primato del secolo, che fino ad oggi apparteneva all’inverno del 2006-07.
Basta avventurarsi nella natura per rendersi conto che la primavera ha già fatto il suo ingresso a larghi passi. Ceppi di primule, violette selvatiche, immacolate campanule… Il sottobosco è tutto un fiorire. Domenica a Campsirago si potevano addirittura ammirare alberi da frutta già in fiore.


Una situazione che potrebbe – sempre secondo gli esperti - protrarsi addirittura fino all’arrivo della Primavera. Evitiamo di inoltrarci nella discussione sulle cause: secondo alcuni la colpa è del surriscaldamento del Pianeta, mentre secondo altri sono fenomeni che si ripresentano ciclicamente. Di certo è che questa anomalia preoccupa in particolare agricoltori e coltivatori, che temono il brusco ritorno dell’inverno, con conseguenze nefaste per gli alberi e di conseguenza per la produzione di prodotti agricoli. Di seguito una carrellata di immagini primaverili, che probabilmente non sarebbero per nulla particolare, se non fossero state scattate domenica 16 febbraio.





Ecco un’analisi della situazione a cura di 3BMeteo
Dall’Autunno alla Primavera, saltata un’intera stagione: l’inverno. Che conseguenze ci saranno?
Un'intera stagione invernale saltata: A prescindere da quello che potrà ancora accadere e da quel pochissimo che invece è accaduto, di fatto la stagione invernale 2019-2020 è mancata del tutto. Si è passati dal maltempo autunnale di novembre alla mitezza anticiclonica di fine dicembre, tutto gennaio e questa prima metà di febbraio. La Natura non ha praticamente conosciuto il freddo invernale e oltre alle piogge, scarsissime, la neve è stata l'illustre assente del nostro Appennino.



Fin dalla fine di dicembre e ancor più in gennaio soprattutto nella seconda metà del mese, a causa delle temperature anomale, sono cominciati a germogliare arbusti e piante da frutto con oltre un mese di anticipo al Centro-Nord e quasi due mesi di anticipo al Sud. Mandorli, peschi, meli, olivi, peri sono già tutti in fiore e nei campi erbosi del Sud è spuntata persino la camomilla che è più tipica dei mesi di Aprile-Maggio. La stagione anticipata e le fioriture anch'esse anticipate potrebbero mettere a rischio i raccolti estivi. Tutte le piante e in particolare quelle che fruttificano nel periodo estivo possono sopportate periodi caldi e siccitosi non prolungati. L'olivo ad esempio, se fiorisce in anticipo ed è sottoposto a periodi di caldo e scarsità di pioggia anticipati, non da buoni raccolti con una produzione che in casi estremi può ridursi fino al 50-60%. Ma la stessa problematica può estendersi anche alla gran parte degli alberi da frutto.



C'è poi la questione della neve che accumulatasi sulle vette alpine e appenniniche in inverno costituirebbe una riserva idrica imprescindibile per il periodo estivo quando in mancanza di pioggia, le falde e le sorgenti continuerebbero a restituire l'acqua di scioglimento delle nevi infiltratasi nelle rocce durante la Primavera. Anche molti animali che hanno terminato in anticipo o persino rinunciato al letargo come marmotte, scoiattoli, ghiri, ricci, pipistrelli, serpenti, Lucertole e che hanno un ruolo fondamentale per l'ecosistema, potrebbero trovarsi in seri problemi.


E infine le previsioni a cura di Carlo Migliore sempre di 3BMeteo
Situazione: Mentre alle medie e alte latitudini europee continueranno a scorrere intense perturbazioni collegate all'approfondimento di un nuovo super ciclone nord atlantico, sul Mediterraneo continueranno a persistere quasi incontratati regimi anticiclonici solo a tratti disturbati da qualche locale e poco insidioso annuvolamento. Però proprio sotto i giorni di Carnevale potrebbe esserci una novità, la temporanea flessione verso sud del flusso perturbato potrebbe mettere in campo una perturbazione a carattere freddo destinata a transitare su buona parte della Penisola. I modelli matematici inquadrano questa flessione intorno ai giorni 19-20. La traiettoria del fronte dovrebbe essere NO-SE quindi con un maggiore interessamento di Triveneto, Emilia Romagna e regioni centro meridionali. L'instabilità e  le piogge, anche a carattere di temporale, sarebbero accompagnate da un netto calo delle temperature, sufficiente a riportare la neve fino a quote collinari.
Insomma, a riservare una sorpresa per quanto riguarda l’arrivo della pioggia e il conseguente calo delle temperature, potrebbero essere il Carnevale.
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