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Scritto Lunedì 17 febbraio 2020 alle 15:37

Cortenuova: il ricordo di quattro sacerdoti molto amati durante la messa in parrocchia

Una messa dal sapore speciale, quella celebrata domenica 16 febbraio nella parrocchia del SS Redentore a Cortenuova di Monticello.

Don Valentino (a destra) con la delegazione giunta da Appiano Gentile

Il prevosto don Valentino Agostoni e padre Marco Panzeri (originario di Cassago) hanno ricordato ai fedeli come il mese di febbraio sia molto importante perché proprio in queste settimane ricorrono gli anniversari di morte (e non solo) di alcuni parroci che hanno prestato servizio in frazione: don Luigi Balossi (100 anni dalla sua scomparsa), don Domenico Ferrario (20 anni dalla sua scomparsa), don Luigi Chierichetti (100 anni dal suo ingresso come parroco) e infine padre Antonio Agrati (30 anni dalla sua scomparsa).

Padre Marco Panzeri


Don Luigi Balossi è stato il primo a guidare la Parrocchia di Cortenuova. Nato nel 1878 a Cisliano, fu inviato in paese nel 1900. Si batté affinché la volontà della signora Amabile Pirovano di erigere la nuova chiesa sul terreno da lei lasciato fosse rispettata, ottenendo l'appoggio della Curia Milanese. Con il riconoscimento della parrocchia, don Luigi fu nominato prevosto il 1 luglio 1907 dall'Arcivescovo di Milano. ll 20 febbraio 2020 ricorrono i 100 anni dalla sua scomparsa. Gli furono fatti imponenti funerali il 22 febbraio, primo lunedì di quaresima. Quel poco che aveva lo lasciò alla Piccola casa del Cottolengo in cui c'era la sorella suor Giuseppina.

Don Valentino Agostoni

Padre Antonio Agrati è stato missionario Comboniano e il 9 febbraio 2020 si ricorda la sua scomparsa a 30 anni di distanza. Nato a Cortenuova nel 1906, dopo l'ordinazione sacerdotale, a 26 anni, partì per l'Africa alla volta della città di Khartoum in Sudan, dove si stavano ultimando i lavori della cattedrale e vi rimase per 15 anni ininterrotti di missione. Nel 1953 ritornò in Italia come economo a Venegono. Nel 1954 fece di nuovo ritorno in Africa nel Dar Fur. Nel 1957 trascorse 6 mesi in Inghilterra per poi tornare in Sudan fino al 1964 quando i Comboniani furono espulsi. Dopo una parentesi in Italia, nel 1975 ritornò in missione in Kenya. Nel 1987 la salute cominciò a vacillare rientrò in Italia fino al suo decesso avvenuto a Verona nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 1990.

Don Domenico Ferrario è stato invece il terzo parroco della comunità dal 1958 al 1990. Il 18 febbraio 2020 si ricordano i 20 anni dalla sua scomparsa. Nato a Zurigo nel 1914, fu ordinato sacerdote all'età di 31 anni. Il giorno successivo celebrò la sua prima Santa Messa nel suo paese, Appiano Gentile. La sua destinazione iniziale fu a Lozzo con Biegno per 12 anni dal 1946 al 1958, al confine con la Svizzera. Il 13 aprile 1958 fece il suo ingresso a Cortenuova, dopo la morte di don Luigi Chierichetti. Rimase a Cortenuova fino al 22 aprile 1990 e in 32 anni di presenza nella comunità ha amministrato ben 471 battesimi, 451 cresime, 455 prime comunioni, 248 matrimoni e 344 funerali. Ritornato nella sua Appiano Gentile, morì all'età di 86 anni.

Durante l'omelia, padre Marco Panzeri ha ricordato l'operato di questi religiosi, che hanno distribuito con generosità la grazia di Dio. "La comunità di Cortenuova si presenta come la vediamo oggi perché ha avuto determinati parroci. Quindi, l'impronta che hanno lasciato è il fatto che noi siamo qui a celebrare l'eucarestia, il senso della nostra fede. Ricordare è importante e ci aiuta a tener presente come noi siamo frutto di una storia, non veniamo dal nulla e non andiamo verso il nulla. Siamo frutto di una fede e siamo chiamati a trasmettere e testimoniare questa fede, anche per coloro che verranno dopo di noi. Oggi celebriamo vari anniversari di morte, ma celebriamo anche i 30 anni di attività di don Valentino. La nostra gratitudine al Signore si deve elevare perché nel suo amore misericordioso e premuroso ci dona questi Pastori che ci aiutano a camminare nella fede" ha detto il sacerdote.

"S.Agostino diceva: ‘Io sono cristiano con voi, ma sono sacerdote per voi', quindi il sacerdote non ha un privilegio che lo eleva sopra i comuni mortali, ma fa un servizio che gli permette di presiedere l'Eucarestia per il popolo. Il sacerdote celebra sempre per la comunità, non per se stesso. È un ministro della misericordia: utilizza la confessione per perdonare i peccati dei fedeli. Il dono del perdono è quello più grande che possiamo ricevere per la nostra vita e salvezza. Allo stesso tempo, siamo chiamati a diventare una comunità misericordiosa, consapevole delle proprie debolezze e che riesce a perdonare gli errori degli altri. I compiti essenziali di un sacerdote sono quindi questi: ministero della misericordia e ministero dell'eucarestia, chiamati a distribuire il pane della vita" ha concluso padre Panzeri.

Alla messa - molto sentita e partecipata dai fedeli della frazione - sono intervenuti il sindaco di Appiano Gentile, Giovanni Pagani, che ha accompagnato due cugini del parroco don Domenico Ferrario, morto proprio nel paese della provincia di Como. In memoria di padre Antonio Agrati c'era invece la nipote Giovanna Agrati in Pessina.
S.B.
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