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Scritto Domenica 23 febbraio 2020 alle 14:19

I negozi chiudono, i mercati sono sempre più ridotti. E ora anche i supermercati licenziano. La colpa è dei Comuni e delle associazioni

Rino Barbieri
Direttore buongiorno
avrei piacere lei pubblicasse questo mio scritto in modo che lo leggano tutti.
Mi riferisco ai comuni che, nel mio ruolo di presidente della Fiva Lecco, la federazione degli ambulanti mi contattano perché nei loro territori, soprattutto nelle frazioni i negozi chiudono.
Mi chiedono se qualche ambulante mio associato è disposto a dare un servizio ai loro cittadini. Ora mi chiedo ancora oggi i comuni concedono autorizzazioni a supermercati vedi Olginate in un chilometro due nuove aperture, la terza a breve a Calolzio prima del nuovo ponte (il tutto per portare in cassa oneri di urbanizzazione e Imu). Altri comuni danno incentivi a chi vuole aprire
nuovi negozi. Ultimamente sui giornali si legge di parecchi comuni che fanno questi annunci. Poi si chiedono perché da Vercurago a Calolzio tre chilometri di negozi chiusi.
Tra poco i chilometri diventeranno dieci. Ora però anche loro cominciano ad avere problemi. I supermercati passano di mano (vedi Auchan/Conad) dopo aver sperimentato aperture di 24 ore, festive, notturne ecc. e cominciano i licenziamenti.
I comuni sonno i primi responsabili di questa realtà ma non da meno le associazioni di categoria sempre assenti rispetto a questi problemi.
E per finire anche i mercati si svuotano. Faccio l’esempio di Lecco: mercoledì 19 febbraio 30 ambulanti in meno, sabato idem. Olginate su 42 operatori solo 18 presenti.  Negozi storici che chiudono. Perché a nessuno è mai interessata l’attività autonoma. Se non perché è fonte di tasse da incassare.
Altro esempio in questo senso: a Lecco da quando il mercato è alla “Piccola” gli ambulanti hanno versato oltre un 1.000.000 di euro. Ma nel mercato il Comune di lecco non ha investito nulla.
Rino Barbieri
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