Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 269.780.100
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Mercoledì 26 febbraio 2020 alle 13:23

Parla il padre del cassaghese positivo al Coronavirus: aveva la febbre alta ed è andato al PS. Incerta l'origine del contagio

L'ospedale Manzoni di Lecco
La febbre salita all'improvviso a 39°, poi scesa leggermente, ma mai sotto la soglia dei 38°. Nemmeno a fronte degli antipiretici presi affinchè si abbassasse. E così il 30enne residente con la famiglia a Cassago, ha deciso - dopo aver contattato il 112 come da prassi indicata in questi giorni dalle istituzioni preposte - di recarsi al pronto soccorso, allarmato dal possibile rischio di aver contratto il Coronavirus. Proprio quello che sembrerebbe essere avvenuto, perlomeno a giudicare dal responso del tampone faringeo al quale il giovane è stato sottoposto nelle scorse ore.
''Mio figlio lavora in un'azienda con sede a San Donato Milanese, ma non si è mai recato nei comuni del lodigiano, quelli della cosiddetta zona rossa'' ci ha detto il padre. ''Al momento non vi è quindi alcuna certezza rispetto all'origine del contagio. I suoi colleghi però, stanno tutti bene''.
Il ragazzo è andato al lavoro normalmente, fino al pomeriggio di venerdì. Poi la solita routine del fine settimana fatta di uscite per momenti di svago e commissioni varie. Nella giornata di domenica, all'improvviso, ha iniziato a non sentirsi bene: spossatezza, accompagnata da quella febbre alta, decisamente sospetta, che non accennava ad abbassarsi. Da lì la decisione - assunta nel pomeriggio di lunedì - di recarsi al pronto soccorso del Manzoni di Lecco dove il cassaghese è stato visitato, trattenuto e dove attualmente si trova ricoverato in condizioni di salute tutto sommato discrete. Ora dovrà attenersi alle indicazioni dei medici che valuteranno la terapia più adeguata per consentirgli di debellare definitivamente il virus.
I genitori invece, su indicazione di Ats e del sindaco di Cassago, dovranno restare in casa fino al 9 marzo per evitare altri contatti e di conseguenza il rischio di eventuali contagi, anche se allo stato attuale non manifestano alcuna sintomatologia. Un periodo nel quale saranno monitorati quotidianamente dai referenti dell'agenzia di tutela della salute per verificare che le loro condizioni di salute non mutino. ''Devo dire che sono stati tutti molto disponibili, dandoci una serie di indacazioni anche sulle procedure igieniche da seguire. Non è un momento semplice: siamo persone abituate ad essere sempre in movimento e stare in casa perchè obbligati non è bello. Ma dobbiamo ovviamente attenerci alle indicazioni che ci sono state date dalle istituzioni'' ha concluso il cassaghese.
Articoli correlati:
26.02.2020 - 30enne lecchese positivo al test del coronavirus. È in discrete condizioni
G.C.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco