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Scritto Venerdì 28 febbraio 2020 alle 12:16

Il racconto di una casatese negli USA. 'Ecco cosa si dice qui del Coronavirus in Italia'

Riceviamo e pubblichiamo l'interessante contributo di una casatese che si trova attualmente negli Stati Uniti per un'esperienza lavorativa. Di seguito il suo racconto di come viene descritta dai media locali l'Italia colpita dal Coronavirus:

Non solo pizza, pasta e Colosseo. Stavolta l'Italia si trova sotto i riflettori del mondo anche, purtroppo, per la situazione Coronavirus.
Mentre negli Stati Uniti la situazione sembra essere tranquilla "There is currently no reported community spread of #COVID19 in the US", come riporta su Twitter il CDC, i media a stelle strisce e tutti i cittadini seguono con interesse quanto accade nel Bel Paese. 
"Are you from Italy, right? How is Coronavirus going? Is your family safe? I've read some bad news..".

Dalle parole del numero uno della Protezione Civile Borrelli, ai continui aggiornamenti sui numeri del contagio e delle zone colpite, le principali testate giornalistiche raccontano in presa diretta del fatto che "Italy currently experiencing the largest outbreak in Europe", come riporta la CNN, uno dei principali mezzi di informazione statunitense.
Interesse anche per la dichiarazione del Primo Ministro Giuseppe Conte che, secondo le parole della CNN, ha ammesso un "not entirely proper" management of a hospital in northern Italy contributed to the spread of the virus in the country".
E dopo la descrizione delle varie misure adottate dal governo per contenere la diffusione del virus, la domanda che si fanno le testate statunitensi è una, in particolare.
"So is it still safe for travelers to visit Italy?"

Nell'immaginario collettivo americano, o almeno di coloro con cui ho avuto occasione di parlare in questi mesi di permanenza oltreoceano, l'Italia resta una meta turistica ambitissima. Le città più conosciute e gettonate? Milano, "the fashion city!", ma anche "beautiful" Amalfi, Roma, Verona "Romeo and Juliet's city!", e restano famosissimi il nostro soccer e il Carnevale di Venezia e le specialità culinarie ("Is it true that you guys eat pasta and pizza everyday?"). Una conoscenza del Bel Paese che sembra quasi strana, considerato che mi trovo in uno Stato, il Texas, che da solo ha più della metà degli abitanti e una superficie più che doppia rispetto a quella tricolore.
Ma, come riporta la CNN, "these recent developments have left those preparing to visit the country with many questions". E se, da un lato, si fa riferimento alle parole di Borrelli "Borrelli said it remains safe to travel to Italy, because the outbreak remains in a contained area and has not spread outside of it", dall'altro si citano anche tutte le misure di precauzione presi dal Governo Italiano: l'isolamento di alcuni comuni, per il quale "100,000 people are facing travel and other restrictions la cancellazione di eventi pubblici, la chiusura di edifici pubblici e i trasporti limitati in queste zone, come annunciato dal ministro Speranza, mentre resta ancora difficile identificare il paziente zero.
"While areas outside of the "hotpots," such as Florence and Milan, are deemed safe to visit, at least two of the Veneto region's 38 cases occurred in the popular tourist destination of Venice", con Sospensione del carnevale di Venezia, e serie A, musei e cinema chiusi.

E cosa dicono le autorità?
"The US State Department has urged its citizens to "follow Italian health official guidance and avoid government-designated affected areas." Any travelers who are currently in these particular areas of Lombardy and Veneto are urged to follow the instructions of local authorities" But while governments are "monitoring" the situation, travelers have not been advised against travel to Italy.
A ciò si aggiungono le raccomandazioni del CDC, "The US Centers for Disease Control and Prevention'' (CDC). Sul sito del CDC, l'Italia è indicata "at CDC's Alert Level 2" "Sustained Community Transmission-Special Precautions for High-Risk Travelers. L'indicazione ai viaggiatori è quella di evitare il contatto con le persone malate e di lavarsi spesso le mani, mentre per i più anziani o coloro che presentano una condizione medica cronica si consiglia di rimandare i viaggi non essenziali.
Insomma, una situazione che non appare rassicurante per chi ha passaporto e carta d'imbarco pronti.
Una casatese in trasferta negli USA
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