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Scritto Giovedì 12 marzo 2020 alle 18:24

Coronavirus: il nibionnese Luca coinvolto nella donazione di mascherine da 'Xiaomi'

Un atto simbolico ma allo stesso tempo concreto quello offerto dalla società di telefonia cinese Xiaomi, che ha deciso di aiutare il contenimento della diffusione del Coronavirus in Italia attraverso la donazione di decine di migliaia di mascherine di tipo FFP3, sigla che sta a indicare la più elevata classe protettiva. L'Headquarter della società ha infatti consegnato in questi giorni i dispositivi al Dipartimento della Protezione Civile, che ha gestito in prima linea la distribuzione delle stesse in coordinamento con le autorità locali delle aree maggiormente interessate, nonché agli istituti sanitari che ne avessero necessità.

Luca Frigerio

Coinvolto in prima persona in quest'operazione importante per il nostro Paese in questo momento è il venticinquenne Luca Frigerio, originario di Nibionno e che all'inizio dell'anno scorso ha iniziato anche ad occuparsi dell'iniziative marketing mi.com lanciata da Xiaomi Italia e pochi mesi dopo anche delle partnership a livello marketing per il mercato italiano.
"Oltre a questa prima donazione, come Xiaomi Italia, stiamo vagliando anche altre possibilità di aiuto per supportare le istituzioni a far fronte a questa emergenza. La repentina crescita che abbiamo riscontrato sul territorio Italiano è strettamente legata ai nostri utenti, ai nostri Mi Fans. Con questo gesto non vogliamo solo donare per dimostrare il nostro sostegno ai nostri utenti, ma dimostrare in modo tangibile quanto ci sentiamo parte integrante di questo Paese. Citando le parole del filoso Seneca "Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino". Ed è proprio questo senso di appartenenza, unito alla profonda solidarietà, che ci impone nei confronti di tutti i cittadini un elevato senso di responsabilità come azienda globale".

Abbiamo colto l'occasione per farci raccontare anche l'atmosfera che si respira in Cina, visto il recente miglioramento della situazione nelle regioni più colpite dal virus, e Luca ci ha confermato che le misure varate dal governo si sono dimostrate altamente efficaci. Grazie alla politica di contenimento subito istituite dal governo di Pechino stanno infatti riuscendo a contenere l'epidemia e nella giornata di ieri, in tutta la Cina, si sono verificati appena 24 nuovi casi. "La situazione non è ancora tornata alla normalità ma di una cosa sono sicuro, che stanno facendo il possibile per ristabilire la normalità".
Luca ha studiato Informatica e Telecomunicazioni presso l'istituto Greppi di Monticello Brianza e dopo il diploma ha deciso di iscriversi al Politecnico di Milano, seguendo il corso di ingegneria gestionale. Finita la triennale ha proseguito, sempre nel medesimo ateneo, con la specializzazione in Business digitale e innovazione del mercato e durante il 4° anno di studi è stato accettato per un programma di doppia laurea in Cina a Pechino, alla Tsinghua University (清华大学) dove si è specializzato in ingegneria industriale con focus sulla "Gestione della produzione a livello globale". Nel 2018 ha poi deciso di intraprendere un'esperienza lavorativa in Xiaomi nella sede globale di Pechino dove è stato assunto con il titolo di Community Manager e dove inizialmente si è occupato della community messicana e poi verso inizio Aprile di quella Italiana. Il piano di aiuto dell'azienda arriva in un momento in cui gli ospedali sono ormai saturi, infermieri e medici stanchi fisicamente e psicologicamente della situazione e anche le protezioni come mascherine e gel disinfettanti scarseggiano in commercio o raggiungono costi elevati.

Un aiuto prezioso quindi, che la società cinese si augura possa anche far ritrovare l'ottimismo agli italiani e alle loro famiglie costrette in casa in queste settimane. "Sicuramente questo è solo un primo step nella "lotta" contro il coronavirus. Un primo passo compiuto in questa direzione, con la speranza che tante altre aziende possano tendere una mano e offrire il proprio contributo, non solo all'Italia, ma a tutti quei paesi in cui il virus si sta rapidamente diffondendo" ha concluso Luca.
Martina Besana
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