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Scritto Venerdì 13 marzo 2020 alle 16:00

COVID-19 può far “CAMBIARE USI con responsabilità” agli ITALIANI!

L’Italia pare attratta in processi di sfascio e CAOS che si susseguono da più anni e oggi si sono accentuati dal manifestarsi del virus COVID-19.
In questo momento anche uscire a piedi dalla propria abitazione è fonte di “valutazioni giuridiche” ossia “dubbi” e/o “discrezionalità”!
Si è osservato in questi giorni come la presenza e le diverse prese di posizione di Stato, Regioni, Provincie, Comuni, ASL, Protezione Civile, ospedali, politici vari, aree territoriali definite in colori vari secondo di indici apparentemente “personalizzati”, abbiano causato forti confusioni a cui il privato cittadino non ha certo ricevuto benefici visto solite “trasgressioni” nelle realtà esistenti causate e motivate anche dalle varie e diverse prese di posizione.
Merita in questo quadro negativo solo un cenno di lode e onore all’Associazione Alpini per quanto fatto volontariamente nella zona di Vicenza colpita dal COVID-19.
Adesso più di ogni altra preoccupazione caotica si manifesterà in modo molto pesante il “PROBLEMA ECONOMICO DEL PUBBLICO” che comunque già da oltre un decennio condiziona il vivere quotidiano in modo molto pericoloso.
Fino ad ora tale problema era risolto posticipando la realizzazione di opere pubbliche oppure posticipando i pagamenti dei servizi erogati.
Con il manifestarsi della crisi economica del 2007 tale strategia è stata portata avanti solo per inerzia dalla politica pur mostrando sempre maggiori difficoltà.
Le corrette attenzioni mancate alla citata crisi economica del 2007, alla successiva crisi finanziaria del 2011, alla modifica costituzionale in materia di bilancio del 2012 stanno trascinando le casse dello Stato italiano in una condizione di preoccupante latenza monetaria che potrebbe avere come seguito scontri sociali e compressione eccessive di servizi primari quali ad esempio la sanità e la sicurezza.
Conseguenza di tali scelte è ora anche l’impreparazione ad affrontare con opportune scelte il prossimo futuro.
Come ogni cittadino ritengo avere il dovere morale e propositivo di ricercare modi e metodi per fare fronte al processo che la realtà ci fa apparire negativa ricorrendo ad antidoti DISPOSTI DALLA LEGGE.
Lo scrivente individua con fiducia come antidoti due Enti e le loro competenze affidate dalla Costituzione:
• la Corte dei Conti e
• la Corte Costituzionale.
CARTA COSTITUZIONALE - ART. 100, Comma 2.
“La Corte dei Conti esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo, e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato. Partecipa, nei casi e nelle forme stabiliti dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria”.

CARTA COSTITUZIONALE - ART. 134, commi 1, 2.
“La Corte Costituzionale giudica:
sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni”.
Alla luce di quanto previsto nella Costituzione dal vigente ART. 81, Commi 1, 2, 3.
“Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.
Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.
Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte”.
mi permetterò presentare personali proposte per affrontare in questo momento la grave situazione che potrebbe, a mio parere, addirittura mettere in dubbio la continuità dell’Italia Repubblicana come struttura pubblica NON organizzata in modo consono alle aspettative della collettività e necessità.
Personalmente ritengo che per la sopravvivenza della Nostra Patria, trasformata dalla globalizzazione in un modello simile ad una mera “Associazione NON PROFIT” è necessario prevedere il reale PAREGGIO DI BILANCIO (Principio previsto da legge economiche) assicurando oneri ed entrate per fronteggiare spese NON di immediata copertura mediante l’uso di accantonamenti anticipati e/o nuove e future entrate certe tenendo conto (anche con successive correzioni) dei reali cicli economici.
Per quanto sopra esposto io mi auguro che la Corte Costituzionale renda incostituzionale almeno tre delle leggi finanziarie annuali approvate dal 2014 a oggi (un ciclo economico non può essere “sempre sfavorevole” a norma del Comma 1, art. 81 cost.) nella sola parte riferita all’importo del DEFICIT delle entrate rispetto alle uscite imponendo come rimedio quello di “riportare a nuovo” le stesse entità economiche affinché nella legge che oggi (marzo 2020) la politica si appresta ad approvare “al verificarsi di eventi eccezionali” (Art. 81, comma 2 COST.) quale è il contagio da virus COVID-19 siano previsti nuovi importi di spesa il cui recupero deve essere certo in anni futuri (Art. 81, comma 3 COST.).
Nulla deve essere tolto alla LIBERTA’ PERSONALE e in primis alla POLITICA a cui spetteranno sempre, nel pieno valore delle proprie attività legate solo ai vincoli di bilancio, le scelte per la società.
Sarà infatti sempre la politica, “CAMBIANDO USI E COSTUMI CON RESPONSABILITA ai vincoli di bilancio” tanto per fare esempi elementari a scegliere:
se mantenere migliaia di cariche pubbliche retribuite oppure se aumentare il numero dei medici di ospedali;
se garantire l’esistenza di 22.000 enti pubblici oppure se provvedere alla loro quasi completa trasformazione in Enti di diritto privato;
se tassare lo stipendio dei lavoratori oppure i consumi degli stessi;
ecc., ecc.
Agostino De Zulian - Studente universitario Facoltà di economia Università Insubria
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