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Scritto Sabato 14 marzo 2020 alle 08:51

Coronavirus: lettera-appello di Avis Costa per continuare a donare il sangue salva vita

Lucia Mevio di Avis Costa Masnaga
L'emergenza Coronavirus c'è e sta minando l'efficiente sistema sanitario lombardo. Anche il sangue serve, a maggior ragione ora che siamo di fronte a un'emergenza come quella da Coronavirus. Lo ricorda, con una lettera appello, Lucia Mevio, la presidente di Avis Costa Masnaga, che invita i soci a recarsi in ospedale per la regolare donazione di sangue, "un irrinunciabile servizio salva vita". Donazione che risulta ancora più importante in questo momento in cui, accanto all'ordinaria necessità di sangue e plasma, si affianca la battaglia contro il Covid-19.
"Certo ci si sente confusi e impauriti, le perplessità e gli interrogativi sono del tutto comprensibili. Ma se i donatori si allontanano, si somma emergenza a emergenza: la più che legittima attenzione al caso coronavirus non può far dimenticare le migliaia di persone che ogni giorno hanno bisogno di trasfusioni di sangue: pazienti oncologici, trapiantati, pazienti chirurgici, mamme al momento del parto" ha scritto la presidente di Avis. "Sono convinta che la razionalità e l'umanità che è in ogni persona riuscirà a prevalere: gli avisini sono speciali sempre e ovunque, e anche in questo momento a dir poco complicato sapranno trovare dentro di sé un'inesauribile risorsa di umanità e disponibilità".
Un simile appello era stato diffuso negli scorsi giorni anche dai colleghi delle Avis di Lecco e Oggiono. Insomma la necessità di sangue non cessa mai e ai donatori viene chiesto di fare del loro meglio per fare in modo che questa emergenza possa essere superata anche grazie al loro contributo. E se nuovi volontari, in questo momento, bussano alla porta delle associazioni di donatori di sangue, non possono essere che benvenuti.

Di seguito la lettera integrale scritta dalla presidente Lucia Mevio:

Cari Avisini,

sapete bene che Avis Costa Masnaga ha sempre cercato di promuovere il dono del sangue e del vostro tempo da dedicare alla comunità, ai malati, al prossimo. Nel momento di forte incertezza che stiamo tutti vivendo, questi doni sono più che mai importanti: le donazioni di sangue non si interrompono, sono un irrinunciabile servizio salvavita.

Sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà che gli ospedali stanno affrontando per combattere un nemico nuovo e sconosciuto, così come è evidente lo straordinario impegno dei sanitari che lavorano nei reparti più coinvolti dall’emergenza.

Certo ci si sente confusi e impauriti, le perplessità e gli interrogativi sono del tutto comprensibili. Ma se i donatori si allontanano, si somma emergenza a emergenza: la più che legittima attenzione al caso coronavirus non può far dimenticare le migliaia di persone che ogni giorno hanno bisogno di trasfusioni di sangue: pazienti oncologici, trapiantati, pazienti chirurgici, mamme al momento del parto…

Sono convinta che la razionalità e l’umanità che è in ogni persona riuscirà a prevalere: gli avisini sono speciali sempre e ovunque, e anche in questo momento a dir poco complicato sapranno trovare dentro di sé un’inesauribile risorsa di umanità e disponibilità.

Me lo confermano le mail di questi giorni, quelle di persone che devono a malincuore rinunciare a donare per motivi più che validi e quelle, ancora più numerose, di persone che scrivono “se c’è bisogno, io ci sono”. A questo si aggiunge poi, come una piccola luce in questo momento buio, i messaggi di chi si avvicina a noi per la prima volta e chiede di diventare donatore, spinto dall’ondata di solidarietà che noi italiani siamo capaci di dimostrare proprio nei frangenti peggiori.
Il nostro presidente Regionale Oscar Bianchi si è espresso così:
I donatori devono comportarsi come sempre, seguendo il fondamentale criterio dell’autosospensione in caso di sintomi da raffreddamento e febbre o altri sintomi simili. Si dona il sangue solo quando si è in buona salute, quindi è opportuno avere la sensibilità di comunicare alla struttura trasfusionale se tali sintomi sono comparsi nei 15 giorni dopo la donazione. A tutti i donatori raccomando di informare il servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con l’infezione da coronavirus o in caso di diagnosi, nei 14 giorni successivi a una donazione. Vige il principio di massima precauzione, ma è importante ribadire che il nostro sistema trasfusionale è sicuro e di qualità.

Seguite le informazioni corrette e aggiornate su donazione e coronavirus diffuse dalle pagine ufficiali di AVIS Nazionale, AVIS Regionale, sulla pagina Facebook di AVIS Costa Masnaga. E se avete altri dubbi, come sempre siamo disponibili a rispondere (costamasnaga.comunale@avis.it). I nostri volontari sono attivi più che mai!

Continuate a donare con generosità, come avete sempre fatto: sono certa che anche stavolta sarete straordinari.
Per tutti: #IONONESCO.
Per gli avisini: #ESCOSOLOPERDONARE.

Lucia Mevio
Presidente di Avis Costa Masnaga

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