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Scritto Sabato 14 marzo 2020 alle 18:42

In questa fase angosciosa ognuno di noi si volta indietro a meditare sui fotogrammi di una vita passata

In quest'Italia "seduta e abbandonata", biologicamente vilipesa, con l'incertezza a farci da rotta e l'abbraccio costante dell'angoscia, mai come prima ognuno di noi si volta indietro a meditare sui fotogrammi di vita passata, rimpiangendone il vivace cromatismo e la sua banale normalità, sperando di pigiare prima o poi un magico pulsante per far passare in un baleno la spazio di 3 o 4 mesi ed essere catapultato oltre la metaforica barricata ove, senza dolore, potrà accarezzare tutti i suoi cari indenni ed immaginarsi ancora un mondo quo ante, sia pure lacunoso ed imperfetto nelle sue molteplici sfaccettature, ma che ci ha accompagnato nei migliori nostri anni.
Così, attoniti e straniti, trasciniamo sbigottiti queste giornate fuori dal tempo, nemmeno rotte dai rumori di strada o del cielo, costretti al doveroso silenzio, confusi dai bollettini mediatici con messaggi evolutivamente ingravescenti ed occupati improvvisamente a far del bricolage o a leggere finalmente un libro seguendone distrattamente trama e significato, con il pensiero che quotidianamente corre anche, assolutamente subalterno alle problematiche di salute, ai beni materiali, risparmi di una vita, tosto sgretolantisi sotto i colpi letali di un accadimento microscopico ab origine ma macroscopico nella sua nefasta evoluzione.
dr. Ezio Sacchi
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