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Scritto Lunedì 16 marzo 2020 alle 19:28

16 marzo 1978 - 16 marzo 2020

La situazione contingente è talmente seria che ci stavamo quasi dimenticando che 42 anni fa, iniziava il calvario di Aldo Moro con il suo rapimento e l'uccisione della sua scorta.
Sembrano passati secoli da quel 16 marzo e non solo quattro decenni; gran parte della popolazione italiana attiva oggi, conosce solo vagamente - quando non ignora del tutto - la drammaticità di quei mesi.
Chi scrive era allora  studente universitario ventenne, e ricorda molto bene il clima di coprifuoco e di restrizione delle libertà personali che in pochi giorni si sviluppò sopratutto nei grandi centri urbani. I media televisivi,  allora limitati ai canali RAI, si lanciavano in estenuanti dirette non stop, anticipando il ruolo degli attuali network votati alla informazione h 24, talvolta con l'effetto, come adesso, di stordire e di fornire informazioni contraddittorie e fuorvianti.


Ricordo ancor più vivamente il clima di terrore e di sgomento che si sviluppò, 55 giorni dopo, al ritrovamento del cadavere del leader democristiano: le mamme andarono a ritirare i bambini nelle scuole, molti negozi chiusero, si svuotarono università, luoghi di cultura ed uffici pubblici, chiusero molte attività produttive. L'atmosfera di sospensione era molto simile a quella che stiamo vivendo in queste ore,  anche se originata da tutt'altro problema. Quello che non cambia mai , in situazioni come queste, è il meccanismo psicologico  e perverso della paura diffusa ai più larghi strati della popolazione. E come si sa, la paura genera mostri. Ora come allora, nelle maglie del sistema - in queste situazioni di emergenza nazionale - si infiltrano, a qualsiasi livello, interessi personali e di parte che con sguardo lungimirante e cinicamente rapace già fiutano l'aria in cerca di facili e giustificati vantaggi economici e carrieristici, dietro il comodo scudo dello stato di necessità.
Oggi come allora, credo purtroppo che la scintilla scatenante questi tragici eventi sia da ricercare fuori dal nostro contesto nazionale. Non bisogna mai dimenticare il "cui prodest?"


La notizia da fonti del governo tedesco, che gruppi finanziari  statunitensi hanno tentato di acquisire in queste ore  il controllo di aziende che stanno lavorando al vaccino in Europa, la dice lunga su tutto questo. Il comportamento disinvolto, sia all'interno del nostro paese nei primi giorni  del contagio, che ora in tutta Europa, è gravemente colpevole quando addirittura non proditorio.
Sono senza commenti le tergiversazioni a cui si è assistito nel mondo del cosiddetto  "sport" (leggi interessi economici miliardari di pochi).
Purtroppo, da professionista della Sanità, anche se non esperto di Epidemiologia o Statistica Medica, è facile ipotizzare che i numeri che ci investiranno sono di proporzioni ancora non immaginabili.
Le iniziative volte a coinvolgere nuove generazioni di professionisti ancora in formazione (Ars longa, Vita brevis!) potrebbero  divenire un problema nel problema, come i ventenni coscritti di forza negli anni bui dell'Italia e costretti ad indossare divisa, moschetto e lanciati nella mischia senza alcuna possibilità di essere efficaci.


Concludendo, la maggiore preoccupazione, a mio parere, resta la tenuta sociale. Penso ai milioni di individui abituati a condurre una vita in cui non esistevano letture di libri o giornali, non esistevano teatri, spettacoli, conferenze, mostre e musei. A questa parte della popolazione è fortemente negata, per mancanza di strumenti culturali, la capacità di elaborare la difficile contingenza. Non è mai troppo tardi per iniziare a leggere qualcosa che non siano i social demenziali, a studiare la nostra storia, a guardare qualche buon documentario o film d'autore in cui possono essere trovate tante risposte e prendere  forma tante domande sul nostro futuro e sui modelli che vorremo darci.
Tornando con la memoria alle origini della  Civiltà Occidentale, fatte salve le divinità ancestrali legate alla natura, due furono le figure che rappresentarono la maturazione sociale degli antichi: Apollo con suo figlio Asklepion per la Medicina e Pallade Atena, non partorita da donna, ma letteralmente fuoriuscita dalla testa di Zeus signore dell'Olimpo,  a rappresentare la sapienza e la cultura come valori universali e trasversali che sono alla base del vivere civile sopratutto nelle circostanze difficili.


Sanità e Scuola devono essere le categorie fondanti il nostro futuro, chi preferisce altri pseudo-modelli si accomodi pure nel mondo della barbarie, è in ottima compagnia.
Aldo Moro e la sua scorta come i colleghi medici ed infermieri vittime del Covid 19.
Non dimentichiamoci di loro quando ripartirà il circo degli stadi, della movide, delle ipnotizzanti Pay TV, dei voli low cost per imbrobabili esotici paradisi. Cerchiamo di riempire la nostra vita anche con altro.

"Occasio aegre offertur, facile amittitur" (trad. " L'occasione ti si offre difficilmente, è molto facile perderla")
Publilio Siro - I sec A.C.
P.C.
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