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Scritto Martedì 17 marzo 2020 alle 09:03

Barzanò: le maestre dell'asilo colmano la distanza dai piccoli alunni utilizzando Skype

In questi giorni, attraverso video via Skype, pubblicati poi sulle pagine del più noto dei social network, le insegnanti della scuola materna Primavera di Barzanò hanno deciso di far compagnia alle famiglie per poter essere di supporto e vicinanza in questo momento così difficile. Ogni genitore infatti, secondo le maestre, può così sentirsi aiutato a vivere questo periodo interagendo con i propri figli usando tutti i pezzi e tutti gli spunti che sono offerti ogni giorno dalla realtà. Una realtà che quindi non va nascosta anche nei suoi lati più difficili, perché come si insegna all'asilo, si diventa grandi e più consapevoli proprio nella verità, per questo oggi più che mai occorre mantenere la comunicazione con i più piccoli con ciò con cui conviviamo ormai da settimane, il Covid-19.


Come ha spiegato la coordinatrice Patrizia Colombo "questo virus così dirompente ci costringe alla verità di noi stessi, è il tempo della verità dell'io in rapporto a chi abbiamo più prossimi, è il tempo in cui poter fare un bilancio delle relazioni, della cura dei rapporti, è il tempo in cui ogni adulto diventa testimone della certezza che lo costituisce. I nostri bambini hanno un radar emotivo che funziona molto bene e che gli permette di capire la paura, la tensione, la gioia o la fatica e non smettono mai di guardarci; come diciamo sempre a scuola, loro imparano non dalla mamma o dalla maestra, ma sia dalla mamma che dalla maestra".

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Proprio condividendo questi passi insieme, le insegnanti si sono chieste: "Come poter stare con loro da lontano?" e la risposta non si è fatta attendere. Con i video che hanno pubblicato sulla pagina Facebook della scuola materna, inviandoli poi direttamente alle famiglie, le insegnanti vogliano far sì che questo clima possa essere un tempo educativo dentro la memoria del vissuto quotidiano. Il progetto educativo che quest'anno hanno portato avanti in classe con il titolo "A scuola come a casa" mai come in questo momento è diventato quindi così reale e pertinente. Attraverso i video le maestre provano ad entrare nella casa delle famiglie portando la routine del mattino, proprio come se si fosse a scuola, così che ciascun bambino possa sentirsi abbracciato nella proposta quotidiana.

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Con questa proposta il desiderio è poi quello di immedesimarsi nell'esperienza di tutti i giorni dei bambini per provare ad accompagnarli in questo insolito percorso, come testimonia il messaggio finale che compare al termine di ciascun video: vi vogliamo bene, vi abbracciamo, a presto! Un altro gesto che le insegnanti inseriscono nei propri video è poi quello della preghiera con l'Angelus di ogni giorno, che i bambini recitano a scuola, e chePatrizia ancora una volta ha voluto spiegarci meglio: "In qualità di scuola Cattolica abbiamo a cuore trasmettere che l'educatore Cristiano non si limiti ad aggiungere semplicemente la preghiera nel momento del bisogno, ma vive ogni circostanza lieta o triste con la certezza e la fede".

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Ogni giorno poi, le insegnanti ricevono video dai bambini che provano a mettere in atto le loro proposte. "Per noi è davvero bello vedere i loro volti e i loro sorrisi, che ci mancano davvero tanto. È certo che dobbiamo ringraziare tutte le nostre mamme che attente creano una bellissima rete cooperativa con noi. Ci sentiamo volute bene. Questa mattina ad esempio, un messaggio di una di loro ha contenuto la scritta: E' grande la stima e l'affetto per il bene che ci donate. Noi possiamo solo dire grazie e rinnovare il nostro esserci, nella presenza semplice di un rapporto vero e bello, che porta dentro il desiderio di un bene certo, vissuto nel qui ed ora, nei rapporti costruiti quotidianamente" hanno affermato le maestre unite nello stesso pensiero. In particolare, il collegio docenti ha deciso di essere vicino ai bambini e alle famiglie con la narrazione di racconti o storie, con la costruzione di tracce audio contenenti il racconto di alcune esperienze di scuola dei mesi precedenti per tenere desta l'appartenenza e la memoria, con il canto, con il dialogo e infine - ovviamente - con la preghiera.
M.B.
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