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Scritto Giovedì 19 marzo 2020 alle 16:44

Coronavirus: il Comune di Costa Masnaga offre una 'casa' per gli infermieri dell'ASST

Il logo dell'OPI
Dalla casa vacanze all’appartamento sfitto, dalla camera nel B&B alla stanza in albergo. A soli due giorni dal primo “appello”, sono già tantissime le offerte pervenute all’OPI-Ordine delle Professioni Infermieristiche di Lecco da parte di semplici cittadini e realtà del territorio intenzionati a mettere a disposizione – in molti casi a titolo completamente gratuito – un alloggio al personale sanitario (e in particolare ai professionisti provenienti da fuori provincia) che a breve prenderà servizio nei presidi ospedalieri di Lecco e Merate per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
Il lungo elenco, in costante aggiornamento, riporta annunci da pressoché tutti i rioni del capoluogo (Germanedo, a due passi dal nosocomio, Rancio inferiore, Pescarenico e persino la centralissima via Roma), ma anche dai paesi limitrofi, dal Lago e dal meratese, fin su in Valsassina tra Ballabio, Pasturo, Moggio, Cremeno e Introbio.
E, come anticipato, le possibilità di scelta non mancano, con molti proprietari disposti anche ad offrire – oltre al locale vero e proprio con tutto il necessario – ulteriori servizi tra cui un ferro da stiro, un ampio salone per eventuali riunioni e… due macchine. È, quest’ultimo, il caso del Comune di Costa Masnaga, che ha deciso di aprire le porte di una piccola struttura di sua proprietà utilizzata solitamente per l’accoglienza di ragazzi disabili, chiusa a seguito delle prime disposizioni di legge adottate per far fronte all’emergenza sanitaria.
“In totale possiamo offrire cinque camere per uso singolo, con una cucina in comune” spiega il sindaco Sabina Panzeri. “Sappiamo che l’ospedale di Lecco non è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici da Costa Masnaga, pertanto siamo pronti a mettere a disposizione del personale sanitario – qualora ce ne fosse la necessità – anche due automobili comunali, per agevolare al massimo gli spostamenti”.

Il sindaco masnaghese Sabina Panzeri

Molto generosa anche l’offerta dell’associazione Oasi David della Parrocchia di Civate, che non ha esitato a contattare l’OPI per ospitare eventuali medici e infermieri in cerca di un alloggio presso la propria struttura a pochi passi dalla chiesa, che solitamente accoglie religiosi e laici per ritiri spirituali e pellegrinaggi. “Vista l’attuale situazione al momento è libera” spiega don Gianni De Micheli. “Si tratta di una casa con sette stanze per un totale di 25 posti letto, con tre bagni e docce, una cucina, una sala da pranzo e un ampio salone per riunioni. Potremmo garantire il pernottamento e, grazie alla disponibilità di alcuni volontari, preparare anche l’occorrente per la prima colazione, che eventualmente sarebbe predisposto in assenza degli ospiti, per evitare contatti tra più persone”.


Il Monastero di Santa Maria del Lavello a Calolzio e, sotto, uno degli spazi di CasAmica Lecco



Ancora, sono sette anche le camere – dotate di tutti i servizi – offerte dalla Fondazione di Santa Maria del Lavello di Calolzio nella struttura alberghiera all’interno della splendida cornice del monastero, direttamente affacciata sull’Adda.
“Quando il consigliere comunale Daniele Butti mi ha segnalato la richiesta dell’OPI ho risposto volentieri all’appello” commenta il presidente Daniele Maggi. “D’altra parte la struttura ricettiva è chiusa dal 1° gennaio scorso, in attesa di poter completare le procedure per il nuovo affidamento in gestione: prima di sospenderle per l’emergenza sanitaria avevamo ricevuto una ventina di manifestazioni d’interesse, ma al momento è impossibile proseguire con i lavori, pertanto come Fondazione saremmo ben felici di mettere a disposizione le stanze di chi sta lottando in prima linea contro il Coronavirus”.
Tra quelli di monolocali, camere singole e interi appartamenti, spiccano infine altri due annunci “particolari”: quello dell’ostello del Parco Monte Barro – che affitta i suoi spazi per un totale di 50 posti distribuiti in due settori distinti, con il valore aggiunto di uno straordinario contesto naturale nei dintorni – e quello di CasAmica Lecco, che già dal 2016 ospita i malati e i loro famigliari in collaborazione con il vicino ospedale. “Abbiamo ancora camere libere” assicurano dalla struttura, pronta, ancora una volta, a rinnovare la propria mission di solidarietà per offrire accoglienza ai veri “eroi” di questi giorni.

Per l'elenco completo degli annunci CLICCA QUI.
B.P.
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