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Scritto Domenica 22 marzo 2020 alle 13:28

Sirone: laurea in giurisprudenza a distanza per Angelica, che riceve la dignità di stampa

Angelica Gerosa
Laurea ai tempi del Coronavirus. Insieme all’adrenalina che senti nel tuo corpo quando ti trovi seduta di fronte a una commissione esaminatrice a cui devi raccontare il tuo lavoro di approfondimento, c’è l’emozione, quella di uno dei giorni che resteranno per sempre impressi nella tua vita. Tutto questo turbinio di sentimenti c’è anche a distanza. Non c’è schermo che tenga, superfluo dirlo.

Come tantissimi altri giovani che si sono trovati alle prese con una seduta di laurea insolita, anche Angelica Gerosa, brillante studentessa di Sirone, ha testimoniato la commozione che quel momento è in grado di regalarti, nonostante ci sia un computer che segna la distanza.
Dopo il diploma al liceo classico a Villa Greppi, la sironese ha scelto di intraprendere gli studi alla facoltà di giurisprudenza dell’università dell’Insubria di Como, dove ha terminato il percorso un anno prima rispetto ai coetanei. “Ho anticipato degli esami e il consiglio di dipartimento mi ha autorizzata a laurearmi” ha spiegato. “La data del 18 marzo mi era stata già assegnata da un mese, ma la scorsa settimana mi è arrivato l’avviso che la discussione si sarebbe tenuta in via telematica. Quando me l’hanno comunicato è stata una batosta perché pensavo fosse una formalità e che si perdesse la bellezza del momento. Ho vissuto male queste settimane, ero un pò demoralizzata. Mi sono dovuta ricredere dato che è stato bellissimo. La discussione si è svolta come si sarebbe tenuta dal vivo: è stato emozionante ed è stata una bella festa”.
Mercoledì 18 marzo ha indossato il completo d’occasione: maglietta floreale con sfondo nero abbinata a una giacchetta rosa arricchita da balze e a uno smalto fucsia. Ha stretto tra le mani il suo lavoro con la copertina viola e si è accomodata sulla sedia, quella del soggiorno di casa da dove ha preso parte alla cerimonia a distanza, tramite il computer. Dall’altra parte del video era riunita la commissione di laurea e ciascun ragazzo convocato per quel giorno ha preso parte alla discussione del compagno di studi. “Tutti gli studenti sono rimasti collegati durante la discussione degli altri compagni, naturalmente senza intervenire e in qualità di testimoni della seduti. Il mio turno è stato verso le 10 e la discussione è durata all’incirca mezz’ora. Alla fine, la commissione si è riunita per discutere i voti e ciascuno ha ricevuto la proclamazione singolarmente”.

La tesi di laurea era relativa alla motivazione della sentenza penale e dell’ordinanza cautelare. “L’idea mi è venuta dal tirocinio che ho svolto al Tribunale di Lecco con il dottor Enrico Manzi (presidente della sezione penale, ndr). Ho portato io l’argomento alla relatrice perché volevo approfondire il modo in cui vengono scritte le sentenze del tribunale”. La stesura della tesi ha impegnato Angelica per un anno e mezzo, ma il lungo lavoro è stato ripagato da una sorpresa, assolutamente inaspettata. “Quando mi stavano proclamando, la relatrice ha comunicato che mi avevano assegnato la dignità di stampa” ha proseguito. Emozione nell’emozione, dunque, che va oltre all’encomio della lode. È un riconoscimento assegnato al suo lavoro, che non è subito pubblicabile: dovrà ancora lavorarci e proseguire con l’approfondimento, ma per una studentessa è una soddisfazione senza eguali. “Quando me lo hanno comunicato, è stato fortissimo. Loro non mi vedevano sullo schermo, ma dal vivo mi sarei sicuramente commossa” ha candidamente ammesso Angelica.

Nei mesi estivi, l’università promuoverà un graduation day per tutti i ragazzi che si sono laureati in questa sessione particolare, ma Angelica ha già festeggiato tra le mura di casa, circondata dall’affetto dei familiari, con una torta e la tradizionale corona di alloro con nastro viola - coordinato al suo volumetto - regalata dalle sorelle.
Sul futuro, la giovane dottoressa ha le idee molto chiare. “Continuerò il tirocinio in tribunale e proverò a proseguire la ricerca con un dottorato. Il mio sogno resta però la magistratura”.
M.Mau.
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