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Scritto Lunedì 23 marzo 2020 alle 18:47

Coronavirus, parla il comandante di Croce Bianca. ''Ogni uscita ci mette alla prova, ma siamo orgogliosi di affrontare questa emergenza''

Un'emergenza nuova, non semplice da affrontare, nemmeno per chi da anni è abituato a porsi quotidianamente al servizio del territorio, rappresentando ormai un consolidato punto di riferimento per l'assistenza sanitaria nel meratese e casatese.
Anche la Croce Bianca di Merate (con sede distaccata a Missaglia) in queste settimane segnate dalla diffusione a macchia di leopardo del Coronavirus, ha dovuto inevitabilmente apportare dei mutamenti alla propria attività, cercando di adattarsi giorno dopo giorno alle esigenze sanitarie del territorio di riferimento.

Alcune immagini dei volontari impegnati nell'emergenza Covid-19. Primo a destra il comandante Daniele Riva

''Abbiamo potuto aumentare il numero di equipaggi, grazie anche ad una maggiore disponibilità e presenza da parte dei nostri volontari che stanno dando il meglio per affrontare questa emergenza, nuova anche per noi'' ci ha raccontato il comandante Daniele Riva. ''Non posso fare altro che ringraziare tutta la nostra squadra per la grande generosità che stiamo riscontrando in queste settimane. In molti si sono messi a disposizione nell'effettuare dei turni extra: è un qualcosa di importante e non scontato che mi inorgoglisce''.

E' innegabile che l'aspetto umano sia prevalente in questo particolare e delicato momento. C'è molta coesione fra i volontari, ma anche paura. E' un sentimento naturale che scaturisce spontaneamente prima, durante e dopo il servizio in ambulanza. Ma soprattutto c'è grande attenzione verso quello che si sta facendo e voglia di dare un contributo forte all'emergenza sanitaria in atto.

''Viviamo giorno per giorno pensando a quello che dobbiamo fare. In queste ore siamo nel picco del contagio e abbiamo ormai imparato ad affrontare e gestire l'intera situazione. I soccorsi dovuti al Covid-19 costituiscono un'ampia fetta della nostra quotidiana attività, ma chiaramente non c'è soltanto questo. Dobbiamo continuare a garantire i servizi al territorio: penso ai trasporti verso le strutture ospedaliere dei pazienti fragili, ma anche alla consegna dei farmaci agli anziani, novità che abbiamo introdotto su richiesta di alcuni comuni, proprio in considerazione dell'emergenza in atto e dell'impossibilità da parte delle categorie più in difficoltà, ad uscire di casa'' ha proseguito il comandante Riva, spiegando poi le procedure che i volontari devono attivare quando entrano in contatto con un potenziale soggetto affetto da Covid. Indossare dispositivi di protezione (tute, mascherine, occhiali) e sanificare mezzi e attrezzature al termine di ogni servizio. Senza contare poi l'attesa, alcune volte lunga parecchie ore, per i volontari che devono accompagnare i pazienti in pronto soccorso e attendere che si liberi un posto prima di poter effettuare lo sbarellamento, come si dice in gergo, dei pazienti.

''Le uscite provano psicologicamente, ma siamo orgogliosi di quello che facciamo. Ogni giorno possiamo garantire al territorio una trentina di volontari impegnati sulle nostre ambulanze'' ha concluso Riva. ''Croce Bianca si è mossa bene, dandoci istruzioni precise affinchè riuscissimo ad affrontare tutto in maniera consapevole. Dobbiamo però ringraziare tutte quelle persone, aziende, ma anche privati, che hanno contribuito alla nostra raccolta fondi affinchè potessimo acquistare i dispositivi di protezione che ci servono per poter svolgere la nostra quotidiana attività in sicurezza''.

Insomma, una presenza preziosissima quella dei volontari di Croce Bianca. Che alla fine di ogni turno tornano a casa dalle loro famiglie dopo aver riconosciuto negli occhi dei loro compagni paura, stanchezza, ma anche la gioia di sentirsi utili e di fare qualcosa di davvero importante. A non mancare mai sono il sorriso, la passione e l'impegno che li fanno varcare nuovamente l'ingresso della sede, talvolta anche a meno di 24 ore dall'ultimo servizio.
G.C.
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