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Scritto Martedì 31 marzo 2020 alle 10:55

Il Covid-19 ha raggiunto anche Minorca. La testimonianza di Morgan Fazio, cassaghese

Un'altra testimonianza di come si stiano vivendo questi giorni difficili - caratterizzati ormai nell'intero pianeta dalla battaglia contro il Covid-19 - ci arriva da Minorca. E' stato Morgan Fazio, originario di Cassago dove ha ricoperto anche la carica di assessore alla cultura, a fornirci una descrizione precisa del mondo visto a 1.267 chilometri da noi, durante questo periodo segnato dall'emergenza sanitaria dopo la diffusione a macchia d'olio del Coronavirus.
''Mi sono trasferito con la mia famiglia a Minorca (Isole Baleari) da Besana in Brianza - ultimo mio paese di residenza - nel 2018 e, dopo una vita lavorando come impiegato in ufficio, ho imparato a quarant'anni suonati a fare il cameriere nei ristoranti e nei bar, cambiando a seconda delle situazioni capi, colleghi e tipi di clientela'' ci ha raccontato Morgan. ''Una delle motivazioni che ha spinto me e mia moglie a cambiare radicalmente vita, è stata la voglia di vivere in un posto diverso per ripartire e costruire delle nuove opportunitá per il futuro nostro e dei nostri figli, non riuscendo ad intravedere prospettive di crescita nè economica, nè professionale nella situazione e nel territorio in cui vivevamo''.

Morgan Fazio

Sino a pochi giorni fa a Minorca la vita andava avanti in maniera piuttosto tranquilla, come ci ha confermato il cassaghese. ''I miei figli erano impegnati a scuola: mia moglie con il suo lavoro di grafica e io con una nuova esperienza professionale in un bar di Alaior (paese dove abito), in attesa di riprendere la stagione estiva nel ristorante di Son Bou. Nel frattempo stavamo programmando gli appuntamenti dei prossimi mesi: la comunione del figlio piccolo, l'arrivo dei nonni, nuovi progetti legati alle danze popolari con la promozione del progetto "FolkLô - Balfolk en Menorca" per cercare di diffondere la mia grande passione, le prove settimanali con gli amici del gruppo folkloristico del paese (Rondalla d'Alaior - grup de música i ball). Infine le lezioni di catalano per continuare il percorso di integrazione in questa nuova realtá''.
Una serena quotidianità insomma, con l'attenzione sempre rivolta all'Italia e alle notizie relative alla diffusione del contagio da Covid-19 e allo stato di salute dei rispettivi genitori, di amici e parenti. In Spagna infatti, tutto sembrava ancora lontano, ma la speranza che il virus rimanesse circoscritto alle zone del nord Italia è durata poco.
''Le autoritá sanitarie erano già pronte e attrezzate con lo stesso protocollo messo in atto in Italia. Pertanto, dopo aver fatto una campagna informativa relativa alle norme igieniche da rispettare per non contagiarsi, hanno disposto il numero 061 di emergenza da contattare in caso di presenza di sintomi e se il tampone che ti fanno a casa risulta positivo, ti isolano al domicilio o ti ricoverano a seconda della gravità della situazione'' ci ha spiegato Morgan. ''Anche qui a Minorca inizialmente i commenti erano "esorcizzanti'': dal "ne uccide più l'influenza normale" al "muoiono solo gli anziani". Quando i primi focolai della penisola iberica hanno iniziato ad allargarsi velocemente, il governo ha adottato misure radicali, avocando ad una task-force governativa i poteri di azione per tutta la nazione, sollevando dai loro poteri i presidenti delle comunità locali (anche se costantemente informati e consultati). I decreti hanno previsto l'immediata chiusura dei luoghi pubblici e delle attivitá di ristorazione, delle scuole, dei trasporti e la limitazione della libertá di circolazione. I primi giorni vigili e guardia civile informavano le persone per strada o in spiaggia. Dopodiché sono intervenuti con le sanzioni e, nei casi più gravi, con gli arresti''.

Nonostante ciò la Spagna ha già raggiunto livelli di contagio al pari dell'Italia, e sull'Isola delle Baleari dove vive la famiglia Fazio in questi giorni si parla di 47 persone positive al Coronavirus (8 già guarite). Un numero destinato con tutta probabilità ad aumentare esponenzialmente nei prossimi giorni, nella speranza che con l'isolamento in atto, il contagio possa rallentare ed esaurirsi un po' più rapidamente.
''Dal 16 marzo siamo rinchiusi in casa e la nostra quotidianità descritta è rimasta sospesa in un limbo temporale. Tutta la nostra voglia e quella dei nostri amici di vivere e programmare in funzione della stagione estiva è posticipata ad un periodo indefinito. I nostri giorni ora trascorrono in funzione del lavoro di mia moglie e dei compiti assegnati dagli insegnanti ai ragazzi. I professori non fanno lezione on-line, ma programmano settimanalmente le attività da svolgere di giorno in giorno secondo l'orario scolastico, rimanendo a disposizione dei ragazzi nelle stesse ore di lezione via mail. Questo per quanto riguarda le scuole medie, mentre per le elementari, l'insegnante invia tutte le mattine una serie di compiti da svolgere e, la sera, manda sempre via mail i risultati o le valutazioni dei lavori svolti dai suoi alunni. In settimana ha telefonato a casa di tutti per accertarsi che stessero bene, che sopportassero il carico di lavoro e che i genitori potessero aiutarli con i mezzi informatici a disposizione'' ha proseguito Morgan, raccontandoci appunto come si svolgono le quotidiane abitudini e commissioni familiari. ''La spesa la facciamo on-line, i tempi di consegna si sono già allargati rispetto alla scorsa settimana e anche qui abbiamo assistito allo svuotamento "isterico" degli scaffali prima della quarantena. A livello sociale, la Croce Rossa, la Protezione civile e le forze dell'ordine sono impegnate sul territorio e i dipendenti del Comune hanno già provveduto alla pulizia e sanificazione delle strade del paese''.
Non mancano - come ci ha spiegato il cassaghese - anche piccole manifestazioni, flash mob e segnali di ringraziamento rivolti al personale pubblico che aiuta le persone e i malati, ovvero agli infermieri ai medici, agli Oss alle forze dell'ordine. Ogni sera alle 20 ci si affaccia alla finestra per un applauso collettivo: un modo per sentirsi uniti in questo momento difficile.

''Sembra una cosa di poco conto, a volte risibile, ma è ormai parte di un rito collettivo che ha una funzione liberatoria e ci dà la possibilità di salutare la vicina o il dirimpettaio, e in questa realtà la cosa che manca di piú alla gente è poter uscire, andare in piazza, baciarsi, abbracciarsi e prendersi un caffè o una birra a qualsiasi ora del giorno. Alla stessa ora c'è chi improvvisa brevi "concerti" sui balconi, dai ragazzi della banda con i loro strumenti, ai cantanti d'opera o a dj e cantanti che non vedono l'ora di tornare ad esibirsi nei ristoranti e nei locali la prossima estate. La tecnologia aiuta anche noi che da qui possiamo connetterci con la famiglia e con gli amici, tenerci in costante contatto per restare aggiornati e sdrammatizzare un po' queste giornate, che sappiamo essersi fatte drammatiche e quasi insostenibili''.
Ovviamente il pensiero è costantemente rivolto all'Italia, dalla quale giungono notizie drammatiche, legate alla scomparsa di familiari, di amici o di persone conosciute. ''Questo ci intristisce molto: a loro va il nostro pensiero. Ci rendiamo conto dell'impotenza di fronte all'avanzare del contagio e ci auguriamo che resti lontano dai nostri cari e non li faccia ammalare. Nonostante tutto, non possiamo arrenderci, dobbiamo continuare a guardare avanti e rispettare le regole imposte dalle autoritá, pertanto "Nos quedamos en casa" e "Tot anirà bé" como si dice qui. Un abbraccio virtuale a tutti gli amici e grazie a Casateonline per il costante e prezioso lavoro di informazione'' ha concluso Morgan Fazio.
Mari.T.
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