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Scritto Mercoledì 01 aprile 2020 alle 08:56

La soluzione dei problemi non potrà venire da ciò che li ha generati

Mentre si sta combattendo la “guerra” al Coronavirus non si può abdicare al dovere di analizzare tutte le possibili cause che lo hanno generato.
Lo dobbiamo perlomeno ai morti e a chi ancora oggi è in prima linea, prima che a noi stessi e a quella che viene definita una convivenza civile degna di tal nome.
Non basta mettere in campo adeguate contromisure ne tutti i meritevoli gesti di solidarietà e di “distaccata vicinanza”: dobbiamo saper far  tesoro  di questa terribile esperienza di pandemia ed il miglior modo è certamente quello di non “rinunciare” a …. pensare ed approfondire.
Solo l'individuazione e la rimozione delle cause più o meno nascoste potrà tutelarci dal riprecipitarvi  o perlomeno ci consentirà di attrezzarci adeguatamente.
E l'analisi delle cause non potrà prescindere dal valutare chi dovrà sobbarcarsi i reali costi anche economici e sociali di questa pandemia oltre che dai perché si è arrivati a tale situazione planetaria nonostante inequivocabili (per scienziati e classe politica) segnali premonitori.
Su quest'ultimi è stata molto eloquente la puntata del 30/3 di “Report” mentre sul ricorso a adeguate risorse economiche si  è scatenato un grande dibattito a base di ricette più meno autorevoli.
Una cosa è certa : per qualsiasi persona di buon senso la soluzione effettiva dei problemi non potrà venire da ciò che li ha generati !
Ed allora ragionevolmente nessuno potrà negare che il disastro derivi da questo inumano modello di sviluppo neoliberista ! Dall'inquinamento atmosferico ai cambiamenti climatici, dall'aumento delle disuguaglianze all'individualismo sfrenato, dalla speculazione economica sulle derrate alla mercificazione dei Beni Comuni, dal depotenziamento del Patrimonio Pubblico – a partire da quello sanitario- ai Paradisi fiscali ….
E soprattutto a partire da un uso strumentale di quello che da alcuni viene definita la “trappola del debito” che di fatto subordina la democrazia dei Popoli alle ciniche regole contabili che non solo l'Europa (non certo quella sociale ispirata dei suoi  Padri fondatori) si è sempre più data  .
Regole che nei fatti la tengono costantemente sotto il “ricatto dei mercati” : la redditività prima della la vita e delle esigenze primarie delle persone. Con tutte le conseguenze disgregative a cascata  che ne derivano (vedasi quanto successo qualche anno fa alla Grecia o l'assurda penuria, stando all'attualità, delle mascherine la cui produzione era stata ritenuta non profittevole dai Mercati ... )
Ed allora perché non prevedere che i costi economici della pandemia siano condonati  da un sistema che ad esempio ha fatto altrettanto nei confronti dei debiti di guerra della Germania …. guerra l'una e “guerra” , come retoricamente la definiscono,  quest'altra.
Se ci fosse la volontà politica ( come per la vicenda tedesca) la soluzione “tecnica” si troverebbe di certo : basterebbe “stampare” moneta  elettronica da parte della BCE e immetterla per quanto occorre agli Stati sul mercato primario e poi, passata la pandemia, condonare il “debito”.
Del resto sembra che i tabù degli aiuti di Stato e dei vincoli di bilancio siano stati banditi da quello stesso sistema che li aveva partoriti e difesi a spada tratta come intoccabili....
Come sembrerebbe possibile finalmente condizionare i cosiddetti Mercati Finanziari riducendone in qualche modo gli effetti speculativi alimentati da improvvide deregulation ed ri-orientandoli all'economia reale.
Forse quel cambio di paradigmi strutturali che fino a qualche giorno fa appariva impraticabile oggi, grazie ad una consapevolezza diffusa, può diventare realtà !
In questo senso non sembra credibile affidare alle volpi la difesa del pollaio (vedi link) : allentamento temporaneo dei vincoli per poi, rimanendo nelle stesse logiche, ripartire con politiche di “strozzamento” e di “ricatto” sul debito e sui bilanci ?
https://comune-info.net/caro-professor-draghi/

Forse mi sfugge qualcosa o dico inesattezze, ma c'è qualcuno che può dimostrare l'infondatezza di queste argomentazioni ? 
Germano Bosisio
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