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Scritto Giovedì 09 aprile 2020 alle 08:46

Dopo i primi avvistamenti a Colle, un altro capriolo immortalato sul Monte di Brianza

Circa un anno fa vennero notati dei caprioli sul Monte di Brianza. Gli avvistamenti avvennero in almeno due occasioni, nel territorio del comune di Colle Brianza. A darne notizia fu Efrem Brambilla sindaco di Santa Maria Hoè che presso Campsirago - località periferica immersa nel verde - collabora nella gestione di un'attività di ristorazione. A maggio, un cliente recatosi presso la sua struttura condivise la notizia dell'avvistamento di un capriolo. L'incontro con l'animale era avvenuto a breve distanza, nei boschi dove l'uomo si era recato in cerca di funghi. La presenza di caprioli venne segnalata anche in una seconda occasione. In un'altra zona del Monte di Brianza vennero visti simultaneamente tre esemplari. L'esistenza della fauna selvatica sul Monte di Brianza non era di per sé una novità.
Durante lo scorso anno, in più di un'occasione, sono stati segnalati incontri con cinghiali. Ma, quello del capriolo, era stato un ritorno decisamente più importante. Dopo i primi i casi però, gli avvistamenti sono andati calando. Anzi, in concomitanza con il periodo di apertura della caccia si diffusero notizie piuttosto preoccupanti. Pare che alcuni cacciatori siano andati deliberatamente alla ricerca di questi animali. Un fatto che - seppur al momento non ancora verificato - lascerebbe prefigurare un reato. La caccia del capriolo è infatti vietata nel nostro territorio. Dopo mesi senza nuovi avvistamenti, a inizio settimana, è arrivata una buona notizia. Il garlatese Daniele Cortenova, appassionato di fotografia naturalistica, è riuscito a catturare alcune immagini che ritraggono un giovane esemplare. L'evento è avvenuto alcune settimane fa, ma la notizia è stata diffusa solo ora. Abbiamo discusso con lui dell'avvistamento.

L’esemplare di capriolo fotografato da Daniele Cortenova

Come è arrivato a scattare questa foto?
Negli scorsi mesi l'Associazione Monte di Brianza mi ha chiesto se avessi potuto posizionare delle foto trappole. L'obbiettivo era capire se fosse stato possibile, in modo certo, verificare la presenza dei caprioli.

È stato difficile?
Il problema è che se ne erano perse le tracce. C'erano stati degli avvistamenti, ma dai sopralluoghi nei boschi non c'erano più prove tangibili della loro presenza. Inoltre, dopo il periodo della caccia non erano più stati visti.

Quindi hai scelto di posizionare delle foto trappole. Come funzionano?
È una tecnica nata circa 25 anni fa per il monitoraggio dei lupi e dell'orso. Sugli appennini viene praticata moltissimo. Lì esistono enti come parchi e associazioni che se ne occupano. Nel nostro territorio siamo un po' indietro. Anche perché non abbiamo la cultura di un "parco". Comunque, prima di piazzare la foto trappola è necessario fare un'indagine. Non si può metterla a caso, altrimenti è come cercare un ago di un pagliaio.

Come avete fatto?
Da una prima indagine non abbiamo trovato evidenze. Dopo il periodo di caccia non sono più stati avvistati. Poi abbiamo raccolto delle informazioni e le abbiamo posizionate.

Ed è arrivata la "sorpresa"...
A fine febbraio, scaricando la memoria della foto trappola, ho visto l'immagine di un piccolo capriolo. Un esemplare giovane. Le foto trappole prima scattano una foto, poi dopo qualche secondo realizzano un video. Probabilmente il capriolo è passato di corsa e la foto trappola non ha fatto in tempo a registrare il video del suo passaggio.

L'avvistamento che è comunque una buona notizia. Sono stati avvistati anche altri animali, in altre occasioni?
Tassi, volpi, scoiattoli. C'è una presenza di animali che testimonia una buona biodiversità sul Monte di Brianza. È importante capire, e far comprendere, la bellezza e la ricchezza del territorio che abbiamo intorno. L'Associazione Monte di Brianza si impegna molto in questo senso.
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L.A.
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