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Scritto Venerdì 10 aprile 2020 alle 08:24

Barzanò, liceo Parini: una lezione ''a distanza'' con la giornalista Marina Ricci

Per l'ultimo giorno di scuola, prima di congedare gli alunni per le vacanze pasquali, il liceo linguistico G.Parini di Barzanò ha deciso di organizzare una videoconferenza con la giornalista Marina Ricci. Durante l'incontro l'ex vaticanista di Mediaset si è collegata dalla sua abitazione romana e, intervistata dal prof. Michele Erba, ha dialogato con gli studenti.

La giornalista Marina Ricci

La storia di Marina inizia nel novembre del 1996, quasi contro la sua volontà. Inviata a Calcutta dall'allora direttore del Tg5 Enrico Mentana, la giornalista incontra le suore di Madre Teresa, in un viaggio che le cambierà la vita per sempre. "Sono andata incontro all'occasione della mia vita. Quando sono arrivata a Calcutta, mi sono ritrovata in una città di 7 milioni di abitanti di cui 5 vivevano per strada, nella miseria. Non avevo mai visto niente del genere, mai. Nei giorni della mia permanenza in India ho visto l'indifferenza di fronte alla povertà e a tanta disperazione".
Dopo il primo duro impatto, il mondo di Marina inizia a sgretolarsi. Di fronte a tanta miseria, matura la decisione di adottare un bambino, Govindo. Il suo è un racconto di un dono, di un incontro solo in apparenza casuale con un bambino gravemente malato e che nessuno vuole. La sua "non è una storia buona", come ripete più volte, la sua è una storia di un "agguato", una storia di un incontro inaspettato con Dio. "Il problema non era il bambino, non era quella povera gente. Il problema ero io" - ha spiegato senza mezzi termini. "Dov'è la gioia se davanti a te hai solo il buio? È una domanda a cui, prima o poi, è necessario dare una risposta. La mia gioia era in un bambino che era l'immagine del buio, almeno apparentemente. Quel bambino ha reso evidente alla mia vita che la gioia può emergere dal buio".

La dirigente Maria Paola Calderara

Durante il suo racconto è emerso la profonda intesa con il marito che, quasi inaspettatamente, appoggia immediatamente la decisione di sua moglie. Quella che ha raccontato Marina agli studenti è una storia d'amore che passa anche per il "non detto".
Da questa esperienza, fatta di conflitti interni nascerà un libro, "Govindo, il dono di Madre Teresa", che le ha cambiato la vita nel profondo. "Con la morte di Govindo è stato come se fosse tornato il buio, ed è stato durissimo. Sembrava quasi che la sua morte fosse dipesa da me, non dalla sua malattia. Ma poi i miei figli mi hanno convinto a scrivere il libro che, dopo tanti ripensamenti, è stato pubblicato nel 2016". Dal quel momento la giornalista ha iniziato a raccontare la sua storia in giro per il mondo. "All'inizio ero anche un po' seccata nel raccontare a tutti una vicenda che sentivo profondamente mia ma che in realtà non mi appartiene".
Inevitabile il confronto con l'attualità e con la situazione che sta vivendo il nostro Paese in questi giorni di emergenza sanitaria. "La santità quotidiana che stanno vivendo oggi i nostri medici e i nostri infermieri nelle corsie degli ospedali e nei reparti di terapia intensiva ci fa avere fiducia e ci porta a credere che Dio esiste e che opera" ha affermato la giornalista.
Il parroco di Barzanò, don Renato Cameroni, che ha partecipato all'incontro, ha poi ricordato tutte quelle persone che non hanno a disposizione dei mezzi tecnologi e che vivono in solitudine questi giorni di Pasqua. "Dobbiamo avere la capacità di aprire il nostro cuore a tutti questi fruscii'' ha spiegato il sacerdote. ''Vi auguro di saper cogliere i segnali che Dio ci manda ogni giorno, soprattutto in questo periodo unico e molto particolare".

Il professor Michele Erba

A concludere l'incontro è stata la preside del liceo Maria Paola Calderara. "Chi l'avrebbe mai detto che la scuola quotidiana, ripetitiva, spesso faticosa, talvolta noiosa, ora manca come luogo dell'accoglienza, dell'amicizia, della libertà, della vita sociale. Il distanziamento sociale è necessario ma fa male al cuore. Purtroppo, non è ancora tempo di ritornare al Parini, devo e dobbiamo pazientare. Nell'attesa vi abbraccio e auguro serenità, pace e gioia a tutti voi e ai vostri famigliari".

B.V.
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