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Scritto Venerdì 10 aprile 2020 alle 18:07

Rete salute e disabili. Servizi che non fanno Servizio

Gentile Direttore,
ho letto il comunicato di Rete Salute in merito alle iniziative in atto in questo periodo di emergenza Covid-19 e soprattutto la reazione della Signora Sonia del 10 aprile 2020.
Parto da questa e rilancio.
Non è questo il momento per analizzare in modo compiuto  la situazione ma annotare i passaggi piu' evidenti è certamente un  buon momento.
Sono certo e se non lo fate voi lo farò io insieme ad altri colleghi e colleghe per fare questo lavoro di analisi.
Il contesto dei servizi socio-sanitari e socio-educativi del Meratese vive di un approccio degli anni '90 ovvero di creazione di Aziende speciali pubblico-private che supportano i Comuni. E' un approccio superato in diverse Regioni ed anche in alcuni Ambiti di Regione Lombardia le soluzioni sono state innovate.
Con la emergenza di  Covid-19 la Giunta Comunale non ha modificato nulla di questo approccio, ha resistito a modeste proposte da parte della opposizione Comunale.
I Servizi Sociali hanno persino rifiutato Professionisti Volontari esperti in contesti socio-educativi e con competenza nella gestione della emergenze.
Una fascia dunque di persone non garantite, non identificate ex-ante dai servizi sono rimaste fuori e lo sono ancora. Penso ad anziani soli non compromessi ma senza rete famigliare, penso a disabili minori o adulti che sono rientrati a casa dai servizi ordinari, penso ad adolescenti con disagio sociale ed educativo che già erano riluttanti alle proposte dei servizi  istituti.
Ci sono sì i Servizi, ma non Servono ora queste persone.
Non solo ... è scoraggiante tentare di servire e andare contro-corrente in nome di chiusure mentali e organizzative spesso elaborate da persone non competenti. La non competenza di molta politica locale emerge chiara come il sole di oggi.
Vengo al merito.
Rete Salute dice che va tutto bene.
Io chiedo ora, ma domani in fase 2, approfondirò e approfondiremo: quali sono le iniziative  straordinarie messe in atto; come sono stati selezionati i fornitori, con quali criteri; quali sono i criteri di ingaggio dei professionisti che sono stati messi sul campo; quanta è la produzione dei nuovi servizi ( numeri di accessi, ore di telefonate, ore di equipe, minute delle valutazioni, nuovi progetti educativi messi in atto); infine la misura dell'impatto. Ovvero quale è il bilancio sociale da inizio emergenza a dopo emergenza ( quando sarà ). Non sarà solo la misura degli output ma anche si esige la rilevazione degli out-come.
Se questi dati saranno attendibili, come si deve a una Azienda che dichiara di operare bene e tranquillizzare tutti, sarà un bel risultato.
Viceversa sarà la volta buona per rimettere mano al Welfare locale del territorio meratese, senza sconti per nessuno.
La Signora Sonia è una voce di una famiglia che urla e che nessuno ascolta.
Non è l'unico caso nel meratese.
Ora Vi saluto e sono disponibile a entrare nel merito di questa promozione-propaganda e della ricaduta nella pelle delle persone che assistono e non possono reagire.
Mino Spreafico
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