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Scritto Mercoledì 15 aprile 2020 alle 14:33

Cassago: la Corte dei Conti ha riscontrato criticità nel 2016

Durante lo scorso consiglio comunale dell’8 aprile, l’amministrazione comunale di Cassago ha preso atto di una comunicazione della Corte dei Conti con riferimento a due note di criticità riscontrate all’interno del rendiconto del 2016. L’esame della situazione di cassa costituisce infatti lo strumento più attendibile ed immediato per accertare il reale stato di salute delle finanze di un ente e il costante ricorso all’anticipazione di tesoreria costituisce un elemento di difficoltà e di inattendibilità del conto del bilancio. La trattazione del punto, avvenuta in teleconferenza, ha avuto inizio con l’intervento del Dott. Luca Rigamonti, responsabile del settore ragioneria, che ha illustrato meglio la sentenza della Sezione Regionale Corte dei Conti dello scorso 20 febbraio 2020 inerente proprio al procedimento apertosi nei confronti del Comune di Cassago. La prima criticità riguarda in particolare il ricorso all’anticipazione di tesoreria: nel corso dell’esercizio 2016, così come nel 2015, il Comune di Cassago Brianza ha infatti fatto ricorso all’anticipazione di tesoreria registrando, al termine dell’anno, uno scoperto di cassa, cioè somme non restituite all’istituto tesoriere, pari a 47.169,21 euro. Il collegio ha poi preso atto che nell’esercizio 2017 l’ente comunale non ha fatto ricorso all’anticipazione di tesoreria, risolvendo quindi le problematiche inerenti alla crisi di liquidità verificatasi nel corso del 2015. Nonostante ciò, ha comunque evidenziato che le difficoltà di cassa che hanno interessato il comune hanno determinato la necessità di ricorrere all’anticipazione di tesoreria, rendendo palese l’evidente incapacità nel fronteggiare le spese correnti con risorse proprie, e contribuendo a gravare il bilancio con oneri ulteriori derivanti dagli interessi pagati sulle somme anticipate dal tesoriere.
Il secondo punto di criticità riguarda invece la quantificazione del fondo crediti di dubbia esigibilità, per il quale la Corte dei Conti ha evidenziato che l’ente nel 2016 ha reiterato il medesimo errore compiuto con riferimento al FCDE determinato nel rendiconto 2015, quando ha indebitamente applicato la riduzione del 55% sull’importo che avrebbe dovuto correttamente accantonare. A tal proposito, Il Collegio, pur prendendo atto del superamento delle citate criticità nel corso del 2017 e dopo aver accertato che il Comune ha fatto ricorso all’anticipazione di tesoreria registrando uno scoperto di cassa a fine esercizio, e non ha correttamente calcolato l’accantonamento nell’avanzo di amministrazione 2016 del fondo crediti di dubbia esigibilità, ha disposto che l’Amministrazione comunale nel prosieguo della sua gestione osservi rigorosamente le previsioni legislative e, in particolare, le disposizioni relative al calcolo del Fondo crediti di dubbia esigibilità.
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