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Scritto Mercoledì 15 aprile 2020 alle 17:39

Il ricordo di Luigi nelle parole di un amico: ''mancherai e non solo come parrucchiere''

Luigi Mozzanica
Ci sono alcune vite che sembrano essere secondarie rispetto ad altre solo perché apparentemente meno appariscenti, ma che invece hanno molto da dire in termini di valori quotidiani.
Luigi, che era anche il mio parrucchiere, rappresenta una di queste.
In un mondo che spesso vive di clamore ed arroganza lui con la sua tranquilla pacatezza di ascolto ma anche di racconto (da sempre i parrucchieri svolgono anche un ruolo sociale) dava un tono di accoglienza e serenità a quei minuti in cui eri sottoposto alle sue sapienti mani.
Sempre attento a metterti a tuo agio intrecciava tra un taglio ed una spolveratina pillole di saggezza popolare, quella saggezza dei semplici che hanno la capacità in poche parole di sintetizzare una vita.
Spesso poi si accendeva spontaneamente una bella discussione con lui e con altri clienti che aspettavano il proprio turno e ne sortivano significativi quadri comparativi tra i costumi di vita attuali e "quelli di una volta" con accenti un po' nostalgici per quell'umanità perduta fatta di cose semplici e solidali.
Insomma Luigi era più di un parrucchiere, era quasi un amico pur nella rarità delle frequentazioni.
Un amico che avevo imparato gradualmente a conoscere per la sua gentilezza e discrezione, elementi assai preziosi e forse un po' controcorrente ai nostri tempi.
Come mi aveva stupito, in un mondo competitivo come il nostro, vedere affissa lì da lui la foto di un altro parrucchiere, pure lui di nome Luigi, scomparso da qualche tempo e che per molti anni aveva esercitato la stessa professione a pochi metri dal suo negozio.
Per non parlare poi della sua premura a darti, senza neppure richiederla, l'immancabile ricevuta fiscale.
Ecco il rispetto, l'onestà e la solidarietà umana ben oltre il proprio immediato vantaggio.
Una su tutti poi è la classica scenetta che meglio di tutte testimoniava la sua accuratezza professionale, ma probabilmente anche specchio della sua rigorosità interiore : quel farti valutare la sua "prestazione" utilizzando un apposito specchietto retrovisore, assai desueto ai giorni nostri, che ti poneva dietro il collo accompagnato dal fatidico "va bene così ?".
In questo martoriato periodo di Coronavirus non potendolo accompagnare all'ultima dimora non posso che far pervenire a tutti i suoi familiari, anche attraverso questo mio breve scritto, le mie più sincere condoglianze.
Ciao Luigi ci mancherai e non solo come parrucchiere!
Germano
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