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Scritto Mercoledì 15 aprile 2020 alle 18:53

Covid in Lombardia: le cose cambieranno solo se si ripartirà da tutela della salute e scuola/cultura da cui discende tutto il resto

Egregio Peter P.,
non la Lombardia genericamente, ma i suoi massimi rappresentanti ed i loro vassalli, valvassori e valvassini si sono denigrati da soli, gettando sull'intera Regione l'onta di numeri (peraltro da moltiplicare per tre o quattro volte ) tra morti, contagiati e contagiati tra il personale sanitario, degni di un paese sottosviluppato. Le categorie ideologiche che lei cita sono desuete e non rappresentative dell'attualità. Credo che il discorso non debba essere ricondotto banalmente alle fazioni politiche che si contendono il potere: esse sono tutte frutto di noi elettori, non nascono spontaneamente ai bordi delle strade. Sono lo specchio di un paese avvelenato nelle sue radici e quindi incapace di produrre buoni frutti.
Credo invece che ci si possa e ci si debba attenere a dei valori: quanti conoscono davvero il senso di questo termine?
Che valori trasmettono  la spiaggia del Papeete, l'apericena sui Navigli, le curve degli stadi gremite di automi urlanti, le mascherine goffamente indossate in diretta TV, le scenografie da film tipo "arrivano i nostri" o le ridicole comparsate sugli schermi dei vips buonisti, volte solo a far credere che il paese sia unito, coeso e possa correre  con leggerezza su questo campo minato che è sotto i nostri piedi?
A mio modesto avviso, da tutto questo, non emerge nessun valore autentico, atto a  formare eticamente le  coscienze  dei più giovani o rassicurare  in concreto il mondo  degli adulti.
I politici attualmente in sella, sopratutto quelli regionali, saranno verosimilmente disarcionati, le maschere che indossano passeranno ad altri; ma quali saranno i valori da cui ripartire?
Questi ultimi dipendono da noi, perché i politici di questa epoca non sono portatori di pensieri alti, la gran parte di loro è sopratutto attenta a rappresentare i borborigmi delle nostre pance o ad ubbidire ai diktat della Confindustria locale; certo non ad esprimere programmi coraggiosi per migliorare realmente le nostre vite.
Questa ultima ipotesi risulta faticosa, dispendiosa, senza immediati ritorni elettorali o vantaggi personali, come sarebbe stato sviluppare i piani di emergenza sanitari e dotarli di personale addestrato e di materiali adeguati. L'infelice assessore Gallera, che avrebbe dovuto preoccuparsi di tutto questo, solo alcuni mesi fa in una "convention"ad Erba, si è speso in un vergognoso "lips job" alla sanità privata lombarda.
Non credo sia necessario aggiungere molto altro.
Nel mio idealismo resto convinto che le cose potranno cambiare solo se ripartirà da tutela della salute e scuola/cultura da cui discende poi tutto il resto.
Mi piace immaginare di leader politici che sappiano, se richiesto, recitare a memoria qualche verso dei classici, della Divina Commedia, dei Promessi Sposi, delle poesie di Leopardi, che sappiano riconoscere un dipinto impressionista da uno cubista, che sappiano fare citazioni corrette ed orientarsi su un mappamondo, non per snobismo radical chic, ma perché solo chi studia, conosce e fa proprio il nostro passato ed è consapevole del mondo che ci circonda, può tentare di costruire il nostro futuro.
Un operatore sanitario
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