Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 248.152.534
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Venerdì 24 aprile 2020 alle 17:19

Come se fosse Antani

Ricevo un sms da Regione Lombardia in cui mi si invita a scaricare un’applicazione per permettere alle autorità di tracciare la mappa del contagio.
Mi si dice che il questionario in cui dovrei indicare il mio stato di salute rispetto al contagio da Coronavirus è anonimo. Apro sul web la pagina relativa a questa procedura e vi leggo l’ennesima supercazzola, in cui si precisa che il questionario sarà in forma “anonimizzata”, che è cosa diversa da “anonima” – lascio ai nerd la spiegazione dell’algoritmo, peraltro facilmente aggirabile, che opacizzerebbe i dati inseriti – e che il questionario andrà compilato con assiduità, ma non più di una volta al giorno, mica che ad ogni scorreggia che capita uno aggiorni il form sul proprio stato di meteorismo.
Sarà un problema mio, ma ogni volta che si sbandiera l’anonimità io sento prurito da supposta, oltre che manifesta dichiarazione di incapacità di gestione.
IO ti devo dire come sto? Dopo che non mi hai messo a disposizione i dispositivi di protezione individuale, che se ti chiamo mi dici di stare in casa, che non mi sottoponi a tampone diagnostico, mi chiedi di dirti come sto?
In base a quali criteri valuterai la veridicità delle mie informazioni e le utilizzerai per avere un quadro oggettivo della situazione?
Naturalmente ho installato l’app, che serve per allertare su molti fenomeni, non solo sul COVID ma anche sul dissesto idrogeologico, per esempio, o sulle piene del Po: ciascuno può selezionare i settori di suo interesse. E ho acconsentito e compilato il questionario, che si chiama “cercaCOVID”: bello, come il gioco in cui si cercavano i Pokemon col cellulare qualche anno fa! Il mio problema non è la privacy: essere società significa mettere in comune una parte del proprio interesse solipsistico quando serve per il bene di tutti. Non ho nessun problema a comunicare agli altri questi miei dati, se sono utili.
Ma trovo difficoltà in alcuni campi. Per esempio quello sulla tosse secca o grassa, perché mi ricorda lo spot dei fratoni che salmodiando attendono il pentolone col cibo e discettano sulla catarrosità della tosse del frate cuciniere. Soprattutto là quando mi si chiede: “hai fatto il tampone?” No, mi dispiace. Avrei voluto ma non potevo: la Regione non li fa. Ma soprattutto quando mi si dice che posso compilare il questionario anche per altre persone, fino a un massimo di 15. Giusto: mia mamma non ha lo smartphone. Nemmeno mio papà. I miei suoceri? Loro sì, sono più giovani. E se lo compilassi random, ad mentula canis, per 15 Carneadi? Ho giusto sentito il mio vicino di casa che tossiva, ieri, là in fondo oltre la siepe: cià che lo compilo per lui.
Non ho problemi sulla privacy: ci rinuncio volentieri per la salute. Ho problemi sulla veridicità dei dati, perché ho come l’impressione che si stia sempre più scendendo verso il basso nella catena della delega delle responsabilità che, per definizione, è una cosa indelegabile. Prima era colpa dei runner, poi dei pisciatori di cani, poi degli uscitori di infanti, poi degli anziani acquirenti di supermarket, soprattutto delle librerie – in Regione Lombardia – poi dei leoni da tastiera colpevoli di fomentare il malcontento invece che camminare come un sol uomo, magari al passo dell’oca.
Adesso, quando anche l’app APPestati scoprirà le proprie falle, sarà colpa di chi ha inserito dati fallaci, come quando gli exit poll elettorali vengono smentiti dai dati reali.
La forza di ogni catena è data dalla capacità di resistenza dell’anello più debole, non di quello più forte. Siamo sicuri che l’anello più debole in questo frangente siano i cittadini?
Stefano Motta
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco