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Scritto Sabato 25 aprile 2020 alle 12:33

Oggionese, 25 Aprile: le immagini delle cerimonie svolte nei comuni

Sul territorio oggionese, la cerimonia del 25 Aprile, in occasione del 75esimo anniversario della Liberazione nazionale, si è tenuta - come tutte le altre sul territorio lecchese - in maniera semplice, con un momento di raccoglimento da parte delle autorità e una diretta streaming - fornita da alcune amministrazioni - per i cittadini che hanno voluto assistervi. Nessuna partecipazione di pubblico, come previsto dal decreto del presidente del consiglio, ma solo rappresentanti delle autorità civili, religiose o di associazioni che hanno indossato guanti e mascherine e hanno osservato le distanze.

Ad Annone Brianza, il primo cittadino Patrizio Sidoti si è recato al monumento dei caduti per osservare un minuto di silenzio e per deporre un vaso di fiori, insieme ad alcuni rappresentanti dell'amministrazione e del gruppo alpini. La cerimonia è cominciata sulle note dell'Inno di Mameli che, suonate da due componenti del corpo musicale, hanno accompagnato l'alzabandiera. Il sindaco ha voluto ricordare tutti i caduti delle guerre e in particolare le vittime di questi ultimi mesi del Coronavirus, in Italia e nel mondo. 

"Attraverso la partecipazione di poche persone, veniamo a rappresentare idealmente l'intera comunità, costretta a restare nelle proprie abitazioni, nel rispetto delle norme emanate per il rispetto della sicurezza di tutti. Per la prima volta celebriamo un 25 aprile senza bandiere, senza cortei, in un silenzio carico di grande dolore e nel rispetto delle persone che ci hanno lasciato, siano essi famigliari, amici, cittadini e conoscenti" ha detto Sidoti. "Vi auguro che la forza e la tenacia dimostrata in passato da milioni di italiani per avere un'Italia libera, possa essere oggi fonte di speranza del fatto che restando uniti e solidali potremmo superare questo momento di difficoltà e prepararci a un futuro migliore". Alla manifestazione, che si è conclusa con un minuto di silenzio, ha preso parte anche il parroco don Davide Consonni, che ha impartito la benedizione. L'amministrazione aveva chiesto alla popolazione di partecipare virtualmente alla cerimonia esponendo dall'abitazione il tricolore. Inoltre, per i cittadini è stato possibile seguire la cerimonia in diretta streaming. In occasione di questo 75° anniversario della Liberazione l'Amministrazione Comunale ha voluto realizzare un video (CLICCA QUI per visualizzarlo) al quale hanno preso parte sia il gruppo di maggioranza che quello di minoranza e per il quale è stato interpellato anche l'Ing. Bartolomeo Cabella Lattuada, che ha colto volentieri l'invito.

A Bosisio Parini il sindaco Andrea Colombo, in rappresentanza di tutta la comunità, si è riunito presso il monumento dei caduti insieme ai componenti del consiglio comunale, alla protezione civile e ai vigili: qui si è tenuta la posa di un omaggio floreale ai piedi del monumento, seguito da un minuto di silenzio e la commemorazione.

Niente discorsi per il primo cittadino che per questa occasione ha preferito la sobrietà.

Un 75esimo Anniversario della Liberazione in forma ridotta si è svolto anche nel comune di Castello Brianza. Presenti al monumento ai caduti, oltre al sindaco Aldo Riva, il vicesindaco Mario Pirovano, in rappresentanza di tutti i volontari civici comunali, e il capogruppo degli alpini Carlo Panzeri in rappresentanza di tutte le associazioni brianzollesi.
La cerimonia ha preso il via con l'alzabandiera, la deposizione della corona floreale e l'inno nazionale. Esattamente come in occasione di ogni altro 25 aprile, ma in uno scenario differente, senza la partecipazione del pubblico e dei cittadini che hanno potuto però assistere grazie alla diretta video realizzata sui canali informativi del comune.

''Noi di Castello Brianza - ha esordito il sindaco Aldo Riva - siamo abituati a celebrare questa ricorrenza con tanta partecipazione [...] quest'anno non è stato possibile, ma sono fiducioso che ritorneremo a fare questo in grande stile e con partecipazione attiva» aggiungendo ''la commemorazione dei caduti per la Liberazione è un atto fondamentale per capire fino in fondo il valore della libertà''.
Sulle difficili settimane che tutti ci cittadini stanno vivendo il sindaco Riva ha aggiunto: ''Penso che questa situazione di crisi abbia anche qualche risvolto positivo. Ci ha aiutato a capire meglio il valore di certe parole: libertà, famiglia, fiducia, solidarietà e sacrificio''. Termini ricchi di significato che per il primo cittadino hanno un legame anche con la ricorrenza della Liberazione: ''Stamane appena arrivato al monumento ho pensato che queste parole potessero stare benissimo dentro il discorso per al festa civica del 25 aprile. I nostri padri seppero sviluppare questi importanti valori e hanno saputo, in quegli anni, con azioni concrete, costruire una società moderna e democratica''.
In chiusura della cerimonia il sindaco ha rivolto un saluto a tutti i suoi concittadini, in particolare ''alle persone sole, ammalate o in difficoltà'' aggiungendo ''alla fine vinceremo noi''.

Vista l'impossibilità di creare assembramenti, l'amministrazione di Cesana Brianza ha scelto di ritrovarsi presso il cimitero dei caduti insieme a don Luigi, il gruppo degli alpini e la protezione civile (due rappresentanti per gruppo).

Qui il sindaco Eugenio Galli ha onorato la bandiera nazionale insieme all'inno, deposto una corona al monumento e, con una preghiera, ha osservato un momento di silenzio. Poi ha tenuto un breve discorso (CLICCA QUI per leggerlo integralmente), ricordando che "il 25 aprile è il Natale della nostra democrazia in cui ci si ritrova per festeggiare la Liberazione dal nazifascismo e riflettere sui valori della carta costituzionale" ha esordito.

"Oggi più che mai, abbiamo bisogno di celebrare la nostra libertà, di tornare a guardare il futuro con speranza e coraggio. Occorre porre fine a tutte le guerre fraticide per unirci tutti nell'unica lotta contro i tre nemici comuni: il virus, il riscaldamento globale e le disuguaglianze socio-economiche". Il primo cittadino ha concluso l'intervento con due citazioni, una di Norberto Bobbio e l'altra di Pietro Calamandrei.

Il 75esimo Anniversario della Liberazione a Colle Brianza si è svolto - come da tradizione - con due cerimonie. Il primo appuntamento è stato al monumento ai caduti, in località Nava, dove il sindaco Tiziana Galbusera si è recato per osservare un minuto di silenzio, rendere gli onori alla bandiera e depositare una corona d'alloro. ''Oggi il nostro pensiero va sicuramente a tutti quelli che hanno combattuto, ai sacrifici fatti da tutti in quel periodo tragico finito con il 25 aprile 1945» ha spiegato il sindaco nel suo messaggio rivolto alla cittadinanza, ricordando inoltre «i fatti che hanno visto allora protagonista il nostro paese e la nostra comunità e che sono impressi nelle nostre memorie, tramandati da chi queste tragedie le ha vissute in prima persona''.

Il pensiero del sindaco Galbusera è stato rivolto a una pagina significativa della storia di Colle Brianza. Quando, nel settembre del '43, l'allora parroco di Giovenzana Don Riccardo, con l'aiuto di tutta la popolazione, diede rifugio a sette prigionieri alleati. Scoperti dalle truppe nazi fasciste alcuni mesi dopo, due di loro vennero assassinati e lo stesso parroco, consegnandosi, venne arrestato e deportato nei campi di concentramento nazisti. Il gesto di Don Riccardo salvò la popolazione di Giovenzana da una brutale rappresaglia. La seconda cerimonia si è svolta al "Casello dei Partigiani" in località Pessina, esattamente il luogo in cui Josè Martinez e Andrea Sanchez - due dei sette combattenti alleati - vennero catturati dai nazi fascisti e trucidati. Nel suo messaggio rivolto alla cittadinanza il primo cittadino Galbusera, aggiungendo un parallelo con quanto sta accadendo in queste settimane, ha spiegato: ''oltre al ricordo e la gratitudine verso coloro che 75 anni fa, con enormi sacrifici e perdite di vite umane, ci lasciarono un paese libero e democratico, consentitemi di esprimere anche la speranza che arrivi anche la liberazione da questo nemico invisibile [...] con l'auspicio che i sacrifici, la determinazione, la serietà con la quale stiamo ora combattendo questo nemico invisibile ci portino ad una nuova liberazione''.

A Costa Masnaga, il sindaco Sabina Panzeri, in rappresentanza di tutti i cittadini, ha voluto ricordare il 75esimo anniversario rendendo omaggio al monumento dei caduti con la deposizione della corona d'alloro e osservando un minuto di silenzio.

A Dolzago il primo cittadino Paolo Lanfranchi si è recato al monumento ai caduti insieme all'assessore e vicesindaco Alessandro Corti, ricordando il sacrificio di chi, ormai 75 anni fa, ha lottato per liberare la nostra Patria. Durante il breve momento commemorativo è stata data lettura della testimonianza di Antonio Brancati, studente di 23 anni condannato a morte da un tribunale misto tedesco e fascista il 23 marzo 1944.

Cerimonia del 25 aprile in forma ridotta anche nel comune di Ello. Presso il monumento ai Caduti il sindaco Virginio Colombo e il vicesindaco Gianluigi Valsecchi hanno deposto una corona di alloro e osservato un momento di silenzio.

Presenti alla cerimonia anche un rappresentante della protezione civile e il capogruppo degli alpini Claudio Rosa, oltre che i consiglieri Elena Zambetti e Danilo Riva capigruppo di minoranza. Nella mattinata il sindaco ha rivolto a tutti i concittadini, che non hanno potuto partecipare a causa delle restrizioni dettate dalla pandemia, l'invito ad ascoltare l'inno d'Italia restando a casa nelle proprie abitazioni.

Mauro Colombo, sindaco di Garbagnate Monastero, si è recato, insieme ad alcuni componenti dell'amministrazione e ai rappresentati del gruppo alpini e della protezione civile,  al monumento dei caduti dove ha deposto una corona di alloro. 

"Sono ormai passati 74 anni dalla devastante crisi generata dalla Seconda guerra Mondiale, durante la quale numerose persone hanno perso la vita per cercare di proteggere la propria patria. È difficile non pensare a quanto questa sia simile alla crisi che sta colpendo oggi l'intera popolazione mondiale. 

Per questo motivo, attraverso la deposizione della corona di alloro al Milite Ignoto, vogliamo ricordare non soltanto gli italiani caduti e dispersi durante la guerra, ma anche tutti coloro che hanno perso la vita in questi mesi a causa della pandemia". A loro è stata dedicata la poesia "per i morti della Resistenza" di Giuseppe Ungaretti. Poi è seguito un momento di preghiera celebrato da don Francesco Beretta.

A Molteno il primo cittadino Giuseppe Chiarella si è recato al cimitero insieme al parroco don Massimo Santambrogio per rendere omaggio al monumento dei caduti e deporre una corona di alloro. Il promo cittadino ha ricordato la cerimonia che, un decennio prima, si era tenuta in villa Rosa alla presenza di tutti i comuni del circondario e ha poi fatto un breve intervento, legandolo anche alla situazione sanitaria in corso (CLICCA QUI per leggere il discorso integrale).

"Noi, almeno la mia generazione, non abbiamo vissuto la guerra e il periodo post-bellico. Però, in un certo senso, il periodo che proprio in queste settimane stiamo vivendo ci può far comprendere quale immenso dramma possa costituire la perdita della libertà, la compressione dei diritti, il restringimento delle libertà fondamentali" ha affermato.

"I divieti imposti oggi a causa dell'emergenza sanitaria in corso possono forse in quale modo, lontanamente, farci capire cosa voglia dire perdere anche un briciolo di libertà e ci devono quindi spronare a garantire sempre e ovunque all'individuo quelle che sono le libertà fondamentali. In questi giorni bui, guardiamo all'anniversario della Liberazione per augurare anche a noi di uscire liberi da questa pandemia". L'amministrazione ha invitato i cittadini a partecipare alla cerimonia, esponendo il tricolore dalle proprie abitazioni.

L'Amministrazione Comunale di Nibionno ha celebrato il 75esimo Anniversario della Liberazione con una semplice cerimonia che ha visto la deposizione della corona d'alloro presso il Cimitero di Tabiago e il monumento ai Caduti alla sola presenza del sindaco Claudio Usuelli e del Parroco don Luigi Bianchi.

L'amministrazione comunale di Oggiono ha commemorato quest'oggi il 75° anniversario della Giornata della Liberazione. La cerimonia, svoltasi senza pubblico vista l'impossibilità di creare assembramenti, ha avuto inizio alle 10.30 con la deposizione della corona dall'oro dinnanzi il Monumento ai Caduti in piazza Manzoni in onore dei cittadini che morirono nella lotta partigiana.
Si è tenuto successivamente un minuto di silenzio e la commemorazione in ricordo delle numerose vittime della tirannide nazifascista e di tutti coloro che hanno combattuto per porvi fine. "Purtroppo non ci è possibile oggi celebrare questa ricorrenza così importante nelle modalità con cui siamo abituati. Volgiamo però ricordare, con orgoglio, gli italiani, ed in particolare i nostri concittadini, che hanno combattuto fino a dare la vita per i valori in cui ancora oggi crediamo fortemente. I valori della pace, della solidarietà, della giustizia sociale, della democrazia, e soprattutto della libertà. Sono valori che oggi più che mai siamo chiamati a preservare con forza, seguendoli ogni giorno con le nostre scelte e con l'attenzione che rivolgiamo gli uni agli altri. Devono essere solidi nella nostra quotidianità soprattutto in un momento difficile come questo in cui quest'emergenza sanitaria avrà una forte ripercussione economica e sociale. Non dobbiamo dimenticare i valori su cui è fondato il nostro vivere insieme. Auguro a tutti un Buon 25 Aprile". Queste le parole del sindaco oggionese Chiara Narciso che si dice molto dispiaciuta di non poter festeggiare con i concittadini ma li invita a rimanere uniti.


A Rogeno, in occasione della festa della Liberazione nazionale, il sindaco Matteo Redaelli, insieme al parroco don Gianni Dell'Oro, si è recato ai monumenti dei caduti di Rogeno e di Casletto dove si sono tenuti l'alzabandiera e un momento di raccoglimento, sule note dell'Inno di Mameli.

Poi è seguita la benedizione di piazza San Marco: nella giornata odierna ricorre infatti anche la festa patronale. Il primo cittadino, nel suo intervento (CLICCA QUI per visualizzare il discorso integrale), ha fatto riferimento all'attuale situazione che stiamo vivendo che porta a ridurre all'essenziale anche cerimonie di rilevanza nazionale e la festa patronale, solitamente ricordata con la processione accompagnata dalla banda.

"Siamo quindi costretti ad andare all'essenziale, e ricordare che oggi festeggiamo la Liberazione della nostra Nazione, oggi festeggiamo i valori fondamentali della nostra Nazione, che hanno portato al nostro Stato democratico e alla nostra costituzione e che i nostri padri hanno pagato a caro prezzo. Quei valori che anche oggi nonostante la confusione mediatica possiamo, e dobbiamo, ritrovare in tutti noi. E che in una situazione come quella di questi giorni vengono ancora più a galla" ha affermato. "Basta guardare in casa nostra, basta guardare fuori dalla finestra. 

Staccarci per un attimo da quel sentimento troppo comune che ci fa sentire tutti i professori, che sappiamo noi come è giusto che si facciano le cose e guardare con un po' più di semplicità. Così ci accorgeremo che la nostra società e il nostro paese è tenuto in piedi dalla solidarietà reciproca, dall'operosità di ognuno, dall'unità e dalla generosità. Rispettando la libertà di tutti". I cittadini, invitati a esporre il tricolore, hanno potuto seguire la diretta da casa.

Per il 75esimo anniversario della Liberazione, il sindaco di Sirone Emanuele De Capitani si è recato al parco delle Rimembranze per rendere omaggio al monumento dei caduti e deporre una corona di alloro, alla presenza del parroco don Gianluigi Rusconi. La cerimonia è stata semplice: il primo cittadino ha preferito il silenzio ai discorsi.

A Suello, il sindaco Giacomo Valsecchi, ha reso omaggio ai caduti deponendo un cofanetto di fiori davanti al Municipio che è stato riempito di tricolori, mentre sullo sfondo è risuonato l'inno di Mameli. É poi seguito un momento di riflessione con l'inno nazionale e di preghiera insieme al parroco don Francesco Grasselli.

Il primo cittadino, dopo la lettura di uno stralcio del libro "una partigiana di nome Tina" - libro per ragazzi che narra la storia di Tina Anselmi, staffetta durante la Resistenza, poi insegnante e prima donna a essere nominata ministro della Repubblica - ha voluto dedicare la festa ai ragazzi "ritengo sia importante, oggi più che mai, affermare i principi elementari come democrazia e libertà". Inoltre, il ricordo quest'anno non è stato solo per i caduti, ma per tutti i cittadini persi in queste settimane a causa del virus. É seguito l'intervento del sacerdote: "Introduco riprendendo le parole dell'arcivescovo che ha detto che questa pandemia deve ricordarci quello che i nostri hanno vissuto per darci questa libertà e difendere questi valori". Anche in questo caso, l'amministrazione ha offerto la possibilità ai cittadini di partecipare alla cerimonia, che si è conclusa sulle note del silenzio, seguendola in diretta streaming.

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