Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 248.270.023
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Giovedì 30 aprile 2020 alle 15:58

Primo maggio anomalo, questa crisi rivendica un modello di lavoro diverso

E' un primo maggio anomalo quello che ci attende, in un momento in cui il nostro popolo si trova  a fronteggiare una pandemia che ci costringe ad una quarantena  infinita. Il tempo si è fermato e ha privato i lavoratori anche della  possibilità  di un momento di convivialità e riflessione qual'è solito essere la festa dei lavoratori.
Lo scorso anno non ha brillato quanto  alla ripresa occupazionale: un buon 9,5% di lavoratori, piu' di 2 milioni, inoccupati e anche se l' inizio di quest' anno ha registrato un leggero aumento degli occupati il contraccolpo che arrivera' a causa del Coronavirus sara' devastante.
In questi giorni di blocco totale ci siamo accorti del lavoro indispensabile dei nostri sanitari che in condizioni critiche hanno cercato di sopperire agli scellerati  tagli al sistema sanitario pubblico, trovandosi costretti a lavorare (spesso e almeno in un primo momento) senza gli strumenti di protezione necessari e senza tamponi. I numeri degli infetti tra infermieri e medici è impressionante: piu' di 300 solo nella nostra provincia. Non sono eroi e non vogliono neanche essere apostrofati come tali, i problemi nel settore ci sono stati prima e ci saranno anche dopo quando si spegneranno i riflettori.
Si affiancano a loro i lavoratori della grande distribuzione in prima linea per permetterci di poter acquistare alimenti; anch'essi da anni inseguono l' utopia di poter avere dei tempi di vita migliori, con una regolamentazione degli orari di lavoro che permetta loro di godere dei propri affetti, visto che parliamo di un settore in cui  i lavoratori (nella maggior parte donne) sono occupati sette giorni su sette, festività incluse e che nemmeno questa emergenza sanitaria ha limitato.
E gli operai? Molti in fabbrica (e ancora non è ben chiaro in base a quali criteri) a seguito delle scellerate pressioni di Confindustria che si è opposta in tutti i modi a qualsiasi forma di possibile interruzione lavorativa.
Tutti abbiamo imparato a conoscere il codice Ateco con cui le istituzioni hanno individuato quali dovessero essere le attivita' produttive di prima necessità, lo stesso abbiamo fatto anche come Rifondazione Comunista mandando una richiesta al Prefetto di Lecco in cui abbiamo chiesto di rendere pubblico il nome delle  aziende a cui era stato concesso il permesso di lavorare.
Domande rimaste senza risposta così che ancora oggi forte rimane il dubbio sulla necessità, in questo periodo di emergenza, della necessità che un'impresa di munizioni continui a produrre...
Da molti luoghi di lavoro ci giungono gia' notizie di prime pressioni e ricatti da parte dei datori di lavoro,  perche' questa crisi servira' in primis al capitale per mettere in atto l' ennesima ristrutturazione e permettere così ad un sistema che ha ormai logorato le forze produttive di sopravvivere.
Da anni proponiamo un modello di produzione e sviluppo diverso: l' informatizzazione dei mezzi di produzione ci permetterebbe di ridurre l' orario di lavoro a parità di salario senza licenziamenti di massa e senza concentrazione di ingenti profitti nelle mani di pochi; ridare centralita' a settori come scuola e sanita' pubbliche attraverso investimenti per le strutture e gli addetti ai lavori al fine di migliorarne il servizio e non a solo scopo di lucro.
Tutto questo e' realizzabile solo ricostruendo quel blocco sociale che in questi anni e' mancato alla classe lavoratrice, e noi, come Rifondazione Comunista ci siamo sempre stati e ci saremo, perche' l' utopia rimane tale se non ci si adopera per cambiare lo stato di cose presente.
Buon Primo maggio distanti ma piu' vicini che mai.
Torri Andrea, segretario Rifondazione Comunista Lecco
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco