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Scritto Domenica 03 maggio 2020 alle 12:02

Un lettore: le scelte dei sindaci in contrasto con quelle statali. Non si capisce più nulla

Buongiorno,
vi scrivo in merito all'articolo "Provincia LC, Usuelli chiarisce sugli spostamenti dal 4 maggio".
Ho pensato per diversi minuti a come iniziare questo messaggio, a come calmarmi dal turbine di ira e disillusione che mi tormenta ormai da settimane. Alla fine ho deciso per una parola: confusione.

Forse è meglio cominciare con un esempio. Mentre ero alla ricerca di qualche precisazione in più su cosa si può e non si può fare dal 4 maggio, mi sono imbattuto nell'articolo e nelle dichiarazioni di Usuelli. Cito: "Non è invece consentito recarsi nella seconda casa per arieggiare gli ambienti oppure fare il cambio delle gomme stagionale in quanto il termine è stato prorogato".

Resto di sasso. Ma come? Niente cambio gomme? Quando c'è stata la proroga? Ho già prenotato il cambio gomme e al concessionario non mi hanno per nulla parlato di rinvii né di divieti. E poi mi imbatto nelle famose FAQ del governo sulla fase 2, e cito ancora: "E' quindi consentito recarsi da un concessionario per acquistare un veicolo, fare un tagliando, effettuare cambio pneumatici e altre attività di manutenzione".

Confusione. Ancora confusione.

Torno alle dichiarazioni di Usuelli: "A partire da lunedì potrà essere praticata l'attività motoria senza limiti e nel rispetto della distanza, tuttavia deve essere chiaro che è consentito farla partendo da casa a piedi o in bicicletta. Non si è legittimati a prendere la bici o un altro mezzo, caricarlo in macchina e spostarsi altrove per praticare attività fisica". Torno sulle FAQ del governo e leggo "Al fine di svolgere l'attività motoria o sportiva di cui sopra, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività".

A quel punto torna la rabbia. Confusione, confusione totale.

Non ho più buone parole per governo o amministratori. Come è possibile, dopo mesi di crisi, non riuscire ancora ad avere un minimo di unità nella comunicazione di semplici regole? Non mi dite che non c'era tempo, non mi dite che non c'erano risorse.

Stiamo parlando di un governo formato da almeno una parte politica che ha investito TANTO nella comunicazione quando si parlava di elezioni. Ora non è più capace di mantenere un MINIMO di coerenza? Come si arriva ad avere un presidente di provincia che in una singola intervista riesce a contraddire almeno due (chissà quante altre) direttive del governo o della regione?

Ma soprattutto, se queste precisazioni, che in confronto ad altro sono inezie, gettano confusione, COME DIAVOLO FACCIAMO A FIDARCI DI TUTTO IL RESTO?

Questa è solo la goccia che ha fatto traboccare il famoso vaso. Lo stesso vaso che ha cominciato a riempirsi in fretta quando da un lato la schizofrenia statale iorestoacasa dilagava e dall'altro un ministro parlava di come andare al mare. Ma come si fa a chiedere a 60 milioni di persone di stare a casa e nello stesso giorno illudere tutti con il sogno di una bella vacanza al mare?

Lavoro per una piccola società che si sta facendo in quattro solo per CAPIRE quali lavori poter portare avanti e quali no.
Ogni giorno cerco di rispondere a domande di persone anziane che sento regolarmente e faccio fatica a spiegare.

Vorrei che molti capissero una cosa: la mancanza di una comunicazione decente in tempo di crisi porta alla morte. In una guerra, se un messaggio arriva ingarbugliato al fronte, muore gente. Se si comunica male e ci si impantana nella burocrazia, si può arrivare a pazienti COVID in ospizi in cui non dovevano stare. E il risultato lo abbiamo purtroppo visto tutti.

Sono stanco di tutta questa confusione che porta a malattia e morte.

Sono stanco dei miei concittadini che additano uno che fa una passeggiata da solo un pericolo per l'umanità.

Sono stanco di gruppi "io sono di..." pieni di gente orrenda, capace solo di insultare un povero disgraziato che ha
riempito "solo a metà" un carrello della spesa.

Sono stanco di dover faticare a capire dove finisce la mia libertà personale con regole di governo, regole di regione, interpretazioni di provincia, precisazioni del comune.

Sono stanco di sentire conoscenti e parenti infermieri che faticano a lavorare in mezzo ad una burocrazia che non li molla nemmeno in questa crisi.

Sono stanco della polizia locale che, a mie domande cortesi, è solo capace di dirmi di andare a vedere le FAQ del governo.

Il 4 maggio uscirò di casa - da solo e protetto - per andare al cimitero di Casatenovo a visitare la tomba di mio padre, che è stato "fortunato" a morire prima di un periodo in cui anche l'ultimo saluto può essere negato (e so cosa significa).

E nessuno, ripeto, nessuno si azzardi a dirmi che non lo posso fare e che "le FAQ del governo non sono allineate" o altre falsità simili. Nessun concittadino si azzardi a gridarmi dal balcone "cosa fai??? vai a casaaaa!".

Nessuno.

La fiducia non esiste più.

La rabbia ha un limite.
Emanuele Ravasi
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