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Scritto Mercoledì 06 maggio 2020 alle 12:12

Limiti agli spostamenti per l'attività fisica: il Prefetto richiama i sindaci che replicano

La Prefettura di Lecco
Il Prefetto ''richiama'' i sindaci che a qualche ora di distanza...replicano. Oggetto di discussione il nuovo decreto della presidenza del consiglio dei ministri in vigore da lunedì 4 maggio, e in particolare il punto che limita gli spostamenti fra comuni per effettuare attività sportiva o esercizio fisico.
A questo proposito gli amministratori nelle scorse ore avevano firmato - ciascuno per il proprio territorio di riferimento - singole ordinanze che limitavano gli accessi ad alcune aree, con l'obiettivo di evitare il rischio assembramenti, tutelando così la salute pubblica. Ma non è finita qui. Con una presa di posizione comune i sindaci lecchesi avevano vietato ai cittadini di muoversi con auto o mezzi pubblici per praticare sport; una decisione che appariva in contrasto con l'ultimo provvedimento del Governo che invece lo consentiva.
A questo proposito è intervenuto il prefetto Michele Formiglio che con una circolare inviata nella giornata di martedì ha esortato gli amministratori a mantenere un atteggiamento di maggiore attinenza con i provvedimenti emanati dagli organi superiori.
''Sono espressamente previsti specifici poteri sindacali di ordinanza per modulare il divieto di assembramento in luoghi pubblici o privati e per regolamentare la fruibilità di parchi, ville o giardini pubblici'' ha spiegato il prefetto. ''Nel confermare il divieto di assembramento di persone in luoghi pubblici o privati - il Dpcm - conferisce al Sindaco il potere di disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare il rispetto di tale divieto''. Se è infatti nuovamente possibile l'accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici, esso è condizionato tuttavia, ''al rispetto del divieto di assembramento e della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Anche in relazione a tali contesti è stato previsto il potere del Sindaco di chiudere temporaneamente specifiche aree nelle quali le suddette condizioni non possano essere assicurate''.
Tuttavia il prefetto ha precisato che ''l'articolo 50 comma 5 del TUEL, richiamato nella generalità delle ordinanze, attribuisce al Sindaco, quale rappresentante della comunità locale, il potere di adottare ordinanze contingibili ed urgenti in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale''. Lo stesso articolo, al comma 6, prevede che in caso di emergenza che interessi più Comuni, ogni Sindaco possa adottare ''le misure necessarie fino a quando non intervengano i soggetti competenti ai sensi del precedente comma'', vale a dire Stato e Regione.
''Il potere sindacale contingibile ed urgente non ha spazi di esplicazione se non nei limiti espressamente consentiti, in presenza di una emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, come quella attuale in cui le circostanze richiedono un coordinamento ai livelli nazionale e regionale, peraltro ampiamente esercitato'' ha aggiunto il prefetto. ''Le ordinanze contenenti disposizioni non in linea con quelle sopra richiamate sono inefficaci''.

Ma i sindaci hanno mantenuto la propria posizione e in una nota diffusa in questi minuti ribadiscono la legittimità della loro condotta, tesa a garantire la salute dei cittadini. Lo spostamento, inteso in auto o con altro mezzo equivalente, per raggiungere un altro luogo per svolgere attività motoria non è ricompreso - per gli amministratori lecchesi - fra i motivi indicati dal decreto.

Di seguito il comunicato ingrale dei sindaci lecchesi:
I Sindaci della Provincia di Lecco ritengono opportuno precisare che non si sta consumando uno scontro istituzionale o, per dirla semplicisticamente, un tutti contro tutti.

Sono ormai due mesi che Sindaci, Prefettura, ATS, Provincia e tutte le Istituzioni locali a vario titolo coinvolte in questa grave emergenza come sempre lavorano fianco a fianco, in stretto contatto e in sintonia, per garantire la salute di tutti i cittadini, così come costituzionalmente previsto.

Dopo aver analizzato minuziosamente l’ultimo DPCM è chiaro, almeno a noi Sindaci lecchesi, che i motivi per cui è ammesso lo spostamento sono tassativi e sono elencati nell’articolo 1 lettera A e precisamente:
 1.    NECESSITA’
Lo stato di necessità è normato dal codice penale e civile: “Lo stato di necessità, contemplato dall'articolo 54 codice penale e dall'articolo 2045 codice civile come causa di esclusione dell'antigiuridicità della condotta, sussiste quando la persona si trovi di fronte alla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona”
 2.    SALUTE
 3.    LAVORO
 4.    VISITA AI CONGIUNTI

Il medesimo DPCM alla successiva lettera F consente l’attività motoria non limitandone più lo svolgimento nei pressi della propria abitazione.

Leggendo in modo coordinato i due paragrafi dell’articolo 1 lo spostamento, inteso in auto o con altro mezzo equivalente, per raggiungere un altro luogo per svolgere attività motoria non è ricompreso.


I Sindaci della Provincia di Lecco

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