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Scritto Domenica 10 maggio 2020 alle 09:48

Euro, MES e debito pubblico

Antonio Conrater
Ho trovato fra le mie carte (che sto mettendo in ordine approfittando del “lockdown” perdurante) un opuscolo pubblicato dal “Comitato EURO” alla fine degli anni ’90. Vi ripropongo integralmente, perché interessante, il capitolo dedicato al Debito Pubblico.
Comitato EURO: Il Debito Pubblico
“Il Trattato dice che un Paese candidato all’Unione economica e monetaria non deve essere oppresso da un debito pubblico troppo elevato. E come valutare il “troppo elevato”? Bisogna che la quota del debito rispetto al Prodotto interno lordo (Pil) tenda a situarsi al massimo al 60%. Quindi, se è già inferiore al 60% non si pongono problemi. Se è superiore, che vada diminuendo in modo continuo e convincente. Il peso del debito pubblico in Italia è molto elevato (oltre il 120% del Pil), comunque, nel 1995 questo rapporto ha iniziato a diminuire; questa diminuzione è continuata nel 1996 e si prevede continuerà anche nel 1997 e negli anni a venire”.
Potrei dire, col senno di poi, che mentivano sapendo di mentire.
Dopo 20 anni di “continua e convincente diminuzione” (?) il nostro debito è arrivato a 135%!!
Ora con il prestito MES supereremo il 160% ma ci prenderemo anche l’impegno di restituire il prestito in 10 anni.
Ma se negli ultimi 20 anni non siamo stati in grado di restituire neanche 1 Euro vi par possibile che nei prossimi anni ne restituiremo decine di miliardi?
A meno che…….
Fra i componenti il Comitato EURO di cui vi ho parlato ho letto anche il nome di Mario Draghi allora Direttore Generale del Ministero del Tesoro.
Si fa da tempo il suo nome per un Governo di Unità Nazionale capace di realizzare profonde riforme per riportare l’Italia fuori dall’emergenza: forse è arrivato il momento di provarci.
Antonio Conrater
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