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Scritto Martedì 12 maggio 2020 alle 22:13

Annone: in camera di commercio a Lecco l'udienza preliminare per il crollo del ponte

Il processo per il crollo del ponte di Annone celebrato presso l'auditorium della Camera di Commercio di Lecco, per poter disporre di spazi più ampi e mantenere dunque le distanze di sicurezza richieste. In calendario lo scorso 11 marzo, quando avrebbe dovuto svolgersi al cospetto del Gup Paolo Salvatore, l'udienza preliminare era stata rinviata - a causa dell'emergenza Covid-19 - al 3 giugno. E proprio in quella data le parti si daranno appuntamento inizialmente in tribunale; dopo un primo passaggio formale nell'aula al primo piano del palazzo di giustizia, ci si sposterà poi in camera di commercio dove sarà celebrata l'udienza. Nei mesi scorsi la Procura lecchese - nelle persone del procuratore capo Antonio Chiappani e del sostituto procuratore Andrea Figoni - aveva chiesto di rinviare a giudizio gli ingegneri Angelo Valsecchi, all'epoca dei fatti dirigente del settore viabilità e Infrastrutture della Provincia di Lecco, Andrea Sesana, responsabile del servizio concessioni e reti stradali sempre della Provincia di Lecco e Giovanni Salvatore, capo del centro manutenzioni dell'Anas per la Lombardia.

E poi ancora Silvia Garbelli, funzionario tecnico del settore pianificazione territoriale e grandi infrastrutture della Provincia di Bergamo, e Roberto Torresan, libero professionista che ha effettuato uno studio di manutenzione straordinaria per conto di Anas.
Lesioni, disastro colposo, crollo di costruzioni e omicidio colposo le ipotesi di reato contestate agli imputati nel fascicolo passato di mano per ben tre volte.
Una vicenda giudiziaria travagliata e sfortunata quella relativa al crollo del ponte, fermata in ultima battuta pure dalla pandemia di Coronavirus. Se ad occuparsi per primo del corposo fascicolo era stato il sostituto procuratore Nicola Preteroti, con il suo trasferimento a Bergamo la palla era passata alla collega Cinzia Citterio (oggi a Monza) e infine ad Andrea Figoni. Un'indagine - basata in gran parte sulle accurate valutazioni tecniche del professor Marco Di Prisco del Politecnico, consulente della Procura - che rappresenta una delle più complesse portate avanti dalla magistratura lecchese negli ultimi anni. E per la quale si fa sempre più concreto il pericolo prescrizione, soprattutto per quel che riguarda il reato di omicidio colposo, dal momento che il termine per i tre gradi di giudizio è fissato in sette anni e mezzo. L'unico dei quattro reati per il quale non si corrono rischi prescrittivi è l'ipotesi di crollo di costruzioni, per la quale i termini sono raddoppiati a quindici anni.
Nella prima udienza svoltasi a inizio gennaio - alla presenza in aula dell'ingegner Andrea Sesana, unico imputato intervenuto, affiancato dal proprio difensore Stefano Pelizzari - era stato affrontato esclusivamente il nodo relativo alla costituzione delle parti civili e la chiamata in causa dei responsabili civili ovvero quei soggetti che in caso di condanna dell'imputato loro correlato prenderanno poi una posizione parallela a quella dello stesso nel processo civile.
Erano stati ammessi quali parte civile, gli eredi di Claudio Bertini, il civatese in transito sotto il cavalcavia proprio al momento del crollo dalla campata, l'autotrasportatore Vasile Ciorei, gli altri automobilisti sopravvissuti al crollo (una famiglia di Mandello composta da tre persone e il conducente della vettura rimasta "in bilico" dinnanzi al vuoto venutosi improvvisamente a creare) nonché la Provincia di Lecco, Anas e il Codacons nazionale. Esclusi invece - dopo la valutazione del giudice - il ramo regionale dell'associazione a tutela dei consumatori nonché l'Anmil, l'associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro interessata a tutelare gli interessi del camionista.
Appuntamento dunque al prossimo 3 giugno per conoscere l'esito di un primo fondamentale step di questa delicata vicenda giudiziaria.
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