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Scritto Venerdì 22 maggio 2020 alle 16:45

Cassina de' Bracchi: autore di una poesia dialettale sul Covid, Giorgio Penati racconta la sua battaglia (vinta) contro il virus dopo settimane trascorse in ospedale

''Caro il mio virus, ti te vurevet famm à rost, ma mi ho resistuu e te l'hoo metuu in chèll post''. Si chiude così, in maniera un poco ironica ma decisamente schietta e sincera, il componimento dialettale che Giorgio Penati, per tutti ''Giorgione'', ha scritto agli sgoccioli della sua permanenza nel reparto di pneumologia dell'ospedale Mandic di Merate, dove ha trascorso oltre un mese, combattendo con grande forza la sua battaglia contro il Covid.

La piccola festa di compleanno organizzata nel reparto di pneumologia del Mandic per Giorgio Penati

Una battaglia dalla quale il 63enne residente con la famiglia a Cassina de' Bracchi di Casatenovo - dove è molto conosciuto anche per la sua lunga ''militanza'' ne I Cinque Cereali e nella Filodrammatica di Valaperta, note ed apprezzate compagnie teatrali del posto - è uscito vincitore. Giovedì 21 maggio Giorgio Penati è stato dimesso dal presidio ospedaliero meratese gestito dal personale Inrca e dopo i saluti e le foto scattate con medici, infermieri e oss che in queste settimane difficili l'hanno assistito con grande competenza e umanità, ha potuto fare ritorno a casa e riabbracciare la moglie e le adorate figlie.
Una parentesi indubbiamente traumatica sotto ogni punto di vista, che però il casatese ha accettato volentieri di raccontarci per dare un segnale di speranza a chi ancora oggi sta lottando in un letto di ospedale e non vede neppure uno spiraglio di luce in fondo a quel tunnel così buio.

L'abbraccio con la moglie e le figlie al ritorno a casa

''La mia non è stata una delle esperienze più terribili. In ospedale ho visto molto di peggio, ma ho dovuto tenere la maschera con il massimo dell'ossigeno per diverso tempo, senza poter vedere nessuno oltre al personale sanitario e nemmeno fare liberamente le cose più banali, come una semplice doccia'' ci ha detto il casatese, manutentore presso un'azienda con sede a Dolzago, che ancora non riesce a comprendere dove abbia potuto contrarre quel maledetto virus. ''Quando ho iniziato a non sentirmi bene, tra fine marzo e inizio aprile, il mio medico di base, andato in pensione di recente, mi ha subito indicato una terapia efficace che ha limitato gli effetti del Covid, consentendo una reazione positiva anche alle cure ospedaliere''.

''Giorgione'' con la Filodrammatica di Valaperta

Prima di iniziare ad avvertire i tipici sintomi della malattia, Giorgio Penati si recava quotidianamente al lavoro e, per scrupolo, al ritorno a casa misurava la temperatura corporea. Un'operazione svolta giorno dopo giorno sino a quando non si è accorto che il termometro segnava 37.5 gradi. ''Mi sono subito isolato in una delle camere da letto, per non avere contatti con la mia famiglia. Ho resistito a casa una decina di giorni, ma quando la febbre, sempre più alta, non sembrava voler scendere nonostante gli antipiretici assunti, abbiamo dovuto chiamare il 112 e attendere l'arrivo di un'ambulanza che mi ha accompagnato al Mandic'' ha proseguito il casatese.

Polmonite bilaterale da Covid: questo l'esito degli accertamenti al quale ''Giorgione'' è stato sottoposto al suo arrivo in ospedale, la sua ''casa'' per oltre un mese. Nella sua stanza - lunga sette metri e mezzo - il 63enne ha conosciuto tanta umanità: quella di medici, infermieri, fisioterapisti e operatori sanitari che con grande professionalità si sono presi cura di lui in queste settimane difficili. ''Non vedevo i loro volti, ma ormai sapevo distinguerli dai loro gesti, dal tono di voce. Ho trascorso in ospedale il giorno del mio compleanno: mi hanno organizzato una piccola festa con tanto di torta. Devo dire la verità, mi sono anche un po' commosso'' ha proseguito il casatese, ricordando anche il compagno di stanza. ''Non pensavo che a 63 anni avrei potuto trovare un amico vero. Certe situazioni così difficili non le puoi dimenticare e neppure chi le ha condivise con te''.

Il messaggio di bentornato dei suoi familiari

Giorno dopo giorno le condizioni di Giorgio sono migliorate progressivamente e la dose di ossigeno ridotta, sino alla completa guarigione dal Covid, sancita anche dall'esito dei due tamponi ai quali è stato sottoposto. E proprio in quel lasso di tempo che separava i due esami, il casatese ha deciso - su sollecitazione degli amici Angelo Galbusera e Francesco Biffi - di stendere un breve racconto sulla difficile prova affrontata, e fortunatamente superata.

Un paio di immagini di Giorgio Penati insieme ai Cinque Cereali

''Ho voluto scrivere per dare un po' di speranza e ottimismo, nonostante tutto'' ha proseguito ''Giorgione'', ricordando la passione per il teatro e il dialetto brianzolo, che l'ha portato da diversi anni ormai, ad esibirsi in due compagnie teatrali di Casatenovo: I Cinque Cereali e la Filodrammatica di Valaperta, avendo così la possibilità di mettere in luce il suo carattere allegro e la sua vena ironica, che in un certo senso lo hanno aiutato ad affrontare anche questo momento. Senza però, trattenere le emozioni: quelle provate ieri, al suo ritorno a casa, dove è stato accolto dall'affettuoso e lungo abbraccio della moglie e delle sue gemelle.

''La vicenda è andata così, come vi dicevo, ma oggi non sono più l'uomo spaventato che ero. Dottori e infermieri con tanto attaccamento mi hanno liberato da questo virus delinquente'' si legge fra i versi del suo componimento, da leggere tutto d'un fiato. ''Rivedo la moglie e bacio le figlie e non mi sembra vero, mi sembran passati tre anni davvero. Per un mese niente lasagne, bistecche e brasato, li sognavo anche di notte ma adesso sarà recuperato''.

Il testo della poesia scritta in dialetto brianzolo (e tradotta in italiano) grazie anche al
contributo degli amici Angelo Galbusera e Francesco Biffi di Sentieri e Cascine

Gloria Crippa
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